Si conclude con un esito rilevante sul piano economico e reputazionale la lunga controversia tra SCOR e Covéa. Il tribunale arbitrale istituito presso il Centre de Médiation et d’Arbitrage de Paris (CMAP) ha infatti riconosciuto una Covéa un risarcimento pari a 488,3 milioni di dollari in relazione a due trattati di retrocessione sottoscritti il ​​30 giugno 2021.

La decisione, resa il 25 giugno 2026, conferma la validità degli accordi tra le parti, stabilendo che gli stessi continueranno a produrre effetti secondo i termini originari. Tuttavia, il collegio arbitrale ha accertato un inadempimento da parte di SCOR nei confronti della controparte, giustificando così il riconoscimento del significativo indennizzo.

La vicenda affonda le sue radici nel 2018, quando Covéa avviò un tentativo di acquisizione ostile nei confronti di SCOR, dando origine a un contenzioso articolato tra sedi civili e penali. Un primo punto di svolta era stato raggiunto nel 2021 con un accordo transattivo che prevedeva, tra l’altro, il trasferimento a Covéa del 30% del portafoglio Life & Health detenuto dalle entità irlandesi di SCOR al 31 dicembre 2020. Successivamente, divergenze sulla valutazione del portafoglio erano state condotte all’avvio di un procedimento arbitrale nel 2022.

In una nota ufficiale, Covéa ha accolto la decisione sottolineando come il risarcimento rappresenta il riconoscimento della violazione degli obblighi contrattuali da parte di SCOR. Quest’ultima ha invece precisato che, tenuto conto degli accantonamenti già effettuati, l’impatto sul risultato netto del secondo trimestre 2026 sarà pari a circa 50 milioni di euro, senza effetti negativi sul coefficiente di solvibilità né sulla posizione di liquidità.

SCOR ha inoltre ribadito la propria attenzione all’esecuzione dell’ultimo anno del piano strategico “Forward 2026”, con focus sulla solidità patrimoniale e su una politica di sottoscrizione disciplinata in un contesto di mercato sempre più competitivo.

© Riproduzione riservata