Secondo l’ultimo rapporto “Love Actuary” di JP Morgan, la svolta del mercato riassicurativo nel 2023 – fatta di forti aumento tariffari e rialzo degli attach point – ha permesso ai riassicuratori di “battere” l’andamento delle perdite catastrofali a livello di industria nel periodo 2023‑2026.
Nel 2023 i prezzi della riassicurazione sono saliti di quasi il 30% rispetto all’anno precedente, sulla base dei dati Guy Carpenter, segnando uno dei cicli hard più marcati degli ultimi anni. A questo si è aggiunto un cambiamento strutturale dei programmi, con un innalzamento medio degli attach point fino al 40%: in pratica i riassicuratori si sono spostati più in alto nella torre di rischio, lasciando agli assicuratori diretti una quota maggiore di perdite “mediate”.
Sul fondo, il contesto resta strutturalmente più gravoso: la media mobile a 10 anni delle perdite catastrofali assicurate è ormai intorno ai 100 miliardi di dollari, spinto da vendita, urbanizzazione e maggiore frequenza/intensità degli eventi, mentre le tempi di perdita media annuale (AAL) fornite da Verisk sono passate da circa 81 miliardi nel 2020 a oltre 150 miliardi per il 2025.
Confrontando perdite “attese” e perdite effettive, il report evidenzia come 2020 e 2023 siano stati anni sostanzialmente in linea con le aspettative di settore, mentre 2021, 2022 e 2024 hanno registrato perdite cat sopra il baseline, con annate 2021‑2022 segnate da stagioni uragani particolarmente attive e oltre 120 miliardi di dollari di perdite in ciascun anno (circa il 30% sopra le attese aggregate). In questo biennio, i grandi riassicuratori europei hanno pesantemente sottoperformato i propri budget cat, con perdite effettive superiori di circa il 37% ai livelli programmati.
Dopo la “svolta” del 2023, la fotografia cambia: su base 2023‑2026 JP Morgan stima che le perdite cat Industry si siano attestate intorno al 95% dei livelli attesi, mentre i riassicuratori hanno registrato perdite pari a circa il 75% dei propri budget, segnalando un netto miglioramento della performance rispetto al benchmark. Il dato che colpisce è il 2024: nonostante un anno di perdite cat superiori alle attese a livello di settore, i riassicuratori hanno chiuso con livelli di sinistrosità cat inferiori al budget, cioè meglio di quanto suggerito il benchmark.
La conclusione del report è che il mix di forte repricing e innalzamento degli attaching point ha riportato in equilibrio la remunerazione del rischio cat per i riassicuratori: questi, restando concentrati sul tail risk, beneficiano maggiormente negli anni “più leggeri” e, dopo il 2023, sembrano meglio protetti anche quando le perdite di settore superano le aspettative.
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