Superbonus 110%, cessioni di crediti quasi a tutti

ESCLUSI SOLO I CONSUMATORI. LA COMMISSIONE BICAMERALE BANCHE AVVIA UN’INDAGINE CONOSCITIVA SULLE DIFFICOLTÀ NEI PASSAGGI
di Andrea Pira
Si allarga la platea dei soggetti cui le banche potranno cedere i crediti fiscali generati dai bonus edilizi. Di fatto un’apertura quasi a tutti. La riformulazione dell’emendamento in materia arrivato ieri nelle commissione Bilancio e Finanze della Camera, dove si discute il decreto Aiuti, esclude infatti soltanto i consumatori e gli utenti indicati dal Codice del consumo come persone fisiche che agiscono «per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta». In questo modo viene superata la restrizione che limitava la possibilità di cessione dagli istituti ai soli clienti professionali. La volontà è sbloccare i crediti fiscali generati dai bonus ancora. Confartigianato ha calcolato che su 5,2 miliardi di euro incagliati nei cassetti fiscali delle imprese – di cui 3.6 miliardi (il 71,2%) per il Superbonus 110% e 1.5 miliardi (28,8%) per gli altri bonus edilizi, la loro inesigibilità costerebbe la perdita di quasi 47mila lavoratori nelle micro e nelle piccole imprese.

Una parte del parlamento giudica però insufficiente l’intervento del governo. È il caso dei deputati ex pentastellati di Alternativa, che ieri in commissione hanno occupato per protesta i banchi del governo e della presidenza. Le strozzature nella cessione dei crediti fiscali generati dal Superbonus 110% e dagli altri bonus edilizi hanno intantoa attirato l’attenzione della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. La bicamerale presieduta da Carla Rucco ha avviato un’indagine conoscitiva e ha inviato alle 11 banche significative nazionali un questionario per verificare l’operatività.

L’indagine riguarda Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Iccrea, Mediobanca, Cassa Centrale Banca, Bper, Monte dei Paschi, Credem, Banca popolare di Sondrio, Banca Carige, più la Cassa depositi e prestiti e le Poste. Entro l’11 luglio dovranno riportare dati e informazioni su base trimestrale dei crediti acquisiti, ad esempio, il numero di richieste ricevute, annullate e erogate nonché i tassi di sconto applicati e le tempistiche registrate.

«Attraverso le segnalazioni abbiamo riscontrato un significativo peggioramento dei tassi di sconto applicati alla cessione dei crediti e una forte riluttanza da parte degli istituti bancari ad accogliere le pratiche presentate», ha sottolineato Ruocco.

Via libera anche alla proposta di marca M5S in materia di compensazione dei crediti maturati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione, nonché alla possibilità per i Comuni di usare gli avanzi di gestione per ridurre le tariffe della Tari (riproduzione riservata)
Fonte: logo_mf