Nel 2025 il reddito lordo disponibile delle famiglie italiane ha continuato a crescere, ma con un ritmo più lento rispetto all’anno precedente: +2,4% contro il +2,9% del 2024. La dinamica complessiva riflette un andamento differenziato delle principali componenti: il reddito da lavoro dipendente è aumentato del 3,8% (meno del +5,3% del 2024), mentre si è registrata un’accelerazione sia del reddito da lavoro autonomo (+1,6% rispetto a +0,4%) sia dei redditi netti da proprietà (+2,9% contro +2,3%). In termini reali, cioè al netto dell’inflazione, il potere d’acquisto ha segnato una crescita modesta (+0,9%, contro +1,2% nel 2024), in un contesto di sostanziale stabilità dei prezzi.

Sul fronte delle prestazioni sociali si osserva un rallentamento della crescita (+3,2%, rispetto al +4,3% dell’anno precedente), a fronte di un marcato aumento dei contributi sociali netti (+9,5% rispetto al +4,0%). L’incidenza delle imposte sui redditi passa invece in territorio negativo (-0,3%, dopo il forte +7,9% del 2024), segnalando un alleggerimento rispetto all’anno precedente. In questo quadro, la propensione al risparmio delle famiglie rimane pressoché stabile: 8,2% nel 2025 contro 8,3% nel 2024, a indicare che, pur in presenza di un rallentamento del reddito, la quota di reddito destinata al risparmio non ha subito variazioni rilevanti.

Guardando al risparmio finanziario, nel 2025 il flusso netto delle famiglie (incluse le istituzioni senza scopo di lucro al loro servizio) è salito a +42,2 miliardi di euro, rispetto ai +39,2 miliardi del 2024. L’aumento è il risultato di afflussi in attività finanziarie in forte crescita (+67,3 miliardi, contro +48,3 miliardi) e di flussi passivi anch’essi in aumento (+25,1 miliardi rispetto a +9,2 miliardi), segno di una maggiore movimentazione complessiva dei portafogli.

Dal lato delle attività, le famiglie hanno incrementato gli investimenti in quote di fondi comuni (+30,6 miliardi, rispetto a +24,3 miliardi nel 2024) e in depositi (+17,9 miliardi, sostanzialmente in linea con i +17,1 miliardi dell’anno precedente). Dopo il calo del 2024, tornano positivi anche gli afflussi verso assicurazioni, fondi pensione e TFR (+11,0 miliardi, contro -4,7 miliardi), con le riserve vita che tornano a crescere (+4,3 miliardi, rispetto a -10,3 miliardi). In controtendenza risultano invece i titoli obbligazionari, i cui afflussi si riducono a +24,5 miliardi (da +55,2 miliardi), mentre proseguono i deflussi dalle azioni e partecipazioni (-14,6 miliardi, comunque inferiori ai -22,8 miliardi del 2024).

A fine 2025 lo stock complessivo di attività finanziarie detenute dalle famiglie italiane raggiunge 6.487,7 miliardi di euro. La componente più rilevante della ricchezza finanziaria è rappresentata da azioni e partecipazioni, che salgono al 32,0% dello stock (dal 29,5% del 2024), incremento dovuto principalmente all’aumento delle quotazioni, nonostante i deflussi netti. Seguono i depositi, che scendono in quota al 21,6% (22,8% nel 2024), e il blocco formato da assicurazioni, fondi pensione e accantonamenti del TFR, che rappresenta il 18,1% (in lieve calo dal 18,7%), al cui interno le riserve del ramo vita pesano per il 12,5% (12,9% nel 2024). Rimane pressoché invariata la quota degli investimenti in fondi comuni, pari al 13,9% (14,0% l’anno precedente).

Nel complesso, i dati delineano famiglie con redditi in crescita moderata, una propensione al risparmio sostanzialmente stabile e una composizione della ricchezza finanziaria che vede rafforzarsi il peso delle componenti di mercato (azioni e fondi) a fronte di depositi sempre rilevanti e di un ruolo strutturale, ma leggermente ridimensionato, delle assicurazioni vita e delle forme previdenziali complementari.

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