Dal 2 agosto 2026 l’AI Act entra in una fase operativa che riguarda anche la distribuzione assicurativa, soprattutto in relazione a quello che il cliente sperimenta nei canali digitali: chatbot, risposte automatiche, contenuti redatti con strumenti di IA

a cura di Sara Tortelli

Il prossimo 2 agosto entrano in vigore una serie di obblighi legati alla trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel contesto assicurativo. 

Per gli intermediari il focus è legato all’opportunità di mettere in sicurezza tre aspetti: ruolo, competenze interne e trasparenza.

Per prima cosa è utile chiarire il perimetro. Nella maggior parte dei casi gli intermediari di assicurazione sono “deployer”, cioè soggetti che utilizzano un sistema di IA sotto la propria responsabilità anche quando lo strumento è messo a disposizione dalla mandante o dal gestionale. Il ruolo di “provider” riguarda invece chi sviluppa e immette sul mercato un sistema con il proprio nome: situazione più rara nella distribuzione.

Sul piano degli adempimenti sono due i concetti di primaria importanza. Il primo è la cosiddetta AI Literacy: non è un corso “di facciata”, ma la capacità effettiva di chi usa questi strumenti di comprenderne limiti e rischi, applicare la supervisione umana e gestire correttamente i dati. L’intermediario deve poter dimostrare di avere ricevuto istruzioni adeguate e una formazione tracciabile per dipendenti e collaboratori che impiegano strumenti di IA, anche solo per scrivere email, preparare testi per newsletter o rispondere su canali digitali.

CONTENUTO A PAGAMENTO
Il contenuto integrale di questo articolo è visualizzabile solo dagli abbonati aMENSILE Non sei abbonato?
Scopri i piani di abbonamento
Sei già abbonato? Effettua il login nel modulo sottostante

Hai dimenticato la Password?
Abbonati

© Riproduzione riservata