Il follow‑up di EIOPA alla peer review sul Product Oversight and Governance (POG) mostra un progresso reale nella maturità della vigilanza di condotta sui prodotti, con diverse autorità nazionali che hanno evoluto approcci e strumenti da un livello prevalentemente formale ad uno operativo e risk‑based.

Secondo il report, circa metà delle autorità interessate dalle raccomandazioni ha sviluppato metodologie interne strutturate per la supervisione POG: manuali e procedure per attività on‑site e off‑site, checklist e questionari, piattaforme IT e strumenti di value‑for‑money per il mercato IBIP. In questi casi la vigilanza combina screening di mercato con analisi dei PRIIPs KID, indicatori di rischio di condotta e ispezioni mirate, portando in numerose giurisdizioni a interventi correttivi concreti su prodotti, costi e, ove necessario, al ritiro di offerte non allineate agli obiettivi di protezione del consumatore.

Il quadro rimane tuttavia eterogeneo. Una quota non trascurabile di NCA ha “parzialmente” attuato le raccomandazioni: la presenza di strumenti POG è riconosciuta, ma spesso limitata a singole ispezioni o a specifici segmenti di mercato, senza un programma ricorrente che testi sistematicamente l’intero ciclo di vita dei prodotti IBIP. In alcuni casi il framework resta troppo centrato sulla documentazione, con poca verifica dell’effettiva applicazione delle POG nella pratica.

L’Italia nel follow-up EIOPA

EIOPA segnala per l’Italia un avanzamento significativo verso una vigilanza POG più strutturata e operativa, con valutazione in generale positiva del recepimento delle raccomandazioni.

Per IVASS il report evidenzia in particolare:

  • la formalizzazione di metodologie interne per la supervisione POG, integrate nel quadro più ampio della vigilanza di condotta e allineate al capitolo POG dell’Handbook EIOPA e all’“Approach to the Supervision of POG”;

  • la traduzione di queste metodologie in strumenti pratici (procedure, checklist, template di raccolta dati, strumenti di analisi di prodotto) a supporto di un’applicazione più coerente dei requisiti POG, con attenzione specifica ai prodotti vita e IBIP;

  • un utilizzo crescente di analisi off‑site e interventi mirati su prodotti e imprese, in chiave outcome‑oriented, con focus su value‑for‑money e rischi di detrimento per il consumatore.

Nel quadro complessivo EIOPA colloca quindi l’Italia tra le giurisdizioni che hanno “maturato” l’impianto POG, superando una vigilanza basata su meri riferimenti formali e spostandosi verso un controllo più operativo del ciclo di vita del prodotto. Ciò implica, per i produttori e distributori italiani, un’aspettativa di maggior allineamento tra policy POG e pratica commerciale, e una crescente attenzione della vigilanza sulla coerenza tra target market, caratteristiche del prodotto, costi e risultati per i clienti.

Nel complesso EIOPA rileva un approccio più pragmatico e outcome‑oriented alla supervisione POG, ma invita le autorità che risultano ancora “parzialmente” o “non” conformi a completare la strutturazione dei propri processi e delle metodologie, integrando pienamente la prospettiva di rischio di condotta e di value‑for‑money nella vigilanza ordinaria sul business vita e IBIP.

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