Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

La riforma Solvency II, che entrerà in vigore il 30 gennaio, avrà l’effetto di avvicinare le compagnie europee ai credit loan obligation (Clo). Cartolarizzazioni di prestiti obbligazionari corporate finora penalizzate da requisiti patrimoniali estremamente elevati, indipendentemente dal profilo di rischio effettivo. «Da febbraio la riforma introduce per la prima volta una distinzione tra tranche senior e subordinate, riducendo del 78% il fattore di rischio applicato ai Clo senior tripla A. In pratica, uno strumento finora quasi proibitivo per il capitale assicurativo diventa investibile», spiega Patrizia Noè, responsabile Institutional Client Coverage Italy di Ubs Asset Management. Se negli Stati Uniti il mercato dei Clo vale già oltre 1.000 miliardi di dollari in Europa siamo a circa 230 miliardi di euro. Per le compagnie assicurative europee supera appena l’1% del portafoglio fixed income, mentre negli Usa gli assicuratori destinano circa il 5% dei propri portafogli obbligazionari ai Clo, arrivando a rappresentare il 20% della base investitori complessiva del mercato Clo statunitense
L’integrazione tra Banco Bpm e Mps in funzione anti-Intesa Sanpaolo è appesa a Crédit Agricole. Secondo alcune fonti finanziarie interpellate da MF-Milano Finanza, Piazza Meda e Rocca Salimbeni potrebbero definire il progetto di fusione entro il 6 agosto, quando il cda di Mps esaminerà la semestrale. Il tassello decisivo sarà la posizione della banca francese, primo azionista di Bpm con il 29,3%. La fusione dovrà essere approvata dalle assemblee straordinarie delle due banche: se si ripetesse l’affluenza di aprile, pari al 74,5%, per varare l’operazione servirebbe il 49,6% del capitale sociale. E, supponendo che Agricole partecipi con tutta la quota dotata di diritto di voto, una posizione contraria o anche l’astensione farebbe saltare il matrimonio. I ceo Giuseppe Castagna e Luigi Lovaglio dovranno quindi costruire un’operazione capace di convincere l’Agricole e allo stesso tempo di soddisfare gli azionisti delle due banche. Il concambio dovrà rendere la fusione più conveniente per i soci di Mps rispetto all’opas di Carlo Messina senza però imporre una diluizione eccessiva agli azionisti di Bpm.
Nel complesso il tasso di frode rimane estremamente contenuto: appena 10 operazioni fraudolente ogni 100 mila transazioni (0,01%) e 3 euro sottratti ogni 100 mila euro movimentati (0,003%). Questo emerge dal Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia relativo al secondo semestre 2025 pubblicato da Banca d’Italia. Dal punto di vista economico, però, il danno continua a concentrarsi sui bonifici. Nel semestre il valore delle operazioni fraudolente ha raggiunto 88,7 milioni di euro, oltre il doppio rispetto alle frodi realizzate con carte di pagamento (36,5 milioni) e quasi otto volte quelle sulla moneta elettronica (11,1 milioni). D’altronde, considerando l’importo medio delle operazioni fraudolente, quello dei bonifici si conferma il più elevato (2.784 euro), a fronte di valori medi molto più bassi per carte (80 euro), moneta elettronica (41 euro) e prelievi Atm (505 euro).
Per molto tempo l’intelligenza artificiale è stata descritta come immateriale: algoritmi, modelli, dati e cloud, quasi termini senza una dimensione fisica. La realtà è opposta. L’AI usa elettricità, occupa territorio, utilizza acqua, richiede connessioni alla rete e impone investimenti infrastrutturali. Da qui muove la tabella di marcia della Commissione Ue per la digitalizzazione e l’AI nel settore energetico. Bruxelles riconosce che la crescita dei data center è necessaria per assicurare capacità computazionale e competitività nell’AI, ma incide su reti, prezzi dell’energia e sicurezza degli approvvigionamenti. La proposta intende abbandonare la falsa alternativa tra sviluppo digitale e sostenibilità. I data center non sono descritti come strutture estranee né come utenti privilegiati: devono diventare parte attiva e responsabile del sistema energetico. La Commissione propone: accordi tra operatori, utility e autorità pubbliche; contratti di acquisto di energia (ppa-power purchase agreement); nuova produzione rinnovabile, anche in loco, attraverso strutture di autoconsumo; flessibilità responsabile della domanda per contribuire alla sicurezza del sistema elettrico; recupero del calore; una classificazione europea basata su efficienza, acqua, fonti pulite e stabilità della rete.
Reale Group tramite Reale Services completa l’acquisizione di Lifenet Healthcare. L’operazione, che secondo indiscrezioni di mercato circolate lo scorso febbraio vale circa 600 milioni, entra ora nella fase attiva. «Con questa operazione Reale Group ha acquisito (da Exor, ndr) il 78,5% di Lifenet, la quinta realtà di sanità privata del mercato, mentre il 20,8% resta in mano a Invin, holding della famiglia del fondatore Nicola Bedin, che rimane amministratore delegato di Lifenet», ha spiegato il direttore generale di Reale Group Luca Filippone. «Il rimanente 0,7% è distribuito tra i manager del gruppo». Intenzione di Reale è sviluppare ulteriormente i ricavi da servizi e potenziare ecosistemi strategici, come la salute appunto, «per dare a clienti, pazienti e cittadini l’insieme di servizi legati alla salute, ovvero prevenzione, protezione e cura», ha spiegato Filippone. Ora bisognerà costruire «un modello integrato per essere presenti su tutta la catena delle filiera sanitaria», ha aggiunto.
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In sei mesi, a 2,8 milioni di cittadini italiani la sanità pubblica ha dato un appuntamento in ritardo, cioè oltre i tempi previsti dalle norme sulle liste di attesa. Si tratta di oltre un quinto di coloro che hanno chiesto una visita (il 21,5%) e del 15,4% di chi ha chiesto un esame. A dirlo è Agenas, l’agenzia sanitaria nazionale delle Regioni, presentando il secondo report sull’andamento delle liste di attesa dopo quello di maggio, riferito appunto al periodo gennaio-giugno. Agenas è soddisfatta, così come la premier Giorgia Meloni e il ministro alla Salute Orazio Schillaci, perché se si confrontano i numeri di questo primo semestre del 2026 con quelli dello stesso periodo dell’anno scorso, si osserva un aumento delle prestazioni fornite ai cittadini (+1,6 milioni) e un leggero miglioramento dei tempi di risposta (di circa il 2%). Ci sono però vari segnali che disegnano una situazione molto diversa. Per capire come vanno le cose è meglio così fare in confronto con i primi quattro mesi di quest’anno. Ebbene, rispetto ad allora, a giugno si è visto addirittura un leggero peggioramento dei numeri. Nel semestre, infatti, sono state assicurate entro i tempi il 78,5% delle prime visite, contro il 78,7% dei primi quattro mesi. Gli esami vanno meglio e i due numeri sono 84,6%, e l’84,7%.
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Generali lancia lo European Sovereignty Program, un programma di investimenti volto a rafforzare la resilienza dell’economia europea, sostenere le piccole e medie imprese e favorire una crescita sostenibile, in linea con le priorità strategiche dell’Unione Europea. L’iniziativa prevede un impegno complessivo pari a 300 milioni , con un approccio diversificato tra le principali asset class, combinando strumenti di equity e debito, investimenti quotati e privati.
Per i 16.400 bancari di Banca Monte dei Paschi di Siena arrivano una previdenza integrativa più ricca, come anche il buono pasto che è stato alzato a 8 euro. Oltre a un welfare che contiene più strumenti per conciliare vita e lavoro sia dei genitori che dei caregiver. È quanto prevede l’accordo raggiunto dalla banca guidata da Luigi Lovaglio con i sindacati (Fabi, Fisac, First, Uilca e Unisin) nell’ambito dell’aggiornamento della Contrattazione di secondo livello che ha conosciuto una nuova evoluzione a partire dal 2024. Dopo anni di “sospensione” dovuti alle complesse vicende dell’istituto, dal 2024 è ripartito un percorso negoziale diverso, meno incentrato sulla razionalizzazione dei costi del personale e più focalizzato sul riconoscimento economico e normativo. Dopo uno stop di circa 10 anni, nell’istituto nel 2023 è infatti ripartito il premio di risultato (corrisposto nel 2024) e, successivamente, nell’ottobre del 2024 è stato definito un Protocollo programmatico a cui ha fatto seguito l’intesa del 25 luglio 2025.
Secondo quanto dichiarato da Andrew Buchanan, direttore finanziario di Munich Re, i prezzi della riassicurazione hanno subito un ulteriore calo in occasione dei recenti rinnovi contrattuali. «È ragionevole prepararsi a un possibile calo dei prezzi anche a luglio», ha dichiarato Buchanan al quotidiano «Börsen-Zeitung». Già durante le trattative con gli assicuratori primari a gennaio e aprile, i prezzi di Munich Re erano scesi di circa il tre per cento. «È inoltre importante che le condizioni contrattuali rimangano stabili», ha aggiunto Buchanan. Non si può quindi parlare di un «mercato debole». Gli esperti parlano di una fase di mercato di questo tipo quando l’offerta supera nettamente la domanda di copertura assicurativa e, di conseguenza, i premi diminuiscono e l’attività diventa antieconomica per i riassicuratori. «Noi, così come altri riassicuratori, constatiamo che i rendimenti del settore danni e infortuni sono ancora ampiamente adeguati», ha affermato Buchanan, che dall’inizio dell’anno è responsabile del settore finanziario presso il più grande riassicuratore al mondo. Ciò vale anche per la copertura delle catastrofi naturali, che rappresenta tradizionalmente un importante settore di attività per i riassicuratori.