Il risparmio gestito corre ma non basta

di Lucio Sironi
In attesa della famigerata Mifid 2 che secondo la maggior parte degli osservatori dovrebbe frenare la corsa dell’industria del risparmio attraverso una maggiore trasparenza sui costi, per esempio, e altri vincoli più stringenti degli attuali, il risparmio gestito si conferma uno dei business più prosperi del momento (e ormai da diversi anni). Anche luglio ha portato il suo contributo positivo, a giudicare dai dati resi noti da Banca Generali che il mese scorso ha realizzato una raccolta netta di 481 milioni, con un saldo da inizio anno pari a 4,3 miliardi, in crescita del 22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che pure fu una stagione assai brillante. Nel caso di Banca Generali , confermato l’interesse dei clienti per le soluzioni di risparmio gestito, che prosegue da tempo, la cui raccolta è stata di 417 milioni (da gennaio 3,85 miliardi, +71%), con le soluzioni contenitore finanziarie e assicurative tra le più richieste con 255 milioni di nuovi flussi (3 miliardi da gennaio). Nei prossimi giorni attese le conferme sul trend anche da parte degli altri gruppi del settore. Ma il partito degli scettici è forte e l’impressione è che gli interrogativi sulle prospettive siano destinati ad accompagnare quest’industria ancora a lungo.
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