Gli incendi che stanno colpendo Spagna e Francia sono descritti da Morningstar DBRS come uno degli eventi di fuoco più significativi in Europa degli ultimi anni, ma la società di rating ritiene che, allo stato attuale, le perdite assicurative siano destinate a tradursi in un “earnings event” più che in un vero e proprio problema di solvibilità per i grandi gruppi assicurativi. Il giudizio si fonda sul fatto che gli assicuratori europei sono entrati nella stagione incendi 2026 con solide posizioni di capitale e buona liquidità, elementi che dovrebbero consentire di assorbire i sinistri senza tensioni rilevanti sui rating.

Sul piano umano e materiale, l’agenzia richiama l’entità dell’emergenza: in Francia oltre 220.000 persone evacuate al 26 luglio, mentre in Spagna più di 75.000 evacuati e circa 30.000 persone confinate in casa. I roghi hanno già bruciato oltre 45.000 ettari fra le province spagnole di Madrid, Ávila e Toledo; in Francia la superficie percorsa dal fuoco ha raggiunto 98.000 ettari dall’inizio dell’anno, mentre in Spagna il totale 2026 supera i 150.000 ettari. Tuttavia, per Morningstar DBRS la dimensione delle aree bruciate è meno rilevante, ai fini dell’impatto assicurativo, rispetto alla possibilità che il fuoco investa zone densamente abitate o con forte concentrazione di valori commerciali.

Proprio sotto questo profilo l’agenzia segnala l’esposizione potenziale legata alla vicinanza delle fiamme a Bordeaux e alle aree occidentali di Madrid: in questi contesti il rischio riguarda non solo l’edilizia residenziale, ma anche turismo, filiere del vino, reti di trasporto e coperture di interruzione di attività. Per ora, però, gran parte dei territori colpiti sono forestali o rurali, con una quota significativa di alberi, piantagioni e terreni non edificati che spesso non sono assicurati o risultano esclusi dalle polizze property standard, con la conseguenza che le perdite economiche complessive possono superare di molto quelle assicurate.

Dal punto di vista tecnico, Morningstar DBRS ricorda che il mercato europeo danni è in buona salute: i non‑life francesi hanno chiuso il 2025 con un combined ratio del 95,3% e un Solvency II ratio aggregato del 299%, mentre i dati EIOPA confermano, per il 2025, una capitalizzazione robusta e una redditività complessiva positiva per assicuratori e riassicuratori europei. Il quadro viene messo a confronto con i mega incendi di Los Angeles del 2025, dove l’elevata concentrazione di valori ha generato circa 40 miliardi di perdite assicurate, mentre in Spagna e Francia le caratteristiche del patrimonio edilizio e la prevalenza di aree rurali attenuano il potenziale impatto.

Un elemento chiave evidenziato dall’agenzia è il ruolo della riassicurazione: il capitale globale riassicurativo ha raggiunto un massimo storico di circa 790 miliardi di dollari al termine del primo trimestre 2026 e, ai rinnovi di giugno‑luglio, gli acquirenti di coperture catastrofali property hanno beneficiato di riduzioni tariffarie a doppia cifra e miglioramento delle condizioni, grazie a una capacità superiore alla domanda. Questo contesto dovrebbe permettere alle compagnie di assorbire perdite da incendi di entità moderata senza pressioni significative sul capitale.

Il rischio percepito da Morningstar DBRS non riguarda tanto un singolo evento catastrofale quanto la dinamica di frequenza e accumulo tipica del rischio incendio boschivo: molteplici eventi di media entità possono erodere gradualmente i budget cat nat, consumare protezioni aggregate e generare costi di ripristino delle coperture, pur senza attivare grandi programmi excess‑of‑loss. Inoltre, lo sviluppo dei sinistri può essere dilazionato nel tempo, con danni da fumo, costi di evacuazione e perdite da interruzione di attività che emergono progressivamente; anche la qualificazione contrattuale degli incendi come “unico evento” o “eventi distinti” può incidere sulla struttura delle coperture.

Guardando al futuro, l’agenzia prevede una maggiore differenziazione dei trattati riassicurativi in sede di rinnovo di gennaio 2027: i programmi colpiti dai sinistri o i portafogli con dati di localizzazione limitati potrebbero trovarsi di fronte a maggiori ritenzioni e protezioni aggregate più rigide, mentre le compagnie in grado di fornire dati puntuali di esposizione, pricing legato al rischio e misure efficaci di mitigazione resteranno appetibili per i riassicuratori. L’attuale ondata di incendi, da sola, non dovrebbe innescare un irrigidimento generalizzato del mercato riassicurativo, ma un grave sinistro urbano o ulteriori eventi catastrofali europei potrebbero rallentare o invertire il trend recente di riduzione dei prezzi.

La principale preoccupazione creditizia, sottolinea Morningstar DBRS, è la “nuova geografia” del rischio incendio, con un progressivo avvicinamento delle aree di massima esposizione alle città e ai poli commerciali. Citando stime di AXA Climate, l’agenzia ricorda che entro il 2050 il numero medio di giorni ad alto rischio incendio intorno ad alcune città francesi potrebbe aumentare di quasi il 70%, mentre la stagione degli incendi 2025 in Spagna è stata la peggiore degli ultimi trent’anni, con circa 355.000 ettari bruciati.

In questo scenario, gli assicuratori dovranno rafforzare la gestione dell’esposizione a livello di singola località, integrare le misure di prevenzione nel pricing e collaborare con i poteri pubblici su pianificazione territoriale, gestione della vegetazione, resilienza edilizia e sistemi di allerta precoce. Per il momento, Morningstar DBRS ritiene improbabile un impatto sui rating delle grandi compagnie europee ben diversificate; la valutazione potrebbe cambiare qualora gli incendi attuali dovessero sfociare in distruzioni estese di aree urbane, esaurimento delle protezioni cat nat annuali o un indebolimento significativo della redditività tecnica e delle posizioni di capitale.

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