Axa resta socia di Mps

di Francesca Gerosa
Axa resta socia di Mps . “Siamo sempre stati azionisti di Mps , in tutto abbiamo investito nella banca quasi 900 milioni di euro. Dunque restiamo azionisti, ma a un livello molto più debole a causa delle diluizione: dovremmo trovarci con un livello di capitale che dovrebbe essere a priori dell’1%”, ha precisato, durante la conference call per presentare i risultati semestrali della compagnia assicurativa francese, il cfo di Axa , Gerald Harlin, interpellato sull’entità della quota in Mps post ricapitalizzazione.

E la prossima entrata di Generali nell’azionariato del Monte, come secondo azionista dopo lo Stato, comunque un investimento finanziario, come ha sottolineato ieri il ceo del Leone, Philippe Donnet, non pone problemi ad Axa , partner assicurativo della banca senese, che ha sottolineato la collaborazione di lungo termine in atto con l’istituto. “Generali diventerà azionista di Mps con la conversione dei bond. Questo non ci pone un problema particolare”, ha spiegato Harlin, per poi assicurare che “per noi Mps è un partner di lungo termine e siamo pronti a sviluppare la nostra attività, siamo ottimisti”.

Axa ha registrato nel primo semestre di quest’anno un utile netto di 3,3 miliardi di euro, in progresso del 2%. Il risultato operativo è cresciuto del 4% a 3,17 miliardi e il giro d’affari ha raggiunto quota 54,3 miliardi (+0,5%). L’indice di solidità patrimoniale Solvency II è migliorato di 4 punti percentuali rispetto alla fine del 2016 al 201% e il RoE di 0,1 punti al 14,7%.

Più nel dettaglio, il settore Vita, Risparmio e Previdenza ha registrato una raccolta di 31,1 miliardi, in calo dell’1%, con un risultato operativo di 2 miliardi, in progresso del 3%. Invece, il settore Danni ha visto premi per 21 miliardi (+1%) con un combined ratio migliorato di 0,3 punti al 96,1%. Quanto ai ricavi dall’asset management hanno totalizzato 1,94 miliardi (+6%) e le masse medie in gestione 1,102 miliardi di euro (+5%).

L’aumento dell’utile netto, ha spiegato la compagnia, è legato a sua volta al miglioramento del risultato corrente, a una variazione favorevole del fair value degli asset e dei prodotti derivati e ai minori costi di ristrutturazione, in parte compensanti dalle minori plusvalenze nette rispetto alla prima metà del 2016. “Axa ha realizzato una buona performance nel primo semestre. La crescita del risultato operativo per azione del 5% (a 1,26 euro, ndr) dimostra la solidità dei nostri fondamentali e la pertinenza del nostro piano strategico Ambition 2020”, ha commentato il ceo, Thomas Buberl. Il gruppo ha anche proseguito gli sforzi volti “a sottoscrivere affari redditizi, come dimostra il forte margine sulla nuova produzione Vita e la crescita nelle linee più redditizie come l’assicurazione danni esclusa l’auto”.
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