Rassegna Stampa assicurativa 29 luglio 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Unipol si appresta a chiudere in via definitiva la partita della ex Unipol Banca. La compagnia bolognese (assistita dall’advisor PwC) starebbe ricevendo le offerte vincolanti per il portafoglio crediti di Unipolrec, la bad bank in cui nel 2019 erano confluiti gli attivi deteriorati dell’istituto nel frattempo inglobato da Bper.
L’instabilità dei mercati non ha impedito a Poste Italiane di chiudere il primo semestre 2022 con risultati «positivi su tutta la linea», al di sopra dei livelli pre-Covid e del consenso. Numeri alla mano, il gruppo capitolino ha chiuso il primo semestre riportando un utile netto in crescita tendenziale del 24,7% a 964 milioni di euro e ricavi in aumento del 3,2% a 5,87 miliardi
Nei prossimi mesi, con un contesto economico e geopolitico fortemente instabile e un quadro istituzionale incerto, per molte aziende italiane l’orologio della storia potrebbe tornare indietro di 15 anni. L’outlook di metà 2022 di Cerved Rating Agency tratteggia previsioni poco rassicuranti per il tessuto produttivo tricolore. Il report (realizzato sulla base di un campione di oltre 16 mila imprese con rating regolamentare ed equamente distribuite sul territorio nazionale) descrive tre scenari: base, intermedio e negativo sulla base di proiezioni sempre più severe dal punto di vista macroeconomico. In tutti e tre gli scenari comunque la probabilità di default media si posizionerà al di sopra del livello toccato nel picco della pandemia, quando gran parte del tessuto economico era bloccato.
Italmobiliare ha chiuso il primo semestre con un nav di 1,97 miliardi, in contrazione rispetto ai 2,08 miliardi di fine 2021 dopo la distribuzione di 59,2 milioni di cedole e il pagamento di imposte per 21 milioni. Il nav delle portfolio companies è cresciuto a 1,27 miliardi, «principalmente per effetto dell’acquisizione di Bene Assicurazioni», spiega la società d’investimento.
  • Utile Banca Generali +15% nel trimestre
Banca Generali conferma la politica dei dividendi e archivia il secondo trimestre con un utile di 63 milioni di euro, in crescita del 15,2% rispetto ai 54,7 milioni dello stesso periodo 2021. Ha battuto le previsioni (147,1 milioni) anche il margine di intermediazione risultato pari a 153,7 milioni sceso del 20,3%. Nel trimestre si è registrata una attesa forte contrazione delle commissioni variabili a causa dell’andamento negativo dei mercati (1,9 milioni contro i 54 milioni dello scorso anno) parzialmente compensata dal rialzo del margine d’interesse per l’aumento dei tassi (29,3 milioni, +32,3%) e delle commissioni nette ricorrenti (111,4 milioni, +2,9%). Il risultato operativo ha toccato i 93,7 milioni superando il consenso di 86,2 milioni. Al 30 giugno il Cet1 ratio si è attestato al 15,2% e il total capital ratio al 16,3%, ben oltre i requisiti minimi richiesti dalle autorità. Il primo semestre si è chiuso con un utile netto consolidato di 131,3 milioni, che si raffronta con i 190,1 milioni dello scorso anno (-31%). Le masse totali di Banca Generali a fine semestre sono salite dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente attestandosi a 80,9 miliardi.
  • Profitti Azimut a 202 milioni, target a 400
Il totale delle masse gestite a fine giugno 2022 di Azimut Holding raggiunge i 52,1 miliardi di euro. Il dato comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato arriva a 81,2 miliardi (+7%), con un’incidenza del business internazionale pari al 44%. Il patrimonio totale medio è cresciuto del 19% rispetto all’anno precedente e si attesta a 82,6 miliardi di euro. Nel segmento private markets, Azimut ha continuato il suo percorso di forte crescita con gli asset in gestione che hanno superato i 6,0 miliardi a luglio 2022, anche grazie all’ultima acquisizione di una quota di minoranza (il 20% circa) in RoundShield Partners. Il notevole incremento dei ricavi totali di Azimut Holding è principalmente attribuibile all’aumento del +21% delle commissioni di gestione ricorrenti, che ammontano a 552,3 milioni e rappresentano l’83% dei ricavi totali. L’utile operativo è cresciuto del 19% a 276,0 milioni, mentre l’utile netto ammonta a 201,7 milioni nonostante il minor contributo delle commissioni di performance rispetto all’anno precedente.

Non risarcibile l’infortunio accaduto fuori dalla dimora familiare. Neanche se capitato in altro ambiente domestico e nell’assistere familiari bisognosi. Lo stabilisce, a malincuore, la sentenza n. 202/2022 della Corte costituzionale, depositata ieri, annotando di non poter intervenire sulla tutela degli «infortuni domestici» perché operante nel sistema assicurativo dell’Inail e non in quello del welfare statale. Un intervento può e deve arrivare dal legislatore, al quale la Corte segnala l’urgente necessità di una riforma per i «caregivers», al fine di rinsaldare la rete sociale.
Gli allevatori e gli apicoltori italiani che sottoscrivono polizze assicurative agevolate per coprire eventuali rischi per il mancato reddito e di abbattimento forzoso degli alveari dispongono ora dei valori standard di riferimento e quindi possono coprire i relativi rischi in forma semplificata, senza la necessità di dimostrare i dati storici degli ultimi 5 anni. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27 luglio 2022, è stato pubblicato il decreto Mipaaf che completa la lista delle produzioni agricole e zootecniche italiane per le quali sono fissati gli standard value, da utilizzare per la verifica dei valori massimi assicurabili al mercato agevolato e, in ultima analisi, per determinare il contributo pubblico che può essere riconosciuto.

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  • Allarme Coldiretti: a rischio 35 miliardi per salvare i campi
L’aumento dei prezzi causato dalla guerra tra Russia e Ucraina ha un costo preciso per le famiglie italiane: quasi 9 miliardi di euro solo per la spesa alimentare, a causa dell’effetto dell’inflazione. Lo rende noto un’analisi della Coldiretti con i dati Fead. Ma il dato più preoccupante è legato al cambiamento climatico. I danni potrebbero arrivare a 6 miliardi di euro e bruciare così il 10% del valore della produzione agricola nazionale. La necessità è quella di assumere lavoratori per salvare campi e raccolti che hanno resistito alla siccità.

  • Servono più tutele nell’assistenza familiare
  • Cattolica, Marconcini ceo
  • Revo. Ivass autorizza fusione con Elba
Ivass ha emanato il provvedimento di autorizzazione alla fusione per incorporazione di Revo in Elba Assicurazioni.