Insurtech, Wefox vale 4,5 mld

LA COMPAGNIA OTTIENE 400 MILIONI $ DI FINANZIAMENTO E LA VALUTAZIONE LIEVITA
di Anna Messia
L’insurtech Wefox ha chiuso ieri un nuovo round di investimento da 400 milioni di dollari (equity e debt), raggiungendo la valutazione record di 4,5 miliardi di dollari. Un’operazione che ha visto protagonista Mubadala Investment Company, che ha guidato il round con la partecipazione di Eurazeo, Lgt, Horizons Ventures, Omers Ventures e Target Global e che implica un consistente aumento di valore per la società tedesca fondata a giugno 2021 da Julian Teicke per innovare nel settore delle assicurazioni. Solo 12 mesi fa le valutazioni di Wefox erano di 3 miliardi di dollari. Ora sono arrivate a 4,5 miliardi di dollari, in controtendenza rispetto all’attuale trend del mercato insurtech e più in generale del settore tecnologico. «Continuiamo a raddoppiare i ricavi. L’anno scorso abbiamo raggiunto quota 320 milioni di dollari e nei primi quattro mesi di quest’anno 200 milioni di dollari», ha detto Teicke, «È un segnale che siamo sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di 600 milioni di dollari entro fine 2022».

I piani di crescita vedono in prima linea l’Italia, come racconta a MF-Milano Finanza Tomaso Mansutti, con la Penisola che rappresenta uno dei Paesi strategici per il gruppo. Lo sbarco in Italia è avvenuto proprio acquisendo lo storico broker Mansutti, con il fondatore che è stato nominato responsabile delle partnership internazionali per il gruppo. Wefox ha già iniziato a vendere polizze Rc Auto in Italia operando in libera prestazione di servizio (Lps), cioè senza l’apertura di una sede stabile. Ma entro l’anno il gruppo programma di aumentare la sua presa sul mercato, pronta a chiedere l’autorizzazione a Ivass per operare in regime di stabilimento, quindi con l’apertura di una propria sede e la nomina di un general manager. «Una scelta che dimostra la volontà del gruppo di investire in Italia in un’ottica di lungo periodo», spiega Mansutti annunciando che Wefox è intenzionato a chiedere anche l’autorizzazione per operare nel mercato delle polizze Vita di puro rischio (non di investimento, come solo le unit o le gestioni separate).

La compagnia assicurativa rappresenta però solo una componente dell’attività del gruppo, spiega Mansutti, perché «a differenza della maggior parte delle insurtech con distribuzione diretta ai consumatori, Wefox agisce come un abilitatore di sistema, potenziando i vari canali di distribuzione invece di competere con loro. Un modello che ha consentito alla società di crescere fornendo sia agli agenti sia ai clienti una piattaforma che digitalizza al meglio il mercato assicurativo». Non solo. C’è anche una forte spinta all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per prevenire i rischi, con un team che opera da Parigi e che ha «l’obiettivo di ridurre i sinistri del 30%», spiega. In Italia la compagnia, che dallo scorso febbraio è sponsor del Milan, punta a chiudere «accordi con 500 distributori entro il 2024», dice Mansutti pensando a broker, «ma anche ad agenti, compagnie di assicurazione e partner della distribuzione».

I piani della società sono decisamente ambiziosi. Teicke ha annunciato che Wefox è cresciuta anche nel numero di dipendenti, passando da 550 persone nel 2021 agli oltre 1.300 di oggi e intende continuare ad assumere per arrivare a 2.000 lavoratori entro l’anno. «Ora Wefox ha più di 2 milioni di clienti e puntiamo a raggiungere i 3 milioni per la fine dell’anno», ha aggiunto il fondatore, spiegando che il nuovo round di finanziamento da 400 milioni servirà a finanziare lo sviluppo di Wefox in Europa, tra cui Italia, Francia e Spagna, ma anche per portare la società in Asia e negli Stati Uniti. Nei mesi scorsi, il gruppo ha nominato il principe Massimiliano del Liechtenstein e l’ex dirigente della fintech svedese Klarna, Hanna Jacobsson, nuovi membri del board, mentre a dicembre ha nominato presidente Young Sohn, ex presidente di Samsung Electronics. (riproduzione riservata)
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