Axa supera le attese nel 1°semestre

Axa ha registrato nel primo semestre un aumento dell’utile netto sull’anno del 22% a 3,01 miliardi di euro, grazie soprattutto al calo dei costi di ristrutturazione e della performance positiva del segmenti vita e risparmio. 
Il dato si confronta con i 2,47 miliardi registrati nei primi sei mesi del 2013 e con i 2,67 mld stimati dagli analisti, ed è frutto di un piano di ristrutturazione da 1,7 miliardi di euro lanciato nel 2011 a fronte del calo generalizzato dei tassi di interesse, che ha inciso sul valore delle attività in gestione. Contestualmente alla pubblicazione dei conti, la compagnia assicurativa francese ha aumentato di 200 milioni a 1,9 mld il target di risparmi per il 2015 previsto dal piano. 

I ricavi hanno mostrato nel semestre una flessione a 49,71 miliardi di euro a fronte dei 50,03 dello stesso periodo del 2013. In controtendenza la divisione vita e risparmio, che ha realizzato vendite il crescita del 2% a 29 miliardi di euro, nonostante il calo del premio annuo equivalente (Ape), diminuito del 3,9% a 2,18 miliardi di euro. Il solvency ratio, misura della solidità finanziaria di una compagnia assicurativa, è cresciuto al 254% dal 221% calcolato un anno fa.  Il risultato operativo è migliorato dell’8% a 2,8 mld.

“E’ stato un semestre solido, come emerge dalla crescita dei ricavi e degli utili. Per Axa si tratta del miglior risultato per i primi sei mesi dell’esercizio mai risultato in termini di utile underlying”, ha commentato l’amministratore delegato e presidente Henri de Castries, segnalando che la performance rettificata dei profitti ha mostrato un progresso sull’anno dell’11%, che scende di tre punti percentuali considerando i movimenti valutari. Il Ceo ha ribadito che i risultati mettono la società in linea con il piano strategico adottato. 
Nel corso della conferenza stampa indetta in occasione della pubblicazione dei conti, la compagnia assicurativa ha ribadito di non avere intenzione di ridurre la propria partecipazione nella società russa Reso Garantia, di cui attualmente controlla il 36%.