Farina (ANIA): “Non c’è più tempo per rimandare il futuro”

“Non c’è più tempo per rimandare il futuro. Dobbiamo tutti, pubblico e privato, collaborare per costruire il domani con la pianificazione, gli investimenti, le politiche attive, la giustizia sociale, la sostenibilità e il cambiamento. Con spirito di collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati – ha proseguito la Presidente – vogliamo supportare lo sviluppo economico e sociale del Paese, per la costruzione di una società moderna, efficiente e sostenibile”.

E’ il messaggio della Presidente dell’ANIA, Maria Bianca Farina, durante l’Assemblea 2022 che si è tenuta ieri a Roma.

Riportiamo i punti chiave della relazione:

Contesto di mercato

Per ora si registra un rallentamento della crescita globale: secondo il Fondo Monetario Internazionale, dal 6,1% nel 2021 al 3,6% nel 2022. In Italia, si passerebbe, secondo le previsioni di Consensus, dal 6,6% del 2021 al 2,5% di quest’anno.

L’incertezza aleggia sulle previsioni, come evidenziato nelle ultime settimane dall’andamento fortemente negativo dei mercati finanziari.

L’inflazione rimarrà elevata molto più a lungo di quanto immaginavamo soltanto sei mesi fa. Per il 2022, nelle economie avanzate è prevista dal FMI al 5,7%, mentre in Italia le ultime previsioni convergono su valori superiori al 6% in media d’anno. Un impatto pesante.

Queste condizioni potrebbero peggiorare ulteriormente, soprattutto se tra lavoratori e imprese dovesse radicarsi la convinzione che l’inflazione rimarrà elevata nel medio termine.

E ancora: le opportunità di crescita poste dall’innovazione tecnologica implicheranno un aumento dei rischi cyber di enorme portata. È evidente che siamo di fronte a una concatenazione di trend globali, in grado di impattare gravemente sull’intera società e per i quali serve studiare e concordare risposte altrettanto globali, che coinvolgano tutti gli attori economici, politici, sociali.

Per quanto riguarda il nostro Paese, il PNRR ha permesso di delineare importanti interventi e riforme volti a favorire lo sviluppo economico, la competitività e la resilienza. Sono riforme indispensabili, da troppo tempo attese, e che, proprio per questo, occorre adesso realizzare in tempi rapidi, superando le divisioni e gli interessi particolari.

È necessario liberare il sistema produttivo dal groviglio di inadeguatezze e vincoli. A questo proposito, vorrei evidenziare la necessità di rafforzare l’attenzione e le risorse sulla riforma del sistema di welfare, un tema di primaria importanza alla luce dei trend demografici e dei conseguenti maggiori bisogni di protezione dei cittadini. In uno scenario che vede sempre più la necessità di fornire risposte coordinate a sfide globali, l’assicurazione riveste un ruolo primario.

È un attore consapevole, è il suo mestiere, la sua mission, la sfida sempre più alta del suo modo di rispondere ai bisogni di tutti. Come gestore professionale dei rischi e grande investitore istituzionale, l’assicurazione fornisce un contributo sostanziale al rafforzamento della resilienza e alla promozione di una crescita sostenibile.

Ma per valorizzare appieno il suo contributo, occorre che il nostro settore, già fortemente impegnato su questi fronti, sia sempre più coinvolto nella definizione delle risposte alle principali e decisive sfide, insieme agli altri attori, pubblici e privati.

I risultati del mercato assicurativo italiano

Nel 2021 i premi complessivi Vita e Danni hanno raggiunto 140 miliardi di euro, in aumento del 3,8%, tornando così al livello del 2019. In particolare, i premi Vita, il risparmio che gli italiani ci affidano, hanno segnato un risultato di 106 miliardi, in crescita del 4,5%. Molto significativo è stato l’incremento dei prodotti multiramo, prodotti in grado di adattarsi al cambiamento degli scenari economico-finanziari, delle preferenze dei risparmiatori, delle aspettative dei clienti nel corso del tempo.

I premi Danni, con una raccolta di 34,1 miliardi, sono aumentati del 2%, per effetto di una ulteriore riduzione dei premi r.c. auto del 4,5% e di un apporto positivo, pari a quasi il 6%, degli altri rami Danni. Si conferma così una domanda di protezione in crescita, seppure ancora insufficiente per superare la situazione di sottoassicurazione che connota il nostro Paese.

Gli investimenti complessivi hanno sfiorato i 1.050 miliardi ed è proseguito il trend di diversificazione di portafoglio con l’incremento di asset alternativi.

L’indice di solvibilità, indicatore della solidità del settore, è aumentato rispetto al 2020, risultando pari a 2,5 volte rispetto al minimo richiesto dalle norme.
Nei primi mesi del 2022 il settore sta dimostrando una significativa capacità di resilienza al peggioramento dello scenario economico.

Il biennio 2022-23 presenta però molte incertezze per l’economia italiana e, quindi, per le nostre Compagnie, che debbono fronteggiare il rallentamento della domanda dei risparmiatori, i timori di un aumento del costo dei sinistri nei rami elementari, oltre che la perdita di valore del portafoglio titoli, a causa del repentino rialzo dei tassi di interesse.

Per le assicurazioni italiane si tratta di affrontare, per la prima volta dagli anni ‘80, uno scenario di tassi in rialzo e di soddisfare la domanda, da parte dei risparmiatori, di protezione rispetto all’inflazione. Di per sé, tassi più alti non sono un problema per la nostra industria, ma la velocità del rialzo rende di cruciale importanza riuscire a mantenere una raccolta positiva, per garantire investimenti con rendimenti sensibilmente superiori rispetto a quelli ottenibili solo pochi mesi fa.

Welfare

Ania vuole favorire la diffusione delle coperture integrative (che in Italia rappresentano solo il 6% del finanziamento complessivo delle pensioni, contro il 50% nel Regno Unito e il 52% nei Paesi Bassi).

In tema di sanità, il ruolo del settore evolverà verso nuove soluzioni con l’obiettivo, ad esempio, di rendere la spesa sanitaria mutualizzata accessibile ai soggetti più vulnerabili e di promuovere l’offerta assicurativa di percorsi di prevenzione. Una quota significativa della spesa diretta (out of pocket), oggi pari a 34 miliardi di euro all’anno, potrebbe così transitare verso forme mutualizzate del rischio per aumentare la protezione e l’economicità dei servizi. Il ruolo della sanità integrativa potrebbe evolvere da una logica basata sul rimborso della prestazione a una presa in carico di cittadini e pazienti lungo l’intero percorso della salute, grazie in larga parte allo sviluppo della telemedicina.

Sul tema della non autosufficienza Ania propone l’istituzione di un sistema integrativo all’interno del quale le assicurazioni potranno concorrere, in partnership con il pubblico, al finanziamento e alla copertura dei bisogni di cura e assistenza nelle età avanzate. È perciò evidente che, per ampliare significativamente la protezione delle persone lungo tutto l’arco della vita, è indispensabile che il sistema pubblico disegni un efficace e bilanciato pacchetto di contributi e incentivi fiscali, in grado di favorire l’assunzione di responsabilità dei cittadini. Nel caso della non autosufficienza, è necessaria una riforma sostanziale, sviluppata secondo logiche di cooperazione pubblico-privato.

Agricoltura

Anche il settore agricolo, così rilevante per il nostro Paese, è largamente sottoassicurato, malgrado i contributi pubblici sulle coperture e la forte esposizione ai danni derivanti dal cambiamento climatico. La siccità di quest’anno ne è purtroppo una ulteriore grave dimostrazione.

Il Governo sta lavorando a una riforma del sistema di coperture: si tratta di un’opportunità da non perdere per recuperare efficienza e sostenibilità. Gli assicuratori innoveranno e amplieranno l’offerta anche attraverso coperture modulari di filiera agroalimentare, promuovendo – nel contempo – la cultura del rischio e della prevenzione.

Rischi catastrofali

È evidente che occorre dotare l’Italia di un sistema misto di gestione dei rischi catastrofali, in analogia con quanto si riscontra all’estero, in modo da accrescere la resilienza di cittadini e imprese di fronte a eventi avversi in fortissimo aumento.

La RCA

Nei primi mesi del 2022, malgrado il balzo dell’inflazione, si registrano prezzi in ulteriore, significativa diminuzione. Si è così ridotto drasticamente il divario dei prezzi rispetto alla media europea, da 213 euro nel periodo 2008-2012 a 47 euro nel 2021, nonché tra le diverse aree del territorio nazionale. Dobbiamo però essere consapevoli che stiamo entrando in una nuova fase.

L’inflazione è destinata ad avere un impatto sul costo dei sinistri, già in crescita nel 2021, e si rendono perciò ancor più necessarie riforme organiche del sistema che lo rendano sostenibile nel medio-lungo termine. Mi riferisco, in particolare, alla revisione del bonus-malus, alla modifica dell’imposizione fiscale sui premi, molto penalizzante nel confronto con l’Europa, alla definizione univoca del risarcimento dei danni per lesioni gravi alla persona.

Ania
Maria Bianca Farina