Unipol: raddoppia l’utile netto al I semestre

Unipol ha chiuso il 1° semestre 2012 con un utile netto consolidato in crescita a 121 mln (+112,3% a/a).
La raccolta diretta premi Danni, informa una nota, ammonta a 2,146 mld (-2,3% a/a) di cui 1.292 milioni nei rami Auto (-2,5%) e 853 milioni nei rami Non Auto (-2,1%), per effetto del mantenimento delle rigorose politiche assuntive di selezione del portafoglio contratti e, d’altra parte, a causa del perdurare delle conseguenze della crisi economica.
Il combined ratio (lavoro diretto) e’ pari al 95,5% che, al netto dell’impatto degli eventi sismici, equivarrebbe al 92,3%, valore inferiore di circa 7 punti rispetto al 99% del primo semestre 2011 ed in diminuzione di oltre 3 punti rispetto al 95,5% di fine 2011.
In un contesto di mercato in significativa flessione (-21% al 1° trimestre 20123), i premi diretti Vita del gruppo ammontano a 1,074 mln, in calo del 20,4% a/a.
La gestione finanziaria ha ottenuto una redditività lorda a conto economico pari a circa il 4,4%.
Al 30 giugno 2012 l’esposizione in titoli governativi italiani ammonta a 10,309 mld, con un valore di mercato pari a 9,892 mld. Alla stessa data l’esposizione in titoli governativi emessi da Portogallo, Irlanda, Spagna e Grecia ammonta a 942 mln, con un valore di mercato pari a 917 mln. I titoli cosiddetti strutturati, classificati nelle categorie Finanziamenti e crediti e Investimenti posseduti sino alla scadenza, ammontano a 3,184 mld (3,174 mld al 31 dicembre 2011), con un valore di mercato pari a 2,420 mld (2,313 mld al 31 dicembre 2011).
Il comparto bancario ha chiuso con una raccolta diretta da clientela terza (retail e Pmi) di 8,435 mld (+1,9% rispetto al 31 dicembre 2011). Gli impieghi verso clientela sono rimasti pressoché invariati (9,985 mld, -0,4% rispetto al 31 dicembre 2011). Nel primo semestre 2012 il gruppo bancario ha effettuato rettifiche su crediti ed altre attività per 43,9 mln (+54,5% a/a), con un costo del credito pari a 87,2 punti base (51,3 p.b. al 31 dicembre 2011). Il gruppo Unipol Banca presenta un Core Tier 1 dell’8,3% rispetto all’8,2% del 2011. Il primo semestre 2012 chiude con un utile netto del settore bancario pari a 6 mln (3 mln nello stesso periodo del 2011).

La situazione di solvibilità consolidata risulta ulteriormente rafforzata ed è pari, considerati gli effetti del Regolamento Isvap n. 43, a circa 1,6 volte i requisiti regolamentari (1,4 ante applicazione Regolamento), rispetto a un valore di fine 2011 pari a 1,4 volte (1,3 ante applicazione dei Regolamenti Isvap n. 28 e n. 37 in vigore al 31 dicembre 2011).

“Lavoriamo intensamente sui fondamentali del core business e i buoni risultati realizzati, in linea con le previsioni annuali, riflettono le politiche di gestione degli ultimi tre anni” ha dichiarato l’a.d. Carlo Cimbri. “Selezione dei rischi e partnership agenti-impresa sono gli elementi essenziali per affrontare un contesto economico complicato che si riflette soprattutto nelle difficoltà del settore Vita, inteso come forma di risparmio. Unipol ha già avviato le fasi che porteranno nei prossimi mesi all’integrazione con il gruppo Fondiaria Sai, lavorando fianco a fianco con i manager delle nuove Compagnie del gruppo per realizzare le importanti sinergie potenziali alla base della creazione di valore per gli azionisti”.

“Prendiamo atto con soddisfazione del lavoro svolto da Unipol in un contesto generale di difficoltà”.
ha dichiarato il presidente della compagnia assicurativa bolognese, Pierluigi Stefanini,  precisando di essere soddisfatto di quello che l’a.d. Carlo Cimbri e tutto lo staff “hanno saputo fare mentre c’era l’impegno anche su altri fronti”. Pertanto Stefanini guarda “con fiducia a una conclusione positiva del 2012”.

Intanto sempre ieri Standard & Poor’s ha declassato il rating di Unipol Gruppo Finanziario da BBB- a BB+ e il giudizio sulla controllata Unipol  Assicurazioni da BBB+ a BBB.
L’agenzia, informa una nota, mantiene entrambi i rating sotto osservazione con implicazione negative, dove erano stati posti il 9 dicembre 2011.
Il declassamento riflette, per gli analisti di S&P, l’indebolimento del profilo di rischio finanziario dovuto all’impegno manageriale e finanziario verso il gruppo Premafin, comprensivo dei 339,5 mln euro di investimenti nella ex holding della famiglia Ligresti e dei 140 mln in azioni di risparmio FonSai. I benefici dell’aumento di capitale da 1,1 mld euro e dei relativi proventi per 725,8 mln sono più che compensati dagli effetti negativi in termini di profilo di investimenti, flessibilità finanziaria e profilo di rischio determinati dall’operazione di fusione con Premafin e le controllate FonSai e Milano Ass.