Il Bund der Versicherten (BdV), associazione tedesca dei consumatori assicurativi, propone un nuovo modello per rafforzare la protezione dei proprietari di abitazioni contro i danni da eventi naturali, sullo sfondo del quinto anniversario dell’alluvione dell’Ahrtal, che nel luglio 2021 causò 180 vittime e danni per 14 miliardi di euro solo agli immobili privati. Il tema è particolarmente sensibile perché, a oggi, solo il 57% dei proprietari dispone di una copertura per i rischi “elementari” (inondazioni, alluvioni, ecc.), mentre il governo federale discute l’introduzione di un obbligo assicurativo la cui configurazione concreta resta ancora indefinita.
Nel suo position paper aggiornato, il BdV propone un sistema a due pilastri che ripartisca i rischi tra mercato e Stato. Il primo pilastro consiste in soluzioni assicurative private: la copertura dei danni elementari diventerebbe parte integrante di tutte le polizze incendio/fabbricati, costituendo il livello minimo di protezione per ogni proprietario. Il legislatore definirebbe in modo uniforme quali rischi sono inclusi e quali esclusi. Questa copertura verrebbe attivata per eventi locali – ad esempio una valanga o un episodio di pioggia intensa circoscritto – così da mantenere i premi a livelli sostenibili.
Il secondo pilastro prevede invece un sistema collettivo obbligatorio di prevenzione e gestione delle grandi catastrofi, destinato a intervenire solo in presenza di eventi di portata eccezionale, da definire sulla base di criteri trasparenti. In caso di disastro, questo fondo erogherebbe aiuti per la ricostruzione ai proprietari colpiti. Il BdV suggerisce di finanziarlo destinando una quota della tassazione assicurativa già esistente: oggi, dei 19 punti percentuali di imposta, 2,66 punti sono vincolati come “Feuerschutzsteuer” al finanziamento dei servizi antincendio; un ulteriore segmento potrebbe in futuro alimentare il nuovo sistema di prevenzione catastrofale.
Un’alternativa di finanziamento proposta è l’aumento della Grundsteuer, la tassa immobiliare, sfruttando un meccanismo di riscossione già operativo e modulabile in funzione del rischio. Il sovrapprezzo di imposta sarebbe differenziato per immobile: case di maggior valore e situate in aree più esposte pagherebbero un contributo più alto. Il livello di rischio verrebbe documentato in un “Naturgefahrenausweis”, un attestato sui pericoli naturali simile all’attestato di prestazione energetica: esperti qualificati valuterebbero l’esposizione di ciascun edificio e indicherebbero misure concrete per ridurre il rischio – e, di conseguenza, il sovrapprezzo sulla tassa immobiliare.
La stessa classificazione di rischio costituirebbe la base anche per la tariffazione delle coperture elementari private, creando un doppio incentivo alla prevenzione: investire in misure di protezione (ad esempio opere di drenaggio, rialzo degli impianti, barriere contro l’acqua) permetterebbe di ridurre sia il carico fiscale sia il premio assicurativo. Il BdV critica il fatto che, finora, le misure di prevenzione individuale siano raramente premiate con migliori condizioni assicurative o con un più agevole accesso alla copertura. Da qui l’appello ad abbandonare l’attesa di una “soluzione di mercato” gradita alle imprese e a definire rapidamente un quadro normativo chiaro.
Nel frattempo, la linea del governo federale rimane incerta. Nel maggio scorso la segretaria di Stato al Ministero della Giustizia, Eva Schmierer, aveva annunciato la presentazione imminente di linee guida per un sistema di copertura elementare capillare su tutto il territorio, ma finora si è rimasti alle dichiarazioni di principio. Il confronto tra tutela obbligatoria, ripartizione pubblico–privato e incentivi alla prevenzione resta quindi aperto, mentre gli eventi estremi e la memoria delle alluvioni del 2021 continuano a mantenere alta la pressione sul legislatore.
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