Willis ha pubblicato il Global Food, Beverage and Agriculture Risk Report 2026, che fotografa un settore sotto pressione tra rischi crescenti e fiducia in calo nella capacità di gestirli. Secondo il report, le paure legate alla sicurezza alimentare e alla salute sono aumentate in modo significativo: il 45% delle aziende indica food safety e rischi per la salute tra i principali rischi, rispetto al 29% nel 2024, anche a causa delle crescenti preoccupazioni per gli alimenti ultra‑processati e per l’esposizione a contenziosi.
Il quadro è aggravato da tensioni geopolitiche, dazi e aumento dei costi di input, minacce cyber, pressioni climatiche e vulnerabilità della supply chain, che nel 2026 emergono come driver centrali di rischio per il comparto food & beverage e agricolo. Solo il 62% delle imprese dichiara di sentirsi “in qualche misura” o “completamente” in controllo dei propri rischi, in netto calo rispetto al 75% del 2024 e all’89% del 2023, segnale di un ambiente percepito come sempre più complesso e volatile.
Nonostante questo, il settore mostra resilienza e orientamento al futuro, puntando su prodotti ad alto valore‑per‑denaro: il 52% delle aziende vede nelle offerte “value for money” una delle principali opportunità per rispondere al carovita e ai costi crescenti. Sul fronte operativo, il 44% indica la supply chain tra le maggiori preoccupazioni (in aumento rispetto al 40% del 2024), mentre il tema ESG rimane centrale: l’84% delle imprese considera prioritario, nei prossimi due anni, il presidio dei rischi ambientali e sociali, anche alla luce di siccità, alluvioni, stress idrico e degrado del suolo.
Il report segnala anche un rafforzamento dei presidi di business continuity: l’83% delle aziende dichiara di avere piani formali di continuità operativa, rispetto al 78% precedente. I commenti dei responsabili Willis evidenziano la necessità di strategie di trasferimento e mitigazione del rischio più sofisticate, capaci di rispondere a un contesto altamente interconnesso, in cui le soluzioni tradizionali non bastano più. La capacità di coniugare resilienza, risposta ai nuovi bisogni dei consumatori (salute, convenienza, trasparenza) e investimenti in continuità operativa viene indicata come chiave per mantenere stabilità e crescita nel 2026.
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