L’ultimo monitoraggio ANIA sugli investimenti delle imprese di assicurazione relativi alle polizze di Classe C evidenzia, a fine giugno 2026, uno stock complessivo prossimo ai 729 miliardi di euro, stimato su un campione rappresentativo di circa il 90% del mercato. La componente Vita continua a rappresentare la quota prevalente, con circa 614 miliardi (84% del totale), mentre il comparto Danni si attesta intorno ai 115 miliardi (16%).

Sotto il profilo della composizione, il 58% degli attivi risulta allocato in investimenti durevoli, mentre il restante 42% è costituito da investimenti non durevoli. Il saldo complessivo tra plusvalenze e minusvalenze latenti permane negativo, seppure in miglioramento rispetto ai trimestri precedenti, attestandosi a -1,4 miliardi (contro -13,5 miliardi a marzo 2026 e -5,6 miliardi a dicembre 2025). Il dato conferma il diciassettesimo trimestre consecutivo con un saldo negativo a livello di sistema.

L’analisi per comparto evidenzia dinamiche divergenti: il settore Danni registra un saldo positivo pari a 11,9 miliardi, mentre il comparto Vita evidenzia minusvalenze nette per 13,3 miliardi. Rimane, tuttavia, un contributo positivo stabile da parte degli investimenti non durevoli, che negli ultimi trimestri mostrano un saldo in crescita, fino a 6,2 miliardi a giugno 2026.

Determinante per il saldo complessivo resta l’andamento del comparto obbligazionario, che presenta minusvalenze latenti per circa 25 miliardi, imputabili in larga parte ai titoli di Stato (-21,6 miliardi) e, in misura più contenuta, alle obbligazioni corporate (-3,3 miliardi). In controtendenza il comparto azionario, che contribuisce positivamente per 16,8 miliardi, confermando un trend favorevole consolidatosi negli ultimi trimestri.

Con riferimento ai titoli governativi, il peggioramento del saldo rispetto al trimestre precedente si inserisce in un contesto di riduzione dei rendimenti, con il BTP decennale sceso dal 3,9% al 3,6%. La dinamica, associata a una contrazione più contenuta dei rendimenti dei Bund tedeschi, ha determinato una riduzione dello spread BTP-Bund da circa 90 a 77 punti base, con effetti coerenti sull’evoluzione delle valutazioni latenti.

© Riproduzione riservata