Il senatore socialista francese Hussein Bourgi ha depositato il 20 luglio una proposta di legge che punta ad ampliare il perimetro del regime delle catastrophes naturelles (cat nat) includendo, accanto ai pericoli già coperti, anche tempeste, tornado e altri episodi di venti violenti di intensità eccezionale. Il cambiamento climatico sta trasformando progressivamente natura e intensità dei rischi, imponendo un aggiornamento degli strumenti di solidarietà nazionale.

Attualmente, i danni da vento in Francia rientrano in via principale nel regime assicurativo “tempête” dell’articolo L.122-7 del Code des assurances, basato sulla mutualizzazione da parte degli assicuratori di un rischio considerato prevedibile e statisticamente gestibile. La crescente frequenza di tempeste invernali, episodi mediterranei con raffiche distruttive e fenomeni localizzati di tipo tornado mette però sotto pressione l’equilibrio economico dei contratti e può spingere gli operatori a ritirarsi da alcune zone particolarmente esposte.

Il regime cat nat copre oggi inondazioni, fenomeni legati all’azione del mare, RGA (fenomeno di ritiro e rigonfiamento dei terreni argillosi, movimenti di terreno, valanghe, terremoti, eruzioni vulcaniche e venti ciclonici oltre soglie molto elevate (raffiche superiori a 215 km/h o velocità media su 10 minuti oltre 145 km/h). La proposta Bourgi mira ad aggiungere alla lista i fenomeni atmosferici d’intensità eccezionale – tempeste, uragani, cicloni, tornado o venti eccezionalmente forti – quando superano le caratteristiche normalmente assicurabili, soglia che sarebbe precisata da un decreto.

Il testo sottolinea che non si tratta di spostare integralmente il “rischio vento” sul regime di solidarietà nazionale: gli eventi ordinari resterebbero nel perimetro del regime assicurativo classico. Solo gli eventi anormali, con danni di portata eccezionale, attiverebbero il cat nat. L’estensione perseguirebbe tre obiettivi: adeguare il diritto alle conseguenze del cambiamento climatico riconoscendo il carattere sistemico di alcuni fenomeni; garantire una maggiore uguaglianza dei territori, in particolare comuni rurali o forestali esposte a caduta di alberi e distruzione di infrastrutture; preservare l’assicurabilità del rischio ordinario distinguendo nettamente tra sinistri correnti e catastrofi eccezionali.

Al momento non è stata ancora fissata una data di esame in prima lettura al Senato, ma la proposta si inserisce nel più ampio dibattito sull’adattamento dei sistemi assicurativi europei ai nuovi rischi climatici.

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