RCA: Antitrust, nessun intesa tra le compagnie sui prezzi

Non cè emerso nessun disegno collusivo tra i principali operatori del ramo RCA atto a determinare un rialzo delle tariffe.

Lo ha stabilito l’Antitrust nel bollettino pubblicato ieri a seguito dell’istruttoria avviata nei confronti dei principali gruppi assicurativi italiani (UnipolSai, Generali, Allianz, Axa, Fata e Cattolica) per accertare l’esistenza di una intesa finalizzata a determinare un aumento dei prezzi rc auto in Italia.

Dalle risultanze istruttorie non sono emersi “elementi idonei a confermare la sussistenza di un’intesa fra le parti aventi per oggetto e/o per effetto di falsare la concorrenza sui mercati relativi alle polizze Rc Auto e alle garanzie associate”.

Anche IVASS aveva espresso il medesimo parere all’Autorità il 3 agosto 2017: “non si sono ravvisati elementi segnaletici di comportamenti delle compagnie di assicurazione finalizzati a concordare rialzi dei prezzi nel mercato nazionale della responsabilità civile auto”.

L’istruttoria era stata avviata  a seguito di alcune dichiarazioni pubbliche di top manager di Generali e Unipol, che avevano avanzato previsioni sull’aumento dei premi RC auto in Italia.
L’Autorità aveva ritenuto che ltali dichiarazioni potessero costituire annunci pubblici – riferiti al complesso del mercato – in merito all’eliminazione delle dinamiche competitive sul prezzo delle polizze RC Auto, nonché sulle specifiche strategie di prezzo dei gruppi assicurativi Unipol e Generali sui propri aumenti dei premi di queste polizze. “Tali dichiarazioni – si legge sul bollettino – infatti, potevano far venire meno l’incertezza sulla strategia futura di prezzo delle polizze auto e alimentare l’aspettativa che a eventuali aumenti, essendo generalizzati tra i principali player, non segua il rischio di perdere clienti, ossia possano essere manifestazione di un’intesa restrittiva della concorrenza, tra i principali operatori circa una possibile fine della “guerra dei prezzi”.
Sulla base di ciò l’Autorità aveva ritenuto che, gli annunci pubblici sulle strategie di prezzo degli operatori potessero essere manifestazione di un’intesa fra le principali imprese assicurative, nella forma di accordi o pratiche concordate, aventi per oggetto e/o per effetto di falsare la concorrenza sui mercati relativi alle polizze RC Auto e alle garanzie associate.

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