a cura di Laura Pelucchi
Le prime decisioni dell’Arbitro Assicurativo segnano il passaggio dalla teoria alla prassi. Dopo mesi di attesa, il nuovo sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie assicurative inizia a mostrare come verranno valutati reclami, dinieghi, clausole di polizza e fascicoli liquidativi. Le 56 pronunce pubblicate lo scorso 30 giugno offrono un primo quadro articolato: molti ricorsi non superano il vaglio procedurale o probatorio, ma le decisioni entrano già nel vivo di questioni destinate a incidere sui processi delle compagnie, dalla R.C. Auto alle polizze infortuni e salute, dalle coperture CPI alla tutela legale.
Il primo elemento che emerge è la centralità dei documenti. L’Arbitro decide sulla base degli atti prodotti dalle parti e non può svolgere accertamenti complessi come quelli tipici del giudizio ordinario; un limite che ha inciso soprattutto nelle controversie R.C. Auto, dove spesso la domanda presupponeva la ricostruzione della dinamica del sinistro, la verifica della compatibilità dei danni o l’esame di profili antifrode non ricavabili dal fascicolo.
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Laura Pelucchi, Partner di La Scala Società tra Avvocati
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