Giugno e luglio sono tipicamente i mesi in cui le diverse Autorità nazionali tirano le somme rispetto a quanto realizzato nei rispettivi ambiti nell’anno precedente. Banca d’Italia, Consob, Covip, Ivass e Ocf hanno recentemente pubblicato le loro relazioni annuali riferite al 2020 dettagliando le attività svolte e illustrando le principali evidenze emerse. Esamineremo in particolare le relazioni di Consob e Ivass, Autorità che regolamentano specificamente il settore finanziario – assicurativo in cui opera il consulente finanziario.

Relazione Consob

Nell’attività a tutela degli investitori, la Commissione ha tenuto conto dell’accelerazione nell’utilizzo del canale digitale nella relazione tra intermediari e clientela retail, a seguito delle misure legate al contenimento della pandemia. Consob ritiene che in prospettiva tale fenomeno possa generare sia opportunità in termini di maggiore partecipazione dei risparmiatori ai mercati dei capitali, sia rischi potenziali soprattutto per le fasce della popolazione con basse competenze finanziarie e digitali. Nel corso dell’anno 2020 la Commissione ha osservato una crescita dell’offerta di prodotti e strumenti finanziari relativamente rischiosi e complessi: in particolare è aumentata la commercializzazione alla clientela al dettaglio di ELTIF e FIA non riservati, anche a seguito dell’introduzione dei PIR a lungo termine alternativi. In linea con gli anni precedenti, il 90% circa dei prodotti maggiormente offerti tra quelli preassemblati è stato rappresentato da certificates e covered warrant, a conferma dell’interesse dei risparmiatori verso prodotti caratterizzati da combinazioni di strumenti finanziari e derivati il cui payoff finale dipende dall’andamento di una o più attività sottostanti. Nel 2020 la Consob ha supportato l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari e ha condotto controlli sull’attività svolta dallo stesso. In particolare, con riferimento ai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede è stata condotta sia un’analisi quantitativa sull’efficienza dei controlli dell’Ocf, rispetto alla vigilanza svolta in precedenza dalla Commissione, sia un’analisi qualitativa su un campione di procedimenti. Con riguardo ai consulenti finanziari autonomi e alle società di consulenza finanziaria, sono state condotte varie verifiche qualitative e quantitative che hanno interessato, tra l’altro, le politiche e le azioni di vigilanza programmate e applicate dall’Ocf. Con riferimento all’attività di vigilanza regolamentare sull’Organismo, è stato reso al Mef un parere favorevole – condizionato a eventi straordinari o emergenziali – per consentire lo svolgimento da remoto delle prove valutative per l’iscrizione all’Albo. È proseguita anche la collaborazione con il Mef volta all’adozione di un Decreto Unico disciplinante i requisiti d’iscrizione all’Albo dei cf.

La Consob ha segnalato infine come sia sempre più urgente un innalzamento delle conoscenze e competenze finanziarie degli italiani attraverso programmi formativi che tengano conto dei principali fattori che guidano i cambiamenti del quadro di riferimento, primi fra tutti la sostenibilità e la digitalizzazione della finanza.

Relazione Ivass

La turbolenza di mercato dovuta al diffondersi dell’epidemia del Covid-19 non ha avuto riflessi particolarmente destabilizzanti sul patrimonio e sulla solvibilità delle compagnie di assicurazione a livello globale. Il sistema assicurativo italiano si è mostrato resiliente alla crisi, essendo meno esposto di altri all’effetto di variazioni significative nei tassi e nei corsi. Nel periodo dell’emergenza, l’Ivass ha attivato un monitoraggio continuo della posizione di solvibilità e del rischio di liquidità delle imprese e dei gruppi assicurativi italiani, che ha permesso di individuare tempestivamente situazioni individuali di potenziale fragilità, cui hanno fatto seguito richieste di rafforzamento patrimoniale e l’adozione di adeguate politiche di capital management. I profitti delle assicurazioni italiane sono risultati pressoché stabili. Sono cresciuti in particolare i premi del ramo III, dove il rischio di investimento ricade sugli assicurati, ad esempio le polizze unit-linked che hanno registrato un +6,2% rispetto all’anno precedente.

L’Ivass ha recentemente commissionato anche un’indagine sull’alfabetizzazione assicurativa del Paese. La conoscenza di alcuni concetti di base in Italia è risultata essere decisamente insoddisfacente. L’Istituito intende quindi lavorare per un miglioramento della cultura assicurativa, ritenuto necessario per un mercato delle assicurazioni più funzionale e orientato da una domanda consapevole e attenta. Ivass intende in particolare rafforzare la promozione dell’educazione assicurativa coordinandosi con le iniziative della Banca d’Italia sull’educazione finanziaria, con la collaborazione delle istituzioni pubbliche e delle associazioni dei consumatori, degli intermediari e degli assicuratori. Un altro fronte su cui occorre fare ancora progressi è quello della semplificazione delle regole a tutela della clientela. Alcune norme introdotte da Ivass per fronteggiare la crisi possono fornire l’occasione per snellimenti permanenti. Verrà rivista in particolare la normativa sulla modulistica precontrattuale e verranno considerate le richieste di semplificazione dei processi di distribuzione dei prodotti assicurativi. È prossima la definizione delle regole per il funzionamento dell’Arbitro assicurativo, in attesa di un regolamento del Ministero dello Sviluppo economico di concerto con il Ministero della Giustizia, che dovrà offrire una tutela efficace e rapida agli assicurati, mirando a ridurre i contenziosi giudiziari e rafforzando la fiducia del consumatore verso il sistema assicurativo.(riproduzione riservata)

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