Tornano a salire gli infortuni sul lavoro

Carla De Lellis
Aumentano gli infortuni sul lavoro. Al netto degli eventi Covid, nell’anno 2021 sono cresciuti del 20% gli infortuni «tradizionali» e del 10% i casi mortali. È quanto si legge, tra l’altro, nella relazione annuale dell’Inail 2021 presentata ieri a Palazzo Montecitorio dal presidente, Franco Bettoni. Per il futuro l’Inail annuncia ulteriori ampliamenti della platea dei destinatari di tutela assicurativa, oggi 21,2 mln di lavoratori. Sul fronte della gestione finanziaria, i premi superano di oltre 1 mld le uscite per prestazioni. Le riserve tecniche ammontano a oltre 34 mld di euro interamente (99%) versate alla tesoreria dello stato, senza remunerazione.

Gli infortuni. Nel 2021 sono stati denunciati poco più di 564mila infortuni sul lavoro, in calo dell’1,4% sul 2020. Una diminuzione che l’Inail ascrive esclusivamente alla contrazione dei contagi Covid, passati da 150mila del 2020 a 50mila del 2021. Nel 2020, l’incidenza media delle denunce da Covid sul totale degli infortuni denunciati è stata di una ogni quattro, nel 2021 è scesa a una su 12. Hanno registrato un forte aumento nel 2021, invece, le denunce d’infortunio «tradizionale», cioè al netto dei casi Covid: circa il 20% in più rispetto al 2020. Gli infortuni sul lavoro sono stati 349.643, il 17,5% dei quali avvenuti «fuori dell’azienda», cioè «in occasione di lavoro con mezzo di trasporto» o «in itinere» nel tragitto andata e ritorno tra casa e luogo di lavoro. Gli infortuni con esito mortale sono stati 1.361, in diminuzione del 19,2% sul 2020. Anche in tal caso, la contrazione è legata interamente ai decessi Covid, passati dai 600 del 2020 a 200 del 2021. Nel 2020, l’incidenza media dei decessi Covid sul totale casi mortali è stata di uno ogni tre, mentre nel 2021 è scesa a uno su sei. Gli infortuni mortali “tradizionali”, al contrario, sono aumentati di quasi il 10% sul 2020, sia nella componente «in occasione di lavoro» sia in quella in itinere. Gli infortuni mortali accertati sul lavoro sono 685, di cui 298, pari al 43,5% del totale, avvenuti fuori dell’azienda (57 sono ancora in istruttoria).

Le malattie professionali. Emerge, inoltre, un notevole aumento anche delle denunce di malattia professionale rispetto al 2020, anno fortemente condizionato dal Covid. Le patologie denunciate sono state poco più di 55mila, in crescita del 22,8% rispetto al 2020. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 37,2% (il 5,6% è in istruttoria). I lavoratori deceduti nel 2021 con malattia professionale sono stati 820, il 23,6% in meno del 2020, di cui 154 per silicosi/asbestosi.

Il bilancio economico. I dati del pre-consuntivo del 2021 mostrano entrate per 9 mld e 78 mln di euro con circa 986 mln in meno rispetto al 2020, di cui 7 mld e 78 mln per contributi e premi (erano 8 mld e 38 mln nel 2020). Le uscite sono state 8 mld e 258 mln, con prestazioni sostanzialmente stabili a 5 mld e 304 mln. Nel 2021, dunque, premi e contributi sono diminuiti di circa il 12% rispetto al 2020. Le riserve tecniche sono pari a circa 34 mld e 829 mln di euro, coperte per il 99% da liquidità versata alla tesoreria dello stato, senza remunerazione.

Scenari futuri. Tra gli obiettivi strategici per il futuro c’è il rafforzamento della funzione sociale dell’Inail. Tra le azioni prioritarie «quella di proseguire il percorso già avviato per ampliare ulteriormente la platea destinataria della tutela assicurativa, attualmente composta da 21,2 mln di lavoratori. L’Inail sta lavorando, in particolare, per razionalizzare la tutela di insegnanti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Carla De Lellis
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