Il Parlamento riapre col fintech

di Luisa Leone

Istituzioni, regolatori, finanziatori, ma soprattutto operatori del mondo fintech si alterneranno, a partire dal prossimo 12 settembre, davanti ai deputati della commissione Finanza della Camera. Il calendario dei lavori del Parlamento per la ripresa delle attività dopo la pausa estiva vede infatti tra le novità più interessanti l’avvio dell’indagine conoscitiva sull’universo delle nuove tecnologie applicate alla finanza, che era stata deliberata alla fine dello scorso luglio.
Il primo appuntamento è fissato appunto per il 12 settembre, quando il presidente Maurizio Bernardo e i suoi colleghi ascolteranno la relazione di Stefano Capaccioli, presidente dell’associazione AssoB.it, dedicata alla diffusione della conoscenza del mondo del blockchain e delle criptovalute. Un calendario completo delle molte audizioni previste non è ancora disponibile (l’indagine dovrebbe protrarsi per alcuni mesi), ma è certo che tra gli invitati a discutere dell’universo fintech ci saranno i regolatori, come Consob, Banca d’Italia e Ivass, e i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico. Ma anche i portatori di interesse, quindi da un lato i rappresentanti di istituti di credito (Abi) e assicurazioni (Ania) e dall’altro le associazioni dei consumatori. L’indagine si propone infatti di «acquisire conoscenze del settore, del suo impatto sull’ecosistema finanziario-bancario nonché degli interventi normativi da realizzare per tutelare i risparmiatori, ridurre i rischi sistemici, creare un contesto favorevole per l’ingresso di nuovi capitali dall’estero e favorire lo sviluppo del settore», si legge nella presentazione dell’iniziativa sul sito della Camera. Il cuore dell’indagine conoscitiva sarà comunque la parte dedicata all’ascolto degli operatori di settore, che potranno mettere in luce le difficoltà legate allo sviluppo del business. Tra le prime aziende a essere convocate dovrebbero esserci Credimi, Money Farm, Satispay, Iseed, ModeFinance, Epic Sim e diverse altre, ma l’elenco sembra destinato ad allungarsi. Si prevede poi di coinvolgere anche l’universo dei potenziali investitori in queste tecnologie, con le audizioni ad esempio di Invitalia Venture ma anche di rappresentanti dell’ Aifi, l’associazione degli operatori di private equity e venture capital.
Parallelamente all’indagine conoscitiva della Camera andrà avanti poi anche l’altra iniziativa sul fintech attivata prima della pausa estiva: il tavolo di confronto organizzato dal ministero dell’Economia, che non dovrebbe tardare troppo a organizzare il secondo incontro con le aziende del fintech made in Italy.
L’obiettivo dell’esecutivo pare infatti essere quello di mettere a punto delle norme pro-fintech per consentire un rapido sviluppo di questo business anche approffittando delle occasioni create da Brexit; e di farlo in fretta, probabilmente già in autunno. Lo strumento potrebbe essere quello di un collegato alla Legge di Bilancio, che potrebbe contenere una serie di misure legate al mondo dell’innovazione; un open innovation act in grado di spingere l’Italia in prima fila in Europa per lo sviluppo di queste tecnologie e l’attrazione dei capitali a loro interessati. (riproduzione riservata)
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