È PRONTO A ESERCITARE L’OPZIONE PER RILEVARE LE QUOTE NELLE JV CON CATTOLICA
di Anna Messia
Entra nel vivo la competizione per la gara assicurativa del gruppo Iccrea. Lo schema che il gruppo guidato da Mauro Pastore intende seguire per individuare il partner con cui stringere un’alleanza bancassicurativa è piuttosto chiaro e assomiglia molto a quanto sta facendo anche Banco Bpm per il riassetto nel mondo delle polizze. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza l’istituto diretto da Mauro Pastore, che raccoglie 124 banche di credito cooperativo, ha intenzione di riacquistare, in anticipo, le quote delle sue joint venture assicurative, Bcc Vita e Bcc assicurazioni, per avere poi le mani libere per firmare un nuovo accordo. L’alleanza con Cattolica (entrata nel frattempo nel gruppo Generali), avviata nel 2018, scade in verità a fine anno ma le due controparti avrebbero deciso, di comune accordo, di accelerare i tempi, con la compagnia di Trieste che avrebbe deciso di non esercitare la sua opzione di acquisto. A muovere sarà quindi Iccrea, intenzionata a riacquistare le quote delle joint venture, sia Bcc Vita sia Bcc Assicurazioni, oggi in mano a Cattolica per il 70% e a Iccrea per il 30%.

Anche in questo caso, come già avvenuto per Banco Bpm che lo scorso aprile ha ricomprato le sue joint venture assicurative dai francesi di Covéa, il valore da prendere a riferimento per il prezzo della transazioni sono i fondi propri delle due compagnie. Dato che a fine 2021 era pari a poco meno di 300 milioni per Bcc Vita e a 23 milioni per Bcc Assicurazioni. Valori che andranno ovviamente aggiornati con i dati dei primi mesi dell’anno in corso mentre, nel 2021, la compagnia Vita ha chiuso il bilancio con un utile di 944 mila euro, in diminuzione rispetto all’utile di 5,2 milioni a causa dell’andamento negativo del risultato tecnico (passato da 6,3 a -25,9 milioni) e 675,3 milioni (+47,6%) di premi. Mentre quella Danni ha chiuso invece con un utile in crescita di poco meno del 40% a 968 mila euro, con 49,5 milioni di premi (+25,9%).

Una volta che il gruppo bancario avrà riacquistato le sue quote potrà avere le mani libere per individuare il nuovo alleato assicurativo, per una partnership quinquennale, con un mandato esplorativo che è in mano ai consulenti di Kpmg e l’interesse che pare già alto. Pronta a muovere potrebbe essere la stessa Generali, per rimettere le basi di un nuovo accordo e tenere fermo il presidio nella bancassicurazione. Ma anche altri colossi, come Axa, che non ha fatto mistero di voler crescere in Italia. Il ceo Thomas Buberl, nell’intervista rilasciata a giugno a MF-Milano Finanza, aveva fatto sapere di volersi tenere stretta l’alleanza con il Monte dei Paschi ma anche di essere pronto a replicare in Italia il modello lanciato con Siena anche in altre banche. E le due partite importanti aperte in questi mesi sono appunto Banco Bpm e Iccrea. Per l’istituto guidato da Pastore le polizze assicurative rappresentano un asset importante su cui puntare per raggiungere gli obiettivi fissati nel piano industriale che, dal lato della profittabilità, al 2024 stima un aumento del Roe, return on equity, al 5,5% e un cost/income al 67% (dal 73,9% nel 2019), con una crescita dell’utile netto a 688 milioni nel 2024 (+45% rispetto al 2021). Nel ramo Danni il gruppo nel frattempo ha anche creato Bcc Servizi, per raccogliere in una voce unica le 124 bcc aderenti al gruppo. Un hub affidato ad Amedeo Manzo, che è anche presidente e fondatore della Banca di Credito cooperativo di Napoli, che ora vuole spingere sulla raccolta. (riproduzione riservata)
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