La spesa sanitaria italiana continua a distinguersi nel confronto internazionale per un duplice squilibrio: un livello complessivo più basso rispetto alle principali economie avanzate e un ricorso molto elevato al finanziamento diretto da parte delle famiglie. Secondo le elaborazioni ANIA sui dati del Documento di Finanza Pubblica 2026 del MEF, nel 2025 la spesa sanitaria totale ha raggiunto 190,4 miliardi di euro, di cui 141,5 miliardi a carico del settore pubblico e 48,9 miliardi finanziati con risorse private.
Dal 2018 le due componenti hanno seguito dinamiche diverse, ma entrambe in crescita: la spesa privata è aumentata a un tasso medio annuo del 2,6%, mentre quella pubblica è cresciuta a una media del 3,3%, a conferma di un progressivo rafforzamento del ruolo del SSN, senza però colmare il gap con i partner europei. Nel 2024, infatti, la spesa sanitaria complessiva italiana si è attestata all’8,4% del PIL, un livello strutturalmente inferiore a quello di Francia, Germania e Regno Unito, con la sola Spagna che presenta valori solo leggermente superiori.
Andamento della spesa sanitaria pubblica e privata in Italia Pubblica Privata – Valori in miliardi

Fonte: OCSE; per il 2025
elaborazioni ANIA su dati del MEF
Elemento distintivo è la composizione tra pubblico e privato: la quota pubblica si ferma al 6,3% del PIL, ben distante da quella delle principali economie europee, mentre la componente privata raggiunge il 2,2%, risultando relativamente elevata e in linea o superiore ad alcuni grandi paesi UE. Questa parte privata è “interamente costituita da pagamenti diretti delle famiglie e assicurazioni volontarie”, sottolinea ANIA, con un evidente maggiore carico finanziario diretto per i cittadini e una maggiore esposizione al rischio di spesa out of pocket.
La spesa sanitaria pubblica, privata obbligatoria e privata volontaria nel confronto internazionale come % del PIL (*)(**)
(*) spesa sanitaria finanziata dallo Stato e dai sistemi di assicurazione sanitaria sociale obbligatoria, al netto dei sistemi di assicurazione
sanitaria privata obbligatoria
(**) per Germania, Spagna e Stati Uniti il dato è del 2023; per i restanti paesi il dato è del 2024
Fonte: OCSE
I dati OCSE mostrano con chiarezza la specificità italiana. Quasi il 90% della spesa sanitaria privata è sostenuta direttamente dalle tasche delle famiglie, una quota che rappresenta il valore più elevato tra i principali paesi analizzati. Negli altri sistemi, la quota di spesa privata pagata out of pocket oscilla tra il 18% e il 78%, grazie anche alla presenza – in alcune giurisdizioni – di schemi assicurativi privati obbligatori o fortemente diffusi, che alleggeriscono l’esborso immediato dei nuclei familiari. In Italia, l’assenza di una forte componente mutualistica integrativa rende il profilo di rischio finanziario dei cittadini più vulnerabile agli shock sanitari, soprattutto per i redditi medio-bassi.
Distribuzione % delle fonti di finanziamento della spesa sanitaria privata nel 2024 (*)
(*) per Germania, Spagna e Stati Uniti il dato è del 2023; per i restanti paesi il dato è del 2024
Fonte: OCSE
Questo quadro, evidenziato dalla relazione ANIA, suggerisce che il tema non è solo quanto si spende in sanità, ma come si spende e chi paga. Il basso livello di spesa pubblica rispetto ai partner europei si combina con una quota privata elevata e fortemente concentrata sull’out of pocket, delineando un sistema in cui il SSN resta centrale ma in cui i cittadini sopportano ancora una parte consistente dei costi, spesso senza un adeguato supporto di strumenti assicurativi integrativi e collettivi.
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