Infortuni mortali, 591 casi nel 2017

di Michele Damiani

Nel periodo gennaio-luglio 2017 l’Inail ha ricevuto 380.236 denunce di infortuni sul lavoro, con un aumento dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2016. Tra queste, 591 sono risultate mortali (562 nel 2016). Le denunce per malattie professionali, invece, sono state 36.224, registrando una diminuzione del 3,6%. È quanto emerge dal rapporto sugli infortuni e le malattie professionali pubblicato ieri dall’Inail nella sezione open data del sito dell’istituto. In merito agli infortuni sul lavoro, a livello territoriale le denunce sono aumentate sensibilmente al Nord, dove si sono registrati 5.800 casi in più, mentre sono cresciute più moderatamente al Centro (+245). Positivo, invece, il dato del Sud, dove gli infortuni denunciati sono stati 985 in meno e nelle isole (-337 casi). La regione che ha avuto l’aumento più importante risulta essere la Lombardia, con 2.821 denunce in più, seguita dall’Emilia Romagna (+1.560). I decrementi maggiori si sono manifestati in Puglia (-672 casi) e in Sicilia (-658). Per quanto riguarda gli infortuni che hanno causato la morte di un lavoratore, l’incremento rispetto all’anno scorso è legato principalmente alla componente maschile, che ha visto i casi mortali passare da 506 a 531 (+4,9%), mentre per le lavoratrici si è passati da 56 a 60 decessi. La distribuzione per settore produttivo evidenzia un aumento per le attività manifatturiere (55 contro 46), nelle costruzioni (60 contro 50), nelle attività di ristorazione (17 contro 8) e nella sanità (12 contro 3).
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