Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Il nuovo paradiso fiscale per i super ricchi è a forma di Stivale. La nuova rotta dei grandi patrimoni passa infatti dall’Italia e vale per il sistema Paese già 5,3 miliardi, tra effetti diretti e indiretti sulla finanza pubblica e sull’economia reale, attraverso investimenti immobiliari, consumi e domanda di servizi. Un valore che, alla luce della crescente attrattività del regime agevolato per i Paperoni stranieri che si trasferiscono in Italia, dovrebbe raggiungere i 38,4 miliardi di euro entro il 2040. Questo emerge dallo studio «Towards Italy. L’Italia e l’attrazione di Hnwi, manager e talenti» redatto da Assonime e che Milano Finanza ha potuto visionare in anteprima. I Paperoni esteri che scelgono di trasferirsi nel Bel Paese devono versare solo una flat tax di 300 mila euro sui redditi esteri e beneficiano di una serie di esoneri e semplificazioni. Non hanno, ad esempio, gli obblighi di monitoraggio fiscale e dal pagamento dell’imposta sul valore degli immobili esteri e delle attività finanziarie estere. Il regime prevede inoltre l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni relativamente ai beni e ai diritti situati all’estero, limitatamente ai periodi d’imposta di efficacia del regime. Nel 2025 i beneficiari del regime forfettario sono stati quasi 2.500. Di questi quasi il 40% si è trasferito dal Regno Unito, un trend coerente sia con gli effetti della Brexit sia con la recente riforma del regime dei non-dom, che ha ridotto l’attrattività fiscale britannica per i grandi patrimoni. Seguono poi i Paperoni che prima di trasferirsi in Italia erano residenti in Francia (12,5%), Brasile (8%), Stati Uniti (7,3%) e Svizzera (4,7%).
Nell’ultimo anno in Italia ci sono stati 28.600 nuovi milionari, che sono andati a fare compagnia agli oltre 1,2 milioni di persone che nel nostro Paese disponevano già di un patrimonio a sette cifre. Ma secondo le analisi del Global Wealth Management di Ubs almeno il 65% di loro sono entrati nel club dei ricchi solo grazie alle eredità incassate. Una tendenza destinata ad aumentare, come documenta uno studio di Sda Bocconi, visto che entro il 2036 si stima che 470 miliardi di ricchezza finanziaria dovrà essere trasferita dai padri ai figli. Che arriva a superare 1.000 miliardi se si includono nel calcolo anche gli immobili e le partecipazioni societarie. In totale in Italia 1.800 miliardi, ovvero il 28% della ricchezza finanziaria delle famiglie, sono rappresentati da partecipazioni in imprese non quotate. Mentre, secondo una ricerca di Cresme, quasi 400 mila abitazioni vengono trasferite ogni anno per successione, per un valore di mercato di 74 miliardi di euro.
La stella di Mediobanca si era da tempo appannata nella finanza italiana. La scalata di Monte dei Paschi prima e i duri scontri nella governance di Siena poi avevano alimentato i dubbi sul futuro della merchant milanese. La ripresa del risiko bancario con la discesa in campo di Intesa Sanpaolo ha però cambiato radicalmente il quadro: Piazzetta Cuccia è tornata al centro delle grandi manovre e si prepara a riacquistare una posizione chiave nei nuovi equilibri del credito italiano. L’opas da 30,6 miliardi lanciata l’8 giugno da Intesa Sanpaolo su Mps ha proprio in Mediobanca l’obiettivo principale. Carlo Messina lo ha detto con chiarezza: l’operazione consentirà di accelerare la crescita di Ca’ de Sass «non solo nel wealth management e protection ma anche sul mondo del banking, del consumer finance e del corporate investment banking» con l’effetto di far «tornare grande Mediobanca»
Nel 2025 il premio medio annuo per assicurare un’autovettura, calcolato da Ivass, è stato di 438 euro, che va ovviamente moltiplicato se in casa di mezzi ce ne sono due o più. Un dato in aumento del 4,5% rispetto all’anno prima, sulla spinta dell’inflazione anche se si tratta di una media approssimativa. Un sistema complesso, che vale 13,5 miliardi di euro di premi annui (dati 2025) e che Antitrust e Ivass hanno deciso di analizzare in profondità, avviando un’indagine utile a introdurre correttivi perché, segnalano le autorità, nel settore sembrano persistere criticità. Antitrust e Ivass vogliono analizzare in particolare i meccanismi di funzionamento dei sistemi di attribuzione del rischio (il sistema bonus malus e le classi di merito) come pure la procedura di risarcimento diretto (Card) che consente al conducente non responsabile di un sinistro di essere liquidato con maggiore rapidità direttamente dalla propria compagnia. Un sistema utilizzato per l’82% dei sinistri accaduti nel 2025, che hanno rappresentato il 48% degli importi liquidati. Non solo. Oggetto di analisi delle due autorità sarà anche il ruolo dei dispositivi per il monitoraggio degli stili di guida e dell’attività del veicolo, come la scatola nera, con riguardo all’eventuale presenza di ostacoli alla mobilità dei consumatori. E l’indagine si occuperà anche degli effetti che la complessità delle offerte commerciali e la prassi relativa agli sconti producono sull’efficace funzionamento degli strumenti di comparazione dei prezzi, tra i quali Preventivass, il preventivatone Rc Auto gestito dalla stessa Ivass
È diventato legge da pochi giorni e il Piano Casa inizia a delinearsi in termini di obiettivi, risorse e attori coinvolti. I tre pilastri con cui il governo mira a risolvere, o almeno attenuare, la crisi abitativa che colpisce una buona fetta della popolazione prevedono la partecipazione di soggetti pubblici e privati nella creazione di nuovi alloggi, tra riqualificazioni e costruzioni ex novo. Tra gli operatori che hanno aderito, come Milano Finanza può rivelare, c’è Poste Vita, il ramo assicurativo del gruppo Poste Italiane, che investirà 600 milioni di euro. Come detto, i punti programmatici della nuova legge sono tre. Il primo è quello dedicato alla riqualificazione delle case popolari, sulla quale sta già lavorando il commissario Felice Squitieri e che potrà contare su circa 7 miliardi di euro, comprendendo anche i fondi per la rigenerazione urbana da 4,3 miliardi destinati al periodo 2027-2034
Con preoccupazione, vediamo un enorme rischio per i vertici delle aziende nell’uso dell’intelligenza artificiale senza disporre di un adeguato strumento che possa validare la correttezza delle scelte. Il recente caso della condanna di Mauro Moretti solleva ancora una volta questo problema, trattato in un recente articolo su Milano Finanza. Il problema è destinato a crescere rapidamente, come sta già accadendo negli Stati Uniti. Se un sistema di AI venisse usato in modo improprio, fosse progettato in modo negligente o integrato senza adeguati controlli, causando danni – in un ospedale, nei trasporti o in altre infrastrutture critiche – chi ne risponderebbe? L’AI non ha personalità giuridica, non può essere imputata né quindi può essere processata.
Crédit Agricole accelera su Banco Bpm: venerdì 3 ha portato la propria partecipazione al 29,3% del capitale, avvicinandosi alla soglia del 30% dopo giorni di indiscrezioni su un possibile rafforzamento della presenza nell’istituto milanese. Nel dettaglio la banca francese ha superato il 25% attraverso acquisti di azioni sul mercato e l’attivazione di strumenti derivati, notificando l’operazione alle autorità competenti e alla stessa Banco Bpm. La mossa conferma i rumors circolati negli ultimi giorni, secondo cui il gruppo francese, già autorizzato dalla Bce a salire fino al 29,9%, avrebbe valutato diverse opzioni strategiche per rispondere ai profondi cambiamenti in corso nel settore bancario italiano dopo l’opas di Intesa Sanpaolo su Mps.
  • Selezione Private Pro Dublin Branch
Intesa Sanpaolo Selezione Private Pro Dublin Branch è un contratto di assicurazione sulla vita di tipo unit linked, a premio unico, con possibilità di versamenti aggiuntivi. Le prestazioni della polizza sono collegate al valore delle quote di fondi interni e/o fondi esterni resi disponibili dalla Compagnia. Il contratto non ha una scadenza predefinita, è a vita intera e Intesa Sanpaolo Assicurazioni non può estinguere unilateralmente la polizza. Premio minimo di 100 mila euro, eventuali integrazioni di minimo 10 mila euro.
Il prodotto consente al cliente di combinare tra loro diverse opzioni di investimento. Uno o più fondi interni, la cui gestione finanziaria è affidata ad una società del Gruppo Intesa Sanpaolo, che a seconda delle attività finanziarie in cui investe le proprie attività e dello stile gestionale sono distinti in flessibili o a benchmark; uno o più fondi esterni, fondi comuni d’investimento o sicav

Per persone fisiche, PMI e start-up sanzioni light per le violazioni in materia di Intelligenza artificiale (IA). Per le persone fisiche è previsto uno sconto del 50% sugli importi massimi, mentre per le piccole organizzazioni e quelle innovative il massimo della sanzione non può superare una percentuale predefinita del fatturato (ad esempio il 7% per gli illeciti più gravi). È quanto prevede lo schema di decreto legislativo bollinato, recante disposizioni di adeguamento della normativa italiana al regolamento (UE) 2024/1689 sull’Intelligenza artificiale, in materia di poteri delle Autorità nazionali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione. Lo schema del provvedimento stabilisce la misura massima delle sanzioni amministrative pecuniarie per gruppi di violazioni e detta le regole di applicazione in concreto. Le autorità competenti all’irrogazione delle sanzioni saranno, per le rispettive sfere di competenza, l’Agid, l’ACN e le altre autorità di vigilanza del mercato (Banca d’Italia, Consob, Ivass).
Una platea di quasi 173.000 ingegneri e architetti liberi professionisti di cui poco meno di 49.800 sono donne (il 29% del totale) che scontano un ampio «gap» reddituale, rispetto alle entrate dei loro colleghi. E, nel frattempo, si incrementa il numero delle richieste di supporto da parte della componente giovanile, segnale che le iniziative dedicate agli under 35 – che vanno dai prestiti d’onore ai finanziamenti agevolati, fino alle iniziative di sostegno alla genitorialità – vengono ritenute preziose per «rafforzare l’accesso e la continuità dell’attività lavorativa». È quel che si legge nel report sociale di Inarcassa (l’Ente di previdenza e assistenza delle due categorie dell’area tecnica) presentato nel corso del comitato nazionale dei delegati, a Roma, un documento che passa in rassegna le caratteristiche del bacino di associati e gli interventi pensionistici e di welfare distribuiti, restituendone un’immagine aggiornata e accurata; come indicato nel bilancio consuntivo dello scorso anno, il patrimonio dell’Istituto privato guidato da Massimo Garbari raggiunge i 17,7 miliardi, l’avanzo economico è di 1,4 miliardi, le entrate contributive si attestano a 2 miliardi, mentre viene monitorata la crescita progressiva degli iscritti in quiescenza (51.331 pensionati, in salita del 6,4%, al confronto con il 2024), nell’ambito di «dinamiche demografiche attese»
fino al 19 luglio, Axa Italia scende in campo durante i Mondiali di Calcio trasmessi su Rai 1 e su Dazn con la campagna «Il futuro inizia dai nostri sogni». Protagonista è una bambina che sogna il proprio futuro aprendosi a diverse possibilità, dal diventare comandante di una nave a essere la prima ad andare su Marte, fino alla scelta di essere una fotografa: un messaggio di speranza sul futuro e un invito a cambiare prospettiva. Al cuore della campagna, ideata da Publicis Conseil e localizzata per il mercato italiano da LePub Milano (pianificazione a cura di Wavemaker Italy), l’impegno di Axa a essere al fianco delle persone nella costruzione dei loro progetti di vita, attraverso un’offerta completa di soluzioni di investimento, risparmio e previdenza.

Il credito ha continuato a restare tonico in Italia anche dopo il conflitto in Iran. Lo spaccato che emerge a fine marzo a livello regionale evidenzia, però, che il ritmo più sostenuto mostrato dal Sud già da qualche mese non è un fenomeno provvisorio ma, anzi, è in aumento. I progressi maggiori sono stati registrati in Calabria, con +5,1%, in Sicilia con +4,1%, in Puglia con +3,8 per cento, Campania con +2,3 per cento. Crescite simili per le imprese al Nord non ci sono state: solo il Trentino Alto Adige è stato sopra il 2 per cento. L’accelerazione delle regioni “lepre” del Sud è ancora più visibile nel confronto rispetto ai dati di fine dicembre: allora la Calabria aveva segnato un progresso del 4,1%, la Sicilia del 3,8%, la Puglia del 2,1% e la Campania aveva segnato un +2,3 per cento. Soltanto il Lazio ha evidenziato una performance nettamente superiore: il progresso per le imprese è stato dell’11,6% a marzo; a dicembre 2025 era dell’8,3 per cento.
Le tensioni geopolitiche e il clima di incertezza post 28 febbraio, con lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, colpiscono i primi sei mesi del mercato italiano delle fusioni e acquisizioni. Secondo l’analisi di Kpmg, nella prima parte dell’anno scendono numero dei deal e valore delle operazioni: 637 transazioni (-14% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno) per un controvalore complessivo di oltre 22 miliardi di euro (-27% a fronte dei 30 miliardi del primo semestre 2025). Da segnalare però una ripresa sostenuta nell’ultimo mese sia nel numero di operazioni chiuse che annunciate, in un contesto di mercati borsistici che continuano a segnare nuovi massimi anche in seguito alla trattativa fra Stati Uniti e Iran per chiudere il conflitto in Medio Oriente: la maggiore fiducia è evidenziata da un valore delle transazioni attese per 60 miliardi di euro nella seconda parte dell’anno.

Anche nel 2025 le tariffe delle polizze obbligatorie per la circolazione sono salite mediamente del 4% con un premio medio richiesto (comprensivo di tasse) pari a 423 euro per coprire gli automobilisti dai danni causati a terzi. È quanto emerge da un’analisi Ania sul tema contenuta nella pubblicazione “Un’Italia protetta è più forte e competitiva”. Ma da cosa dipende l’aumento visto che la sinistrosità media è diminuita del 3% circa? Offre uno spunto di analisi la fotografia dell’Ania sui 45 milioni di mezzi in circolazione in Italia, per assicurare i quali nel 2025 gli automobilisti hanno versato complessivamente 14,9 miliardi di euro in premi assicurativi, una cifra che è stata interamente utilizzata, a quanto risulta dall’analisi dell’associazione delle imprese assicurative, per coprire i costi del sistema: circa 4,9 miliardi per riparare i veicoli danneggiati, 4,5 miliardi per risarcire le persone ferite, 2,5 miliardi per indennizzare le famiglie delle vittime di incidenti mortali e 3 miliardi per le spese di gestione delle compagnie che vedono il conto tecnico del ramo in utile per 731 milioni di euro, pressoché doppio rispetto ai 392 milioni del 2024.
«Il servizio sanitario nazionale è una ricchezza della nostra nazione. Che va preservata. Purtroppo presenta due grosse fragilità: da un lato la qualità e la disponibilità delle cure è molto disomogenea sul territorio. Dall’altro lato, il Servizio Sanitario Nazionale fatica a sostentarsi sotto il profilo finanziario». A dirlo è stato il presidente dell’Ania Giovanni Liverani che il 2 luglio all’assemblea dell’associazione delle imprese di assicurazione italiane ha proposto, proprio per supportare la sanità pubblica, incentivi fiscali per le polizze sanitarie che escludono scoperti e franchigie per il rimborso di prestazioni sanitarie in strutture pubbliche: un modo per limitare la spesa di 42 miliardi che i cittadini italiani pagano di tasca propria per la sanità. «La nostra proposta è semplice: incentiviamo l’intermediazione da parte di imprese e fondi sanitari di questo enorme flusso finanziario che oggi sfugge dal settore pubblico – ha sottolineato Liverani – una sorta di superconvenzione con le assicurazioni, che consenta agli ospedali pubblici di eccellenza di intercettare risorse che già oggi i cittadini spendono comunque».