Il rapporto ANIASA–Dataforce sul secondo trimestre 2026 conferma il ruolo strutturale del noleggio nel mercato auto italiano, ma evidenzia anche alcune criticità: crescita trainata dal breve termine, lungo termine in lieve flessione dopo un picco eccezionale nel 2025 e transizione verso le alimentazioni “green” meno veloce di quanto sarebbe necessario per gli obiettivi europei.
Un veicolo su tre immatricolato a noleggio
Tra aprile e giugno 2026 in Italia sono stati immatricolati 165.804 veicoli (autovetture e veicoli commerciali leggeri) a noleggio, con un incremento complessivo del 3,3%. Le vetture sono 148.473 (+5,6%), mentre i commerciali leggeri si fermano a 17.331, in calo del 12,9%. In termini di quota di mercato, il noleggio copre il 33,1% delle immatricolazioni totali: significa che un veicolo su tre passa, al momento della prima immatricolazione, attraverso i canali del noleggio. La quota arriva al 32,6% in ambito vetture e al 39% per i mezzi da lavoro. Su base semestrale (gennaio–giugno), la quota del noleggio si attesta al 33,4%, in crescita di quasi 4 punti rispetto al 29,6% di fine 2025, confermando che il canale pay‑per‑use è ormai uno dei pilastri dell’industria automobilistica italiana.
Breve termine in forte espansione, lungo termine in “normalizzazione”
Dietro la crescita media del 3,3% si nasconde una dinamica a due velocità. Il noleggio a breve termine (NBT) è il vero motore dell’espansione: nel trimestre cresce del 23,7%, con oltre 10.000 targhe aggiuntive (circa 9.000 vetture) e, sul primo semestre, conta 31.000 immatricolazioni in più rispetto al 2025 e 33.000 in più rispetto al 2024. Il noleggio a lungo termine (NLT), al contrario, segna una flessione del 4,1% nel trimestre, pari a quasi 5.000 immatricolazioni in meno (circa 1.000 auto e 4.000 veicoli commerciali leggeri).
Tuttavia, il dato sul lungo termine va letto alla luce del “boom” 2025: nel primo semestre dello scorso anno il comparto aveva beneficiato di una spinta eccezionale, soprattutto legata alle società captive e alle immatricolazioni di un importante bando Consip, con tassi di crescita di gran lunga fuori standard. Se il 2026 viene confrontato con anni a stagionalità più ordinaria, emerge che da gennaio a giugno il NLT ha targato 230.000 autovetture, 10.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2024: la flessione 2026 rispetto al picco 2025 è quindi una normalizzazione, non un segnale di crisi. Il settore del lungo termine “viaggia ancora su numeri molto alti”, mentre il breve termine consolida il suo ruolo di canale più dinamico, anche nei veicoli commerciali (LCV) dove cresce di oltre il 50% nel trimestre.
NLT: più privati, ma business ancora dominante
Analizzando la NLT per utilizzatore, emerge un’evoluzione significativa. Tra 2022 e 2023 la quota di noleggio ai privati era scesa dal 18,9% al 14,4%, per poi risalire al 16,8% nel 2024. Nel 2025 c’è stato un balzo al 21,6% e nel 2026 si registra un ulteriore aumento: i privati rappresentano il 23,5% dei contratti NLT. In altre parole, più di 1 noleggio a lungo termine su 5 è oggi intestato a un cliente privato, ma oltre 3 su 4 restano ancora appannaggio delle aziende. Il NLT continua quindi ad essere soprattutto uno strumento di mobilità aziendale, con una quota privata in crescita ma lontana da ribaltare gli equilibri.
Alimentazioni: benzina e diesel arretrano, esplodono le plug-in
Sul fronte delle alimentazioni, il NLT auto mostra un quadro di transizione, ma non lineare. Nel secondo trimestre 2026 la benzina (incluse le Mild Hybrid) resta la motorizzazione più diffusa, con una quota del 39,6%, ma le immatricolazioni calano del 9,2%. Il diesel perde ancora di più: -17,6% nelle nuove targhe, con una quota ridotta al 23,2%, ormai insidiata dalle ibride plug‑in. Le PHEV sono infatti le vere protagoniste: le immatricolazioni nel NLT crescono del 55,8% nel trimestre e addirittura dell’83,8% sul semestre, portando la quota di mercato al 18,7%, un livello mai raggiunto prima. In termini percentuali, anche il GPL segna un incremento importante (+56,1%), ma con volumi assoluti limitati (circa 2.300 auto, pari al 2,3% di quota), spinti soprattutto da brand come EVO, DR ed EMC.
Le vetture full hybrid in NLT aumentano moderatamente (+4,5%), stabilizzandosi intorno al 9% di quota, cioè metà della penetrazione delle PHEV. Le auto elettriche pure (BEV) si mantengono attorno alle 7.000 unità nel trimestre, equivalenti a una quota del 7,1%, mentre nel mercato complessivo delle auto la quota elettrica raggiunge l’8,5%. Nel NLT, dunque, la triade plug‑in–full hybrid–elettrico vale circa il 35% delle immatricolazioni, circa un punto in meno rispetto al mercato totale, segnalando che il rinnovamento energetico delle flotte non sta correndo al massimo del potenziale.
Il rapporto collega questo rallentamento a fattori fiscali e normativi: la rimodulazione del regime sui thorn benefit ha portato molte aziende a prorogare i contratti in corso anziché rinnovare la flotta orientandosi su BEV e PHEV; la nuova regolamentazione dell’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) sulle auto in noleggio ha introdotto ulteriore complessità e qualche ritardo nelle immatricolazioni.
Veicoli commerciali: diesel ancora dominante
Nel segmento dei veicoli commerciali leggeri a lungo termine, il diesel resta praticamente egemone, con una quota dell’80,1% nel secondo trimestre. La perdita di immatricolazioni diesel (-22,2%) è in linea con il calore complessivo del comparto NLT VCL, mentre la benzina, seconda alimentazione, raggiunge il 10% di quota e perde il 9,2% di targhe. Le altre motorizzazioni (full hybrid, plug‑in, BEV, gas) si dividono appena il 10% del mercato, con volumi ridotti ma tassi di crescita percentuali molto alti per full hybrid (+56,5%) e PHEV (+277%). I mezzi elettrici da lavoro si quasi dimezzano (-43,1%), in attesa che nuovi ecobonus per le PMI possano ridare slancio alle immatricolazioni; i veicoli a gas rimangono marginali (0,8% di quota).
Nel noleggio a breve termine VCL, il diesel è ancora più dominante: 95,3% di quota, con il benzina praticamente assente e BEV che conquistano una quota di mercato del 3,8%, diventando l’unica alternativa reale al gasolio.
NBT: benzina al 50%, diesel ridotto e plug‑in in evidenza
Nel breve termine auto, da aprile a giugno 2026 la benzina (incluse Mild Hybrid) copre il 50% delle immatricolazioni. Il diesel precipita al 13% nel trimestre (11,5% sul semestre), cioè su quota praticamente identica a quella delle full hybrid (13,4%) e nettamente inferiore alle ibride plug-in (18%). Le BEV nel NBT auto crescono leggermente ma restano sotto il 4% di quota, mentre il gas scende a numeri molto contenuti (897 auto, 1,8% del mercato). Anche nel noleggio di un’auto, quindi, il mix energetico mostra una forte prevalenza della benzina, un ridimensionamento del diesel e una rapida affermazione delle PHEV come seconda alimentazione.
Nelle considerazioni finali, ANIASA sottolinea come il noleggio, grazie all’elevato turnover delle flotte, contribuisca in modo decisivo al rinnovo del parco circolante italiano, tra i più vetusti d’Europa. Sostituendo rapidamente i veicoli, il comparto introduce sul mercato auto più sicure, efficienti e a minori emissioni, con ricadute positive sulla sicurezza stradale e sull’ambiente. Proprio per questo l’associazione ritiene “paradossale” che il settore sia colpito da misure fiscali penalizzanti – in particolare sul range benefit e sull’IPT – che rispondono a esigenze di gettito ma rischiano di rallentare il ricambio dei veicoli e di comprimere gli investimenti nella mobilità aziendale, turistica e urbana.
Il report si chiude con una riflessione sulla transizione energetica: la quota di BEV nelle flotte aziendali rimane al 7,6% nel primo semestre 2026 (6,6% sul semestre), rendendo irrealistica, allo stato attuale, l’idea di una conversione totale all’elettrico entro il 2030. Le PHEV, invece, appaiono come la soluzione “obbligata” per sostituire il diesel nelle flotte, anche per ragioni di trattamento fiscale del frigid benefit, mentre i full hybrid sembrano più adatti ai privati che alle aziende. Il messaggio implicito è chiaro: senza una revisione degli strumenti fiscali e di incentivo, il potenziale del noleggio come leva di modernizzazione e decarbonizzazione della mobilità rischiando di restare in parte inespresso.
© Riproduzione riservata