Il 2025 conferma la solidità complessiva del settore assicurativo italiano, che chiude l’esercizio con risultati tecnici e reddituali in miglioramento rispetto all’anno precedente, pur in presenza di dinamiche differenziate tra comparti e di una contrazione significativa dei proventi da investimenti.
Secondo quanto emerge dalla pubblicazione ANIA L’Assicurazione italiana 2025-2026, il risultato del conto tecnico complessivo, al netto della riassicurazione, si attesta a 9,3 miliardi di euro, pari al 5,8% dei premi, in linea con il 2024. Il comparto evidenzia un miglioramento, con un risultato tecnico pari a 4,5 miliardi (in crescita rispetto ai 4,1 miliardi del 2024) e un’incidenza sui premi salita all’11,2%. Il settore vita registra un risultato tecnico pari a 4,8 miliardi, in lieve aumento rispetto ai 4,7 miliardi dell’anno precedente, ma con un’incidenza sui premi in calo dal 4,2% al 4,0%.
Più articolata la dinamica degli investimenti. Nel 2025 i proventi lordi complessivi si attestano a 55,3 miliardi, in calo di oltre il 9% rispetto al 2024. La riduzione è principalmente imputabile alla forte contrazione del comparto vita di Classe D (-26,9%), mentre si registrano incrementi nei rami danni (+11,4%) e nella vita di Classe C (+7,4%). La composizione dei proventi evidenzia il peso rilevante dei titoli e obbligazioni (38,7%) e delle gestioni a beneficio delle assicurazioni e dei fondi pensione (39,6%), sebbene queste ultime risultino in forte riduzione.
Sul fronte dei costi, gli oneri da investimento crescono da 14,3 a 18,3 miliardi, con un aumento particolarmente marcato nel comparto danni e nella vita di Classe D. Nonostante ciò, il risultato netto degli investimenti rimane positivo, pari a 37,0 miliardi, seppur in concesso rispetto ai 46,5 miliardi del 2024. Di rilievo il contributo del settore vita di Classe C, che beneficia anche dell’applicazione delle misure IVASS sulla sospensione delle minusvalenze non durevoli, con un effetto stima di riduzione delle perdite latenti per circa 2 miliardi.
Il risultato dell’attività ordinaria raggiunge i 12,4 miliardi (11,6 nel 2024), mentre il contributo dell’attività straordinaria cresce a 1,2 miliardi. Ne deriva un risultato ante imposte pari a 13,7 miliardi. Al netto della fiscalità (2,1 miliardi), l’utile complessivo del settore si attesta a 11,6 miliardi, in aumento rispetto ai 10,5 miliardi del 2024.
Entrambi i comparti contribuiscono alla crescita: il settore danni registra un utile di 4,9 miliardi, mentre la vita raggiunge i 6,7 miliardi. In termini di redditività, il Return on Equity (RoE) sale al 16,6%, rispetto al 15,4% dell’anno precedente, con valori pari al 15,9% per i danni e al 17,2% per il vita. L’analisi delle componenti reddituali evidenzia, nel comparto danni, un miglioramento del risultato intermedio di gestione, accompagnato però da un saldo negativo degli altri proventi netti e da un incremento del carico fiscale. Nel settore vita, la crescita dell’utile è sostenuta principalmente dal rafforzamento del risultato intermedio di gestione e dal significativo incremento dei proventi straordinari.
Nel complesso, il 2025 conferma un settore assicurativo resiliente e profittevole, capace di mantenere livelli elevati di redditività anche in un contesto finanziario meno favorevole, caratterizzato da una riduzione dei proventi da investimenti e da un aumento dei relativi oneri.
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