Italiani, più polizze e meno Btp

di Anna Messia

Sono stati le polizze Vita e i fondi comuni i prodotti di risparmio preferiti dagli italiani negli ultimi mesi, a scapito delle azioni e dei Btp. La fotografia è stata scattata ieri dalla Banca d’Italia, che nel supplemento al Bollettino statistico sui conti finanziari nel primo trimestre di quest’anno ha evidenziato un afflusso di 16,4 miliardi di euro da parte delle famiglie per l’acquisto di quote di fondi comuni. Un dato che rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto al deflusso di oltre 3 miliardi, sempre da parte delle famiglie, che gli economisti di Via Nazionale avevano registrato negli ultimi tre mesi del 2013. Tale segno negativo alla fine dell’anno scorso aveva bruscamente interrotto la crescita del comparto dopo l’afflusso di oltre 30 miliardi che c’era stato invece nel primo semestre dell’anno scorso. Nel primo trimestre scorso la predilezione degli italiani per i fondi sembra quindi aver ripreso vigore.

L’accelerazione più forte è stata però registrata nel comparto delle polizze assicurative: le riserve tecniche del ramo Vita e dei fondi pensione da gennaio a marzo hanno totalizzato un flusso di oltre 12 miliardi, quasi il doppio rispetto ai 6,7 miliardi degli ultimi tre mesi dell’anno scorso e ben più dei 7,2 miliardi del terzo trimestre 2013. La preferenza delle famiglie italiane per le polizze Vita sembra crescere trimestre dopo trimestre, considerando che nello stesso periodo dello scorso anno il flusso era stato di quasi 3 miliardi, è aumentato a quasi 5 miliardi da aprile a giugno ed è salito a 7 miliardi nei due trimestri successivi.

L’apprezzamento nei confronti dei titoli del debito pubblico, in particolare dei Btp, sembra invece scemare ulteriormente, considerando il deflusso di 17 miliardi registrato nel primo trimestre dai titoli a medio lungo termine, di cui 7,8 miliardi dovuti proprio ai Buoni del Tesoro pluriennali.

Battuta d’arresto pure per le azioni, che nei primi tre mesi del 2014 hanno registrato un rosso di 6,5 miliardi. Si tratta del primo trimestre negativo dopo un anno tutto in positivo per le azioni. Ma gli italiani che si sono mantenuti fedeli a questi strumenti finanziari sono stati premiati, considerando che, nonostante i deflussi, le consistenze complessive di azioni in mano alle famiglie sono aumentate dagli 821 miliardi di dicembre 2013 ai 937 miliardi di marzo scorso, grazie all’andamento positivo registrato dai titoli. (riproduzione riservata)