Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Il tema di un Danish compromise, uno sconto sul capitale, che valga anche per le assicurazioni che detengono partecipazioni bancarie (e non solo il contrario, come è oggi) è finito al centro del dibattito europeo. Nei giorni scorso il parlamento di Strasburgo ha approvato il Rapporto annuale sulla politica di Concorrenza della Commissione Europea (Competition Policy – Annual Report 2025) che ricalca sostanzialmente la versione che era già stata licenziata dalla commissione Econ. Il testo ha così recepito integralmente il paragrafo 39, introdotto grazie all’emendamento presentato dall’onorevole Marco Falcone (Ppe), nel quale si sottolinea l’importanza di una parità di condizioni concorrenziali tra banche e assicurazioni.
Il governo è chiamato ad adottare «uno o più decreti legislativi per la riforma della disciplina dell’assicurazione Rca auto». Lo prevede una bozza del ddl Concorrenza, ponendo un limite temporale: nove mesi dall’entrata in vigore del provvedimento. Gli obiettivi sono «correlare il premio a carico dell’assicurato al rischio effettivamente assunto dall’impresa, rendere più efficiente il sistema del risarcimento diretto, rafforzare il contrasto alle frodi assicurative e all’evasione dell’obbligo assicurativi». Il tutto nel rispetto di alcuni criteri direttivi, partendo dalla revisione del sistema bonus/malus, «per meglio valorizzare i comportamenti di guida virtuosi e ridurre il peso relativo di alcune variabili indirette, e in particolare quella territoriale».
Nel 2025 sono state erogate pensioni per 371 miliardi di euro a 16,4 milioni di pensionati. Erano 364 miliardi l’anno precedente. Lo si legge nel 25esimo Rapporto annuale dell’Inps. Rispetto al 2024, l’importo medio mensile dell’assegno per i pensionati è aumentato dell’1,3% a 1.885,11 euro. In rialzo anche l’età effettiva di accesso alla pensione. Nel 2025 la media è stata di 64 anni e 10 mesi (64,8 anni nel 2024), 7 anni e 3 mesi in più della soglia del 1995. Nel corso del 2025 si è registrato un calo marcato per le pensioni anticipate e di anzianità (-5,9%) e per i trattamenti ai superstiti (-4,3%), mentre le pensioni di vecchiaia sono rimaste sostanzialmente stabili in termini di numerosità all’ingresso. Nel complesso le prestazioni sono diminuite del 3,2%. Le pensioni anticipate/anzianità presentano l’importo medio più elevato, pari a 2.162 euro mensili, in ragione della maggiore durata media delle carriere sottostanti. Seguono le pensioni di invalidità, con 1.130 euro, le pensioni di vecchiaia, con 1.035 euro, e i trattamenti ai superstiti, con 868 euro. Permane un divario di genere significativo nel mondo previdenziale italiano. Sebbene rappresentino la quota maggioritaria sul totale dei pensionati (51%), le donne hanno percepito il 44% dei redditi pensionistici, pari 63 miliardi di euro contro i 207 miliardi dei maschi. Questo perché l’importo delle pensioni percepite dagli uomini è infatti stato superiore a quello delle donne di circa il 34% (2.165,78 euro per gli uomini, 1.619,39 per le donne).
La «chiarezza delle regole, la comprensibilità delle condizioni contrattuali e la riduzione degli oneri amministrativi costituiscono, da un lato, presupposti essenziali per il corretto funzionamento dei mercati; dall’altro, favoriscono scelte più libere e consapevoli da parte dei cittadini, migliorano le dinamiche concorrenziali, riducono le asimmetrie informative e rafforzano il rapporto di fiducia nei confronti delle istituzioni pubbliche e degli operatori economici». Lo ha affermato Elisabetta Iossa, presidente facente funzioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), in audizione alla Commissione bicamerale per la semplificazione.
L’offerta di Intesa Sanpaolo e Unipol su Mps è un’operazione di mercato, ma anche una partita sulla difesa degli asset strategici italiani. È il messaggio lanciato ieri da Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, a Torino, a margine della presentazione del progetto «Scelte Future» con Compagnia di Sanpaolo. Il banchiere è intervenuto sui rumors di stampa relativi a presunte interlocuzioni tra Generali e Montepaschi, dopo gli incontri tra il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, e l’amministratore delegato del Leone di Trieste, Philippe Donnet. Sullo sfondo resta l’opas promossa da Intesa Sanpaolo e Unipol su Mps, che Messina rivendica come una proposta concreta, industriale e rivolta agli azionisti della banca senese.
Non serve attendere il primo «computer quantistico malevolo» per parlare di quantum governance. Il rischio è già attuale perché insito nel modello harvest now, decrypt later: intercettare oggi dati cifrati, conservarli e leggerli domani, quando un computer quantistico crittograficamente rilevante potrà violare Rsa, Diffie-Hellman, Ecdsa o Eddsa, ovvero gli algoritmi di crittografia asimmetrica che consentono a due o più parti di scambiare informazioni e chiavi critiche in modo sicuro anche su reti pubbliche come Internet. Sebbene allo stato attuale, queste tecnologie garantiscono autenticazione dell’identità, riservatezza delle comunicazioni e integrità dei dati, si deve tener presente che per banche, assicurazioni, sanità, difesa, studi professionali, infrastrutture critiche e grandi gruppi, la riservatezza non si misura più sul ciclo di vita del server, sul tempo per cui le informazioni devono rimanere segrete. La quantum governance è la risposta manageriale, legale e tecnica a questo salto: inventario degli asset crittografici, mappatura dei dati a lunga confidenzialità, responsabilità del board, procurement quantum-safe, test sui fornitori, continuità operativa, clausole contrattuali, audit e disclosure. Il rischio quantistico non è una suggestione futuristica, ma una voce dei controlli interni.

Prosegue il rialzo dei tassi di interesse sui nuovi mutui: in maggio hanno sfiorato la soglia psicologica del 4%. Nel dettaglio, secondo i dati resi noti da Bankitalia, il Taeg (Tasso annuale effettivo globale) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è collocato al 3,96% rispetto al 3,91% del mese precedente. La quota di questi prestiti, con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a un anno, è stata del 18,7% (21,2% in aprile)
Non sussiste alcun principio applicabile in automatico riguardante la responsabilità tributaria del professionista che si sia limitato alla sola trasmissione della dichiarazione di una propria società-cliente: anche in tali casi è sempre necessario l’accertamento degli elementi costituivi della fattispecie di cui all’articolo 9 d.lgs. n. 472 del 1997, così come sopra descritti. E’ questa la conclusione operativa alla quale è giunta l’Agenzia delle Entrate con la direttiva interna, dopo le recenti note sente della Cassazione 5368, 5369 e 11372/2026, le quali hanno chiamato in causa per concorso il professionista che ha provveduto ad inviare le dichiarazioni dei redditi, poi rettificate in sede di controllo
Cade l’equazione importatore = distributore. Grazie a un’autodichiarazione gli operatori del commercio internazionale potranno evitare pesanti sanzioni. L’Agenzia delle dogane ha definitivamente chiarito la differenza tra immissione sul mercato e immissione in libera pratica. Una svolta destinata a incidere su numerosi contenziosi pendenti tra la Pubblica amministrazione e le imprese importatrici in materia di conformità dei prodotti, in particolare con riferimento alla disciplina delle pile e dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). Con la circolare n. 18/D dell’8 luglio 2026, l’Agenzia ha infatti riconosciuto la distinzione tra le due fasi dell’importazione, fornendo indicazioni operative destinate ad avere un impatto rilevante sui contenziosi in corso. La circolare recepisce la definizione di “immissione sul mercato” contenuta nel reg. Ue 2019/1020 e nel dlgs 157/2022, che costituiscono la base normativa della disciplina sulla sicurezza dei prodotti e sulla tutela della salute dei consumatori
È «adeguatezza» l’attuale «parola chiave» nel mondo della previdenza privata, un’espressione che rimbomba (sempre più) forte insieme a un altro termine che riguarda le libere professioni e il perseguimento della congruità della loro pensione, ossia «decoro». E, nel frattempo, la Cassa dottori commercialisti (Cdc) osserva numeri «estremamente interessanti» per ciò che concerne i pre-iscritti nei primi sei mesi del 2026: sono «800, a fronte di una media degli ultimi anni di circa 300», dunque, anche se, ha affermato il presidente Ferdinando Boccia, «non sappiamo quanti di questi giovani completeranno il tirocinio e diventeranno realmente nostri colleghi, è certo che la categoria stia vivendo una fase crescita». Nel corso del convegno promosso dall’Ente privato ieri mattina, a Olbia, il direttore generale delle politiche previdenziali del ministero del Lavoro Maria Sabrina Guida ha posto l’accento sulla «necessità di pianificare il proprio futuro», tenendo conto delle variabili nell’attività e individuali, agendo sull’incremento del contributo soggettivo; al tempo stesso, la rappresentante di via Veneto ha indicato altre due strade per «sostenere i redditi», ovvero l’adesione a fondi integrativi e la «personalizzazione dei servizi di welfare» da parte delle Casse
Accesso al registro dei titolari effettivi su tre livelli, istituzione presso il Consiglio nazionale del Notariato di un organismo di gestione accentrata dei dati antiriciclaggio e adeguamento dell’ordinamento italiano al nuovo assetto europeo di vigilanza. Sono le principali disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 122/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 dell’8 luglio, che recepisce gli articoli 11, 12, 13 e 15 della direttiva (Ue) 2024/1640 (sesta direttiva antiriciclaggio) e modifica il decreto legislativo n. 231/2007. Il provvedimento interviene anzitutto sulla disciplina della titolarità effettiva, riscrivendo il sistema di accesso alle informazioni contenute nel Registro delle imprese mediante l’introduzione degli articoli da 21-bis a 21-septies nel decreto legislativo n. 231/2007. L’accesso è riconosciuto alle autorità competenti impegnate nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Tra queste figurano il Ministero dell’Economia e delle finanze, l’Unità di informazione finanziaria (Uif), la Guardia di finanza, la Direzione investigativa antimafia (Dia), la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, l’autorità giudiziaria, l’Agenzia delle entrate, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, il Comitato di sicurezza finanziaria, l’Autorità europea antiriciclaggio (Amla), la Procura europea (Eppo), Europol, Eurojust e l’Olaf.

«Serve una sorta di G7 del welfare e della previdenza perché denatalità, invecchiamento della popolazione, intelligenza artificiale e sicurezza sociale sono sfide che si vincono solo ricercando soluzioni comuni. Sarebbe un errore pensare di potercela fare intervenendo soltanto nei singoli Paesi». Così Gabriele Fava, presidente dell’Inps, lancia la proposta di una piattaforma strategica per contrastare l’inverno demografico. E spiega: «Di fronte a fenomeni che potranno creare problemi al welfare dei cittadini di tutti i Paesi come lo conosciamo oggi, l’unica strada è confrontarsi e puntare su obiettivi condivisi. Non solo con i Paesi europei, ma aprendo le riflessioni anche ad altre realtà come Stati Uniti e Giappone che, pur avendo specificità diverse, offrono punti di vista stimolanti». Fava, a due anni dall’insediamento alla guida dell’Istituto, mette sul tavolo «il progetto di un confronto stabile tra gli istituti europei di sicurezza sociale, da ospitare in Italia nel 2027».