Fmi, in Italia pil al 3% ma si teme la crisi

L’ECONOMIA GLOBALE POTREBBE VEDERE PRESTO LA RECESSIONE. SULL’EUROZONA PESA LA STRETTA BCE
di Rossella Savojardo
Cupe e incerte. Così il Fondo Monetario Internazionale ha definito le prospettive economiche per la ripresa globale, sottolineando in realtà che «il mondo potrebbe vedere presto la recessione». La previsione di base prevede un rallentamento della crescita al 3,2% nel 2022 dal 6,1% dello scorso anno. La crescita più bassa all’inizio di quest’anno, il potere d’acquisto delle famiglie e la politica monetaria più restrittiva hanno guidato gli esperti verso una revisione del pil al ribasso negli Stati Uniti al 2,3%. In Cina, gli ulteriori lockdown e l’aggravarsi della crisi immobiliare porteranno il prodotto interno lordo a crescere solo del 3,3%, «con importanti ricadute globali». Arrivando in Europa, i significativi declassamenti sulle stime di crescita delle economie del Vecchio continente riflettono le ricadute della guerra in Ucraina e della politica monetaria più restrittiva. A livello aggregato, il Fondo Monetario ha tagliato la stima sul pil della zona euro per il 2022 al 2,6% (-0,2%) e all’1,2% per il 2023 (-1,1%). Guardando ai singoli Paesi, quella che crescerà meno quest’anno sarà la Germania (+1,2%), mentre ad andare meglio, insieme alla Spagna (+4%), sarà l’Italia dove il Fmi prevede che il pil crescerà del 3%, lo 0,7% in più rispetto alle proiezioni di aprile, anche se questo aumento sarà compensato da una riduzione di un intero punto percentuale della stima 2023 allo 0,7%. Nonostante l’aumento sulle stime per il 2022, il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas, ha ricordato che l’incertezza politica in Italia è aumentata e ha invitato il futuro governo a impegnarsi nell’attuare le riforme essenziali per il piano europeo. (riproduzione riservata)
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