Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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La riforma della previdenza complementare parte con un assist dei mercati. Proprio nel semestre che precede l’entrata in vigore delle nuove regole, i fondi pensione tornano a battere il Tfr lasciato in azienda, offrendo un argomento in più ai lavoratori chiamati a decidere se destinare o meno la liquidazione alla previdenza integrativa. Le analisi di MF-Milano Finanza sul primo semestre mostrano che i fondi pensione negoziali hanno chiuso il periodo con un rendimento medio del 3,89%, superando la rivalutazione del Tfr, ferma al 2,31%. Anche i fondi pensione aperti hanno chiuso sopra l’asticella della liquidazione con una performance media del 3,48%, beneficiando del recupero dei mercati tra aprile e giugno dopo le turbolenze che avevano caratterizzato l’inizio dell’anno. Il confronto con il Tfr continua a rappresentare il principale parametro di valutazione della previdenza complementare. La liquidazione lasciata in azienda garantisce un rendimento pari all’1,5% fisso annuo più il 75% dell’inflazione Istat. Una formula che, con il ritorno dell’inflazione negli ultimi anni, ha reso più impegnativo per i gestori superare il Tfr. Nel primo semestre del 2026, però, il rimbalzo dei mercati finanziari ha consentito ai fondi di tornare in vantaggio e di chiudere nuovamente davanti alla rivalutazione del trattamento di fine rapporto. Il recupero registrato nel secondo trimestre ha invece permesso di riassorbire le perdite e riportare i rendimenti in territorio ampiamente positivo, confermando ancora una volta come la previdenza complementare vada valutata con un orizzonte di lungo periodo più che sulle oscillazioni di pochi mesi.
La previdenza complementare, tradizionalmente concepita come strumento di integrazione del reddito pensionistico, può svolgere anche una funzione preventiva nella gestione del rischio di non autosufficienza, riducendo la pressione sul sistema pubblico e offrendo maggiore sicurezza agli individui, afferma la Covip nella sua recente relazione annuale dove fa il punto sull’attuale offerta di coperture long term care (Ltc, ovvero per la non autosufficienza) nei fondi pensione e polizze individuali pensionistiche (pip). Nei fondi pensione le coperture Ltc sono garantite, in fase di accumulo, sotto forma di garanzie assicurative accessorie e, in fase di erogazione, come rendite aggiuntive attivabili in caso di perdita dell’autosufficienza. L’esito dell’indagine condotta dalla commissione di vigilanza, che nel complesso ha considerato 152 fondi pensione, ha mostrato che tale copertura è presente nel 37% dei casi (56 fondi pensione). Sono soprattutto i fondi negoziali e preesistenti a offrire una Ltc, prevalentemente nella fase di erogazione. Tra i primi, su 33 fondi pensione operativi, in 28 casi è possibile optare per un’opzione di rendita vitalizia rivalutabile che prevede il raddoppio della rendita in caso di non autosufficienza.
Il lungo ciclo di riforme delle pensioni che si è avviato in Italia dagli anni 90 ha delineato una architettura previdenziale complessiva in cui al pilastro di base, a natura obbligatoria e strutturato finanziariamente sulla ripartizione, si affiancano i fondi pensione, a natura volontaria, che capitalizzano i contributi versati. Si attribuiscono in questo modo maggiori responsabilità ai singoli individui, richiedendo loro di pianificare attivamente la futura pensione per mantenere prospetticamente adeguato il proprio tenore di vita. Assumono allora rilevante importanza le decisioni sul se e quando aderire, sul quanto versare, sulle modalità di investimento sia in fase iniziale che nel durante al progredire dell’età anagrafica in rapporto a quella richiesta per andare in pensione nel regime obbligatorio di appartenenza (se si sia per esempio lavoratori dipendenti o autonomi, uomini o donne) essendo l’allocazione degli asset un fattore determinante per il benessere finanziario futuro.
- Focus su Athora Multipiù Blue Gold
Athora Multipiù Blue Gold è una polizza multiramo a vita intera e a premio unico pensata per combinare la protezione e la crescita del patrimonio nel tempo. Questo prodotto, infatti, unisce due componenti: una parte del capitale viene investita in una gestione separata, orientata alla stabilità e alla conservazione; un’altra, invece, viene investita in fondi interni (componente di Ramo III), che permettono di cogliere le opportunità offerte dai mercati finanziari. Si tratta di una soluzione flessibile che consente di effettuare eventualmente versamenti integrativi, adeguando l’investimento alle proprie esigenze, e di scegliere fra 3 diverse combinazioni di investimento, modificando l’allocazione del patrimonio nel corso del tempo. Il premio unico è pari a 10 mila euro come valore minimo, quello massimo 5 milioni di euro. E’ possibile definire, insieme all’intermediario, la combinazione tra gestione separata e fondi interni più coerente con i propri obiettivi, e si ha la possibilità di investire fino al 70% del capitale nella gestione separata Athora Risparmio Protetto, destinando la quota restante ai fondi; in particolare, il prodotto prevede che il premio versato, al
netto dei costi, sia suddiviso tra una quota pari al 30%, al 50% o al 70% nella gestione separata e, rispettivamente, una quota
pari al 70%, al 50% o al 30% nelle quote di uno dei tre fondi interni denominati Athora Flessibile Azionario, Athora Bilanciato Internazionale e Athora Strategia ESG

La Consob ha aperto un confronto con il mercato, avviando una consultazione su un ampio pacchetto di modifiche ai Regolamenti mercati, intermediari ed emittenti. Una revisione che punta a un duplice obiettivo: da un lato, recepire le innovazioni normative europee relative alle direttive Mifid, Aifmd e Ucitsd e al regolamento Mifir; dall’altro, alleggerire gli oneri per gli operatori, rendendo il quadro regolamentare più efficiente e coerente con l’evoluzione dei mercati. Per gli intermediari una delle novità più significative riguarda la semplificazione degli obblighi di best execution a loro carico. Viene eliminato l’obbligo di pubblicare annualmente l’elenco delle cinque principali sedi di esecuzione e le informazioni sulla qualità dell’esecuzione ottenuta. Il pacchetto interviene anche sulla ricerca finanziaria, adeguando la disciplina al nuovo assetto delineato dal Listing Act attraverso una revisione delle condizioni che permettono la remunerazione separata dei servizi di ricerca.
Gli agricoltori che sottoscrivono polizze assicurative agevolate, fondi di mutualità danni e fondi di mutualità reddito per la campagna assicurativa 2026, hanno tempo fino al 31/7/2026 per eseguire la procedura di redazione e acquisizione della delega a favore dei CAA per beneficiare del contributo pubblico alla copertura dei costi sostenuti. La proroga è prevista nelle istruzioni Agea n. 64 del 30 giugno scorso ed è stata accordata in quanto le attività di aggiornamento del Piano colturale grafico del fascicolo aziendale 2026 sono in perfezionamento. Per tale ragione è stata posticipata alla fine del mese la scadenza inizialmente fissata al 9/6/2026. In questo modo agricoltori e consorzi di difesa hanno tempo per portare a termine la procedura di acquisizione della delega per l’accesso ai dati contenuti nel fascicolo aziendale del Sian. Tale novità è stata introdotta nel corrente anno per consentire la gestione digitale dei contratti assicurativi e dell’adesione ai fondi mutualistici, per accelerare le istruttorie e ridurre errori e anomalie.
Investire a breve termine per far fruttare la liquidità non significa necessariamente avere un conto remunerato sul quale parcheggiare i risparmi. Oltre ai titoli di Stato ci sono, infatti, strumenti finanziari che garantiscono la liquidità con un rischio molto basso di perdita in conto capitale. I più efficienti sono senz’altro gli Etf (Exchange traded fund), cioè fondi investimento quotati che, nelle formulazioni più semplici, restituiscono la remunerazione dei tassi a breve termine, al netto di commissioni nell’ordine dello 0,1 per cento. Con i tassi di interesse sui depositi della Banca centrale europea al 2,25%, l’operazione paga rispetto all’inerzia, che comporta una perdita netta di potere d’acquisto dovuto all’erosione dell’inflazione.
Prima di stipulare una polizza è importante capire, non solo i costi che si devono affrontare, ma anche se e quando conviene procedere. Per esempio, un prima domanda da porsi è se a 15 giorni dalla partenza o ancora più sotto data vale la pena stipulare un contratto di assicurazione o se, invece, alcune coperture potrebbero essere limitate dal cosiddetto periodo di carenza che di fatto rende inutile munirsi di un’assicurazione. Abbiamo provato a fare delle ipotesi con l’aiuto del comparatore Facile.it che, in base ai diversi ambiti, ha calcolato il costo minimo che si deve affrontare analizzando le coperture rispettivamente per le polizze animali di nove compagnie, per le polizze viaggi di 14 compagnie e, infine, per le polizze per la casa di 10 compagnie.
