Generali: l’utile netto semestrale supera il miliardo di €

Generali registra il miglior semestre degli ultimi cinque anni e supera le attese degli analisti, chiudendo i primi sei mesi dell’anno con un utile netto di 1,08 miliardi di euro (+28,4% sullo stesso periodo del 2012) e con un risultato operativo in crescita del 5,4% a 2,378 miliardi.
Le performance operative sono state spinte, in particolare, dal risultato del segmento danni a € 909 milioni (+24,8%; € 728 mln) che riflette l’eccellente redditività tecnica. Il combined ratio migliora infatti di 2,4 punti percentuali a 94,7%, grazie all’attenta politica sottoscrittiva, alle misure adottate per una più efficiente gestione dei sinistri e a una minore frequenza degli stessi in alcuni  mercati. Nel vita, un miglior business mix e margini tecnici in crescita hanno portato ad un solido  risultato operativo a € 1.481 milioni (-7%; € 1.591 mln), anche in un contesto finanziario  sfavorevole e ancora caratterizzato da bassi tassi di reinvestimento.

L’avvio di nuove iniziative di business e la forza delle reti distributive del Gruppo hanno sostenuto  la crescita della produzione, con premi complessivi che hanno raggiunto € 34,8 miliardi (+1,7%; € 34,6 mld). Nel danni, si conferma il trend positivo con premi a € 11,7 miliardi (+0,8%; € 12,1mld), grazie in particolare alla performance della Germania (+4,2%).

Nel vita, i premi sono saliti a € 23,1 miliardi (+2,2%; € 22,5 mld). La crescita della produzione e i minori riscatti e scadenze registrati in particolare in Francia e Italia hanno spinto la raccolta netta vita che ha raggiunto i € 4,9 miliardi (€ -378 mln).

La nuova produzione vita – che registra APE a € 2,3 miliardi (+1,3%; € 2.280 mln) – si contraddistingue per una elevata redditività, con margini NBM in aumento al 20,6% (19,2% FY12) grazie al miglior business mix, più orientato verso prodotti protezione e unit linked, e alle azioni intraprese sui rendimenti garantiti L’indice di solvibilità è salito al 139%, dal 130% del primo semestre del 2012 e a metà luglio l’indicatore è migliorato ulteriormente di 3 punti base, al 142%, senza considerare l’ulteriore contributo di 5 punti base derivante dalla vendita delle quote di minoranza in Messico e degli asset negli Usa. Bene anche il debito che si è ridotto di 500 milioni a 12,7 miliardi. 

Confermata la solida situazione patrimoniale del Gruppo. L’indice di Solvency I si è  attestato al 30 giugno al 139% (130% 1H12; 145% a inizio 2013). L’indice raggiunge il 142% a metà luglio, senza includere il beneficio di 5 punti percentuali derivante dalla vendita delle quote minoritarie in Messico e degli asset negli Usa. Il patrimonio netto al 30 giugno si attesta a € 18,4miliardi (€ 17,4 mld 1H12; € 19 mld a inizio 2013). L’indice di Economic Solvency, maggiormente orientato al lungo periodo, è salito dal 159% a fine 2012 al 167% a fine giugno.

Nel corso dei primi sei mesi dell’anno il Gruppo ha inoltre ridotto di € 500 milioni il debito finanziario in essere portandolo al 30 giugno a € 12,7 miliardi (€ 13,2 mld FY12), in linea con gli obiettivi di riduzione del debito al 2015.

Gli Assets under Management complessivi del Gruppo, che ricomprendono anche le masse gestite per conto di terzi, hanno raggiunto nel primo semestre € 491,3 miliardi, stabili rispetto a fine 2012.
“In questi primi sei mesi abbiamo fatto importanti passi avanti nel rafforzamento del nostro capitale e nel miglioramento della nostra performance operativa e finanziaria. Il processo di ristrutturazione e semplificazione del nostro business in Europa Centro-orientale, Italia e Germania sta procedendo bene“, ha commentato l’ad, Mario Greco, osservando che ora  Generali è un gruppo più focalizzato sul core business e più profittevole rispetto a un anno fa e ben posizionato per raggiungere i suoi obiettivi. Greco si attende un risultato operativo a fine anno in crescita rispetto al 2012. 
Greco è altresì convinto che Generali sia ben posizionata per raggiungere i target al 2015. “Abbiamo rafforzato la nostra posizione patrimoniale, raggiungendo più della metà del target di cessioni di asset non core per 4 miliardi di euro in meno di un anno. Abbiamo migliorato le nostre performance operative e finanziarie. Il nostro percorso”, ha aggiunto, “è appena iniziato, c’è ancora  moltissimo da fare, ma i numeri che presentiamo oggi dimostrano che abbiamo iniziato a percorrere questa strada”.
E anche se è un po’ presto per parlare del dividendo, il top manager pensa di stare seguendo il percorso giusto, “la traiettoria è quella che ci aspettavamo e rimaniamo fiduciosi di poter partire con progressivo miglioramento dei ritorni che diamo agli azionisti“. Generali conferma quindi la propria missione al 2015: garantire ritorni agli azionisti e redditività trimestrale al top. Visto che si attende una significativa riduzione dei livelli del debito entro il 2015, c’è spazio significativo per ridurre il debito, alzando contemporaneamente i dividendi.
Quanto al processo di cessioni in corso, “Bsi è un buon asset, ha un buon valore in un mercato che in questo momento è complicato per un asset di quel tipo. Stiamo molto attenti a ottenere la giusta valorizzazione per l’asset”, ha precisato Greco nel corso della conference call di presentazione dei conti semestrali. D’altra parte finora Generali è stata molto disciplinata nelle vendite, si è sempre presa del tempo per farle. “Vogliamo vendere gli asset non core ai giusti prezzi e alle giuste condizioni e questo richiede tempo e calma. Questo stiamo continuando a fare. Tutte le vendite fatte finora sono state fatte a buone condizioni per Generali “.

Riguardo al passaggio di consegne tra Agrusti e Philippe Donnet, Greco ha detto che “Agrusti ha fatto un lavoro eccellente in Generali Italia. Philippe Donnet ha un profilo internazionale di spicco potrà dare ottimo contributo” ed è una “scelta rassicurante“.