Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Il Comitato esecutivo di Ania, presieduto dal presidente dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici Giovanni Liverani, ha deliberato oggi la costituzione di un fondo immobiliare di settore, finalizzato a supportare il Piano Casa. Il fondo, ad adesione volontaria, sarà strutturato in modo da presentare ritorni adeguati anche grazie all’utilizzo di vantaggi fiscali e regolatori in corso di approfondimento
Con la Comunicazione «Action Plan on Cybersecurity and Artificial Intelligence» del 7 luglio la Commissione Europea sancisce un passaggio strutturale: l’AI non è più solo una tecnologia da regolare ma un fattore strategico per la sicurezza economica, industriale e istituzionale dell’Unione. I modelli di frontiera, i più avanzati disponibili o in sviluppo, possono rafforzare preparazione, rilevazione delle minacce e risposta agli incidenti operando più rapidamente e su scala più ampia. Le capacità possono essere usate per finalità offensive, anche criminali, automatizzando attacchi complessi e riducendo competenze, tempo e risorse necessari. La capacità di valutare, governare e usare i modelli avanzati inciderà su resilienza e autonomia tecnologica europea. Il Piano si innesta su un quadro normativo articolato: l’AI Act regola i rischi di sistemi e modelli di AI, inclusi i rischi sistemici dei modelli per finalità generali avanzati; il Cyber Resilience Act impone sicurezza by design e gestione delle vulnerabilità per i prodotti con elementi digitali; Nis2 e Dora regolano il rischio cyber nei settori critici e finanziario; il Cyber Solidarity Act sostiene gli Stati membri nella risposta a incidenti su larga scala. La novità non è un nuovo quadro normativo ma misure operative per adattare gli strumenti esistenti all’evoluzione dell’AI.

In Alto Adige le auto elettriche hanno battuto, nelle nuove immatricolazioni, quelle a motore a scoppio. Parola dell’Unrae, i cui dati parlano chiaro: a Bolzano e dintorni, riferisce Il Dolomiti, nel primo semestre di quest’anno 7 auto immatricolate su 10 erano elettriche o parzialmente elettriche; inoltre rispetto allo stesso periodo del ‘25 le auto di nuova immatricolazione sono il 12,1% in più, a quota 2.457. Soprattutto, vanno forte le auto ibride, scelte nel 41,1% dei casi, mentre quelle totalmente elettriche a batteria (le cosiddette Bev, battery electric vehicle, veicolo elettrico a batteria) sono il 21,4% del mercato totale, dato che supera le auto a benzina e con un valore quasi triplo rispetto alla percentuale di immatricolazioni sul mercato italiano, dove la loro quota è pari all’8,4%.

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Reale group ha nominato Luca Colombano chief insurance officer Italy e Reale Mutua deputy general manager e Anna Grassi direttrice generale di Italiana Assicurazioni.

La macchina delle esportazioni cinesi a giugno ha registrato un aumento del 27% sul 2025, molto meglio delle previsioni. A maggio, su base annua, le spedizioni erano cresciute appena del 19,4 per cento. Sempre a giugno le importazioni sono lievitate del 36% (+27,4% a maggio), in prevalenza a causa dei costi della guerra del Golfo. Inizia davvero a far paura il surplus commerciale di Pechino schizzato a 125,6 miliardi di dollari rispetto ai 105,4 miliardi di maggio. Sembra non esserci fine alla crescita continua, non c’è dazio che tenga e nemmeno limiti o penalizzazioni motivate dai sussidi statali. In dettaglio, il commercio di componenti elettronici, pezzi di ricambio per computer e altri hardware informatici è aumentato di quasi il 57%, raggiungendo i 5,1 trilioni di yuan (circa 760 miliardi di dollari Usa) nella prima metà dell’anno. Altri strumenti – occhiali per l’IA, dispositivi di traduzione, esoscheletri e prodotti intelligenti affini – hanno giocato un ruolo importante, al pari dei semiconduttori i cui prezzi sono direttamente influenzati dal boom dell’IA.
Puntare sull’intelligenza artificiale per rafforzare e rilanciare il settore finanziario britannico: questa la strategia delineata ieri sera da Rachel Reeves nel tradizionale discorso annuale del cancelliere dello Scacchiere a Mansion House nella City. Secondo il “piano di adozione dell’IA nei servizi finanziari” annunciato ieri banche e istituzioni finanziarie dovranno impegnarsi a organizzare corsi di aggiornamento per riqualificare migliaia di dipendenti, dando loro le competenze necessarie per stare al passo con i cambiamenti tecnologici in atto. Invece di rassegnarsi alla prospettiva evocata da alcuni studi dell’inevitabilità di licenziamenti di massa a causa dell’intelligenza artificiale, il settore finanziario britannico deve invece gestire al meglio la “rivoluzione” in corso, che potrebbe apportare «decine di miliardi di sterline al settore entro il 2030». Per sfruttare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale bisogna dare ai dipendenti la possibilità di mantenere la loro rilevanza professionale anche in futuro.
Il Rapporto Assalco-Zoomark, giunto alla diciannovesima edizione, ha introdotto quest’anno una lettura omnicanale che integra grande distribuzione, catene specializzate ed e-commerce. Ne emerge un mercato da 5,3 miliardi tra pet food e pet care nel 2025, in crescita del 2,5% sull’anno precedente. Il solo comparto alimentare per cani e gatti vale 4,2 miliardi (+2,7%), con una crescita media (Cagr) del 6,9% dal 2022, superiore a quella del largo consumo confezionato. Il gatto rappresenta il 56% del valore dell’alimentazione, mentre il pet care raggiunge 1,1 miliardi, trainato soprattutto dai prodotti per l’igiene e la salute dei gatti (+18%). Cresce anche il canale specializzato, che vale 1,7 miliardi (+3,6%), mentre l’online raggiunge l’11,5% del mercato, pari a 483 milioni. Se si considera la spesa complessiva delle famiglie, comprensiva di cure veterinarie, farmaci, toelettatura, addestramento e pensioni, le dimensioni del mercato cambiano. Secondo Confartigianato, nel 2024 gli italiani hanno destinato a prodotti e servizi per gli animali 6,7 miliardi di euro, il 76% in più rispetto a dieci anni prima. Cresce anche la rete di imprese dedicate agli animali, dai toelettatori agli educatori cinofili fino alle pensioni, seguendo dinamiche simili a quelle degli altri servizi alla persona.
Secondo i dati del Rapporto sulle abitudini delle famiglie italiane con animali da compagnia, promosso dall’assicurazione per animali Santévet, le spese legate alla salute e alla prevenzione fanno ormai parte della quotidianità familiare: quasi tre italiani su quattro hanno acquistato prodotti antiparassitari e circa il 37% ha sostenuto spese per prestazioni veterinarie. Questo impegno si riflette anche nel bilancio annuale delle famiglie italiane. Lo studio indica che la spesa destinata specificamente alla salute degli animali da compagnia (veterinario, antiparassitari, igiene, ecc.) si colloca su un livello medio-alto. Nel caso dei cani, il 34,9% dichiara di aver destinato tra 251 e 500 euro alla salute del proprio animale nel 2025, mentre il 26,1% afferma di aver superato i 500 euro. Per i gatti, il quadro è più distribuito, ma altrettanto significativo: quasi il 31,3% dichiara una spesa annua superiore a 400 euro. Inoltre, quando si presenta una spesa veterinaria imprevista e rilevante, come un esame diagnostico, un intervento o un trattamento prolungato, il margine di manovra si riduce e aumenta il rischio di prendere decisioni affrettate. Oltre il 52% delle famiglie italiane ammette che utilizzerebbe i propri risparmi come prima soluzione, ma può accadere che l’urgenza arrivi in un momento in cui il bilancio familiare è già sotto pressione e diventi impossibile sostenere quella spesa extra. Non c’è solo Santévet, anzi: la maggior parte delle compagnie assicurative “tradizionali” ha inserito negli ultimi anni un’offerta di polizze per chi possiede animali. Sul portale Facile.it si può prima di tutto scegliere tra polizze per la salute e per danni a terzi e, volendo, si può cercare una soluzione specificamente pensata o per cani o per gatti. Accanto alla citata Santévet c’è ad esempio Baboop di Axa, che comprende vaccinazioni, sterilizzazione e assistenza, compresa la rimozione terapeutica del tartaro, dopo 2 anni di adesione alla polizza e fino a una volta all’anno. Sono esclusi però i costi di identificazione dell’animale (microchip o tatuaggio) e le spese per la diagnosi e il trattamento della rabbia e per i test antirabbici.