Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Una strategia comune contro le minacce informatiche legate ai modelli avanzati di AI. Da attuare all’interno delle norme già in vigore, senza nuove regole ma accelerando l’attuazione di quelle esistenti. La Commissione Europea lancia il piano d’azione su cybersicurezza e intelligenza artificiale. Una mossa per rispondere anche alle preoccupazioni sollevate da Mythos di Anthropic, modello che può scovare vulnerabilità nascoste e rischia di trasformarsi in un’arma in mano agli hacker. «L’AI sta trasformando il concetto stesso di sicurezza informatica e noi dobbiamo stare al passo», spiega la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen. «L’Ue dispone di solide basi per adattare la propria risposta alle vulnerabilità che le nuove tecnologie comportano. Dobbiamo sfruttare e concentrare capacità, reti e quadro giuridico esistenti per proteggere il nostro panorama digitale».
La crisi dell’auto europea rischia di entrare in una nuova fase, quella della chiusura strutturale degli impianti. Secondo uno studio della società di consulenza Boston Consulting Group (Bcg), anticipato dal quotidiano tedesco Handelsblatt, il continente dispone al momento di una sovraccapacità produttiva pari a circa 5,4 milioni di veicoli, l’equivalente della capacità di oltre 35 stabilimenti. Considerando che in Europa sono presenti circa 90 fabbriche automobilistiche, significa che quasi un impianto su tre risulta in eccesso rispetto alla domanda. L’analisi, elaborata sulla base dei dati S&P relativi al 2025, mostra come gli stabilimenti europei lavorino mediamente con un tasso di utilizzo del 59%, molto lontano dall’80% considerato ottimale per garantire la redditività industriale. Secondo Albert Waas, senior partner di Bcg specializzato nel settore automotive, le chiusure saranno inevitabili: nei prossimi tre-cinque anni il numero di stabilimenti destinati a cessare l’attività potrebbe crescere rapidamente e circa una dozzina di siti europei sarebbe già oggi considerata altamente vulnerabile.
Crescono i consulenti finanziari iscritti all’albo, presidio di professionalità rispetto al fenomeno dilagante dei finfluencer che popolano il web con attività abusiva e consigli spesso sbagliati. A sottolinearlo è stato il presidente dell’Ocf, Mauro Maria Marino, nella relazione annuale dell’Organismo di tenuta dell’albo e vigilanza sui consulenti finanziari. I numeri della professione sono positivi. Gli iscritti nel 2025 sono saliti a 54.783 (+3,8% sul 2024) e c’è stato anche un incremento di nuovi mandati da parte degli intermediari autorizzati (+23,4%). Così i consulenti finanziari attivi, alla fine dell’anno scorso, raggiungono quasi il 70% del totale ed è aumento sia il numero degli uomini sia delle donne, con queste ultime arrivate al 23,9% del totale.
Il sistema dei controlli interni degli intermediari finanziari sta attraversando una profonda evoluzione. La tradizionale dimensione organizzativa e procedurale non è più sufficiente: l’intelligenza artificiale modifica contemporaneamente l’oggetto del controllo e gli strumenti del controllo. Da un lato viene incorporata nei processi operativi, decisionali e commerciali; dall’altro rende possibili controlli continui, predittivi e data-driven. Diventa quindi necessario un framework che integri governance, data management, model risk, Ict risk, compliance, audit e responsabilità degli organi aziendali. L’AI sta entrando stabilmente nei processi core del sistema finanziario. La questione centrale non è più se adottare l’AI, ma come governarla. Il sistema dei controlli deve estendersi all’intero ciclo di vita dei modelli: dall’ideazione dello use case alla classificazione del rischio, dallo sviluppo alla validazione, dal deployment al monitoraggio continuo, fino alla gestione degli incidenti e al riesame periodico. Il controllo evolve così da funzione prevalentemente ex post a presidio ex ante, continuo e integrato. Si passa dal controllo procedurale al controllo data-driven, basato su indicatori, anomalie e scenari predittivi, e dal controllo periodico al continuous monitoring, capace di intercettare tempestivamente deterioramento dei modelli, incidenti Ict e deviazioni operative. Parallelamente cambia la natura dei rischi. Ai tradizionali rischi operativi si affiancano data risk, model risk, cyber risk, cloud concentration risk e rischi derivanti dai fornitori Ict e dai sistemi algoritmici.
La raccolta netta totale di Banca Mediolanum ha raggiunto i 951 milioni di euro nel mese di giugno, per un totale di 6,37 miliardi da inizio anno. La raccolta netta in risparmio gestito, in particolare, ha toccato gli 872 milioni (4,2 miliardi nel semestre), rappresentando il 92% degli afflussi complessivi.

La pubblica amministrazione italiana investe nel benessere dei propri dipendenti il 90% in meno rispetto al settore privato. Mentre le aziende private destinano al welfare una quota che oscilla tra l’1% e il 2% del monte salari, gli uffici pubblici si fermano ad appena lo 0,11%. È questo il dato principale emerso da una ricerca condotta dalla società Bigda per la FLP, il sindacato dei lavoratori pubblici, che evidenzia un gap che penalizza i 3,7 milioni di dipendenti dello Stato. Il divario si estende pure alla previdenza complementare. Se nel settore privato l’adesione ai fondi pensione oscilla tra il 40% e il 50%, nel pubblico i numeri crollano drasticamente. Il fondo Perseo Sirio, ideato per i dipendenti di ministeri, enti locali, regioni e sanità pubblica raccoglie meno di un quarto degli aventi diritto (circa 250mila iscritti), mentre il fondo Espero dedicato alla scuola scende addirittura verso il 12% (circa 130.000 iscritti). Secondo l’analisi condotta, il problema risiede nella gestione del TFR, che per i dipendenti pubblici rimane nelle mani dello Stato e non può essere conferito ai fondi con la stessa facilità e gli stessi automatismi previsti per il settore privato.
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