Signorini (IVASS): il settore assicurativo italiano si è mostrato resiliente alla crisi

Il settore assicurativo italiano ha vissuto un anno difficile, ma si è nel complesso mostrato resiliente alla crisi. La solvibilità delle imprese, che nei periodi di turbolenza sono state  sottoposte a un monitoraggio discreto ma pressante, si è alla fine confermata e rafforzata.

Lo ha detto il Presidente IVASS Luigi Federico Signorini nel corso della sua prima Relazione dell’Istituto.

Signorini

Il sistema assicurativo italiano è meno esposto di altri all’effetto puro di tassi e corsi, grazie a un migliore allineamento della durata finanziaria di attività e passività; è significativamente esposto alle impennate del rischio sovrano percepito dai mercati.

Dopo la significativa flessione degli indici patrimoniali causata dall’aumento dello spread, l’indicatore medio di solvibilità è tornato a crescere nel secondo semestre del 2020: a dicembre 2020 era 243%, maggiore del 235% della fine del 2019 e ampiamente superiore al requisito minimo regolamentare (100%). Nei primi mesi del 2021 il miglioramento è continuato, grazie all’ulteriore attenuazione delle tensioni finanziarie.

Coerentemente con le decisioni condivise in sede europea (European Systemic Risk Board, ESRB) e con l’azione della Banca d’Italia nel campo bancario, l’IVASS ha emesso precise raccomandazioni per limitare temporaneamente la distribuzione di dividendi da parte delle compagnie di assicurazione. L’IVASS ha scelto di tenere un atteggiamento prudente e fermo, in linea con gli indirizzi europei che aveva contribuito a delineare. In altri paesi dell’Unione si sono invece viste divergenze, talora serie, anche nell’approccio dei supervisori al tema.

Alla fine di settembre la raccomandazione europea attualmente vigente sulla restrizione dei dividendi cessa di avere effetto. A meno che la situazione economica, finanziaria e sanitaria non torni a peggiorare seriamente (una possibilità che non si può ancora escludere), IVASS non vede la necessità di reiterarla.

I profitti delle assicurazioni italiane sono rimasti pressoché stabili; il RoE medio è dell’11,6% (era del 12,3% nel 2019).

Nel settore Vita, i profitti sono calati del 20 per cento e la raccolta è diminuita di circa 4 punti percentuali. Il calo della raccolta è stato molto pesante per i prodotti più tipicamente assicurativi, le polizze del ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana: -9,5 per cento). Sono cresciuti i premi del ramo III, dove il rischio di investimento ricade sugli assicurati (polizze unit linked: +6,2 per cento).

La composizione del portafoglio Vita continua a modificarsi in favore dei prodotti più simili a quelli finanziari come fondi o gestioni, dai quali i prodotti del ramo III non si distanziano molto nella sostanza economica. Si riduce l’elemento prettamente assicurativo, cioè la prestazione di garanzie finanziarie e demografiche.

Nel settore Danni i profitti sono cresciuti del 45 per cento, grazie al comparto della Responsabilità civile auto (RCA). Nei rami diversi dalla RCA, premi, oneri per sinistri e utili sono rimasti nel complesso in linea con quelli dell’anno precedente. Nel ramo auto, i premi sono diminuiti del 5,5 per cento ma gli oneri relativi ai sinistri sono calati quasi del 20 per cento, riflettendo la riduzione degli incidenti stradali determinata dalle restrizioni alla circolazione.

L’EIOPA si attende che le compagnie, quando identificano prodotti che non sono più sufficientemente allineati con il mercato di riferimento, valutino se questo fatto comporti un trattamento non equo; e che ove emerga un trattamento non equo, siano prese le misure del caso. L’IVASS fa proprie queste aspettative.

Alcune compagnie hanno riconosciuto, su base volontaria, forme di ristoro ai propri assicurati; non tutte, e non tutte allo stesso modo o nella stessa misura. Ora che le limitazioni alla mobilità sono quasi del tutto rientrate, i ritardatari – secondo l’Istituto – dovrebbero riesaminare urgentemente la questione. I consumatori potranno intanto informarsi e valutare i comportamenti delle compagnie.

In Francia e Germania, il ritorno eccezionalmente positivo del settore auto è stato in gran parte compensato da oneri altrettanto eccezionali per sinistri relativi ad altri rischi, connessi direttamente all’andamento dell’economia; tra questi, l’interruzione dell’attività produttiva delle imprese.

In Italia, nel complesso, la pandemia ha avuto conseguenze economicamente positive per chi, per mestiere, assicura contro i danni. Una delle cause è da ricercare nella scarsa diffusione nel nostro paese delle coperture assicurative per danni, auto esclusa.

L’incidenza sul PIL dei premi per l’assicurazione contro i danni è meno della metà della media dell’OCSE.

Cultura assicurativa e tutela del consumatore

Dall’indagine sull’alfabetizzazione assicurativa in Italia è emerso che la conoscenza di alcuni concetti di base in Italia è insoddisfacente. Molte persone sembrano fraintendere concetti di base, come ‘premio’, ‘franchigia’ o ‘massimale’. Molte si smarriscono nella valutazione della probabilità e del rischio, o si lasciano fuorviare da errori comuni.

Lavorare per un miglioramento della cultura assicurativa è necessario se si vuole che il mercato delle assicurazioni funzioni meglio. Le stesse norme sulla trasparenza dei contratti perdono molta della loro efficacia se i consumatori non dispongono degli strumenti informativi e concettuali per farne l’uso migliore.

L’IVASS si coordinerà con le iniziative della Banca d’Italia sull’educazione finanziaria, sfruttandone l’esperienza.

L’IVASS ritiene che occorra fare ancora progressi sulla semplificazione delle regole a tutela della clientela. Alcune norme semplificatrici introdotte per fronteggiare la crisi possono fornire l’occasione per snellimenti permanenti.

L’IVASS rivedrà la normativa sulla modulistica precontrattuale, seguendo lo spirito e la lettera delle disposizioni europee, in modo da eliminare il superfluo e concentrarci sull’essenziale.

Il TAR del Lazio ha recentemente annullato alcune delle disposizioni emanate dall’IVASS che modificavano il regolamento in materia di distribuzione assicurativa e riassicurativa. L’intervento mirava a rafforzare i presidi a protezione del consumatore introducendo taluni obblighi, a cui gli intermediari si sono opposti, giudicandoli eccessivi. L’IVASS si adeguerà alla sentenza; ne studierà con attenzione le motivazioni procedurali e sostanziali.
Riconsidereremo in ogni caso la materia per ridurre al minimo, anche con maggior coraggio che in passato, gli adempimenti burocratici non strettamente necessari; senza tuttavia perderé di vista l’obiettivo fondamentale, che è quello di assicurare nella sostanza la tutela della clientela e la trasparenza nel collocamento dei prodotti”, ha detto Signorini.

Dal 3 maggio scorso è disponibile per i consumatori il nuovo “preventivatore” RCA, destinato ad agevolare le decisioni degli assicurati e ad accentuare le dinamiche concorrenziali. Ci attendiamo una pronta e leale collaborazione da parte di tutti gli interessati.

È partito il progetto “mystery shopping” dei distributori. Nel 2020, attraverso società specializzate, sono state svolte 140 visite pilota presso banche, Poste, agenzie e comparatori on line, al fine di sperimentare la tecnica e definire una metodologia. Perché la sperimentazione si trasformi in attività effettiva occorre che il Parlamento definisca la norma che, in ottemperanza a una direttiva europea, ne regolamenterà l’uso a fini di vigilanza.

Riguardo alla transizione digitale:

  1. il pieno sfruttamento da parte delle imprese di tutte le potenzialità offerte dal digitale richiede che il sistema informativo dell’azienda si avvalga di un’architettura razionale, integrata e flessibile. Dalla vigilanza a distanza e ispettiva emerge che molte compagnie hanno accumulato ritardi non da poco in questo campo. Colmando queste carenze si rafforza anche la capacità del settore di rispondere all’ingresso di competitori non tradizionali;
  2. è necessario rafforzare nel continuo le difese contro i rischi cibernetici. Gli operatori ricorrono a fornitori esterni per l’adempimento di molte funzioni finanziarie e assicurative. L’outsourcing accresce la necessità di presidi di governo, organizzativi e operativi pienamente adeguati e funzionanti. La concentrazione delle attività esterne in un numero ristretto di grandi operatori può migliorare l’efficienza e ridurre i costi ma intensifica il rischio sistemico legato alla possibilità di una caduta operativa di uno di questi fornitori, ovvero all’esposizione delle informazioni individuali a usi illeciti, in seguito ad attacchi intenzionali o anche a semplici errori o fatalità;
  3. la governance degli algoritmi di intelligenza artificiale deve essere presidiata. Le compagnie devono evitare il rischio di introdurre verso la clientela discriminazioni indebite, implicite ed esplicite. IVASS intende avviare un’indagine sul ricorso da parte di compagnie ed intermediari ad algoritmi avanzati nei rapporti con gli assicurati. I processi che conosciamo spaziano dalla tariffazione personalizzata, alla profilatura della clientela, dal robo-advisory alla gestione dei sinistri. L’iniziativa si propone di rilevare l’intensità e le modalità del ricorso a tali strumenti, non per frenarlo, ma per scongiurare il rischio di abusi.

La finanza verde

Per le assicurazioni, la valutazione dei fattori climatici è necessaria sia per la gestione del rischio del portafoglio di investimenti, sia per l’orientamento delle strategie di offerta di prodotti di copertura.

Nell’ottica assicurativa il rischio climatico, e più in generale i rischi fisici derivanti dall’ambiente, non potranno essere affrontati con successo se non con una combinazione di azioni pubbliche (investimenti, regole, incentivi) e sviluppo del mercato dell’assicurazione contro i danni. “Mi auguro”, dice il Presidente, “che anche nel nostro paese si apra un dibattito sulla possibilità di introdurre, come altrove, forme di assicurazione obbligatoria, semi-obbligatoria o più efficacemente incentivata sui rischi legati a catastrofi naturali”. “Si tratta di riflettere – continua i Presidente – sul modo migliore in cui la collettività può rispondere efficacemente a questi rischi, minimizzando ex ante i costi pubblici e privati, incentivando comportamenti responsabili, scongiurando per quanto possibile il cosiddetto “rischio morale”, accrescendo la probabilità di un uso efficiente dei fondi messi a disposizione dei danneggiati, assicurando un grado sufficiente di mutualità e solidarietà tra cittadini”.

La sfida climatica coinvolge molte istituzioni; le autorità di regolamentazione e vigilanza finanziaria hanno un ruolo importante. Spetta però alle istituzioni di governo, attraverso regole, tasse e incentivi, stabilire il come, il quanto e il quando delle politiche per la transizione. La regolamentazione prudenziale deve rimanere fondata sul rischio. Eventuali riduzioni dell’assorbimento di capitale per investimenti ed emissioni “verdi” dovrebbero essere introdotte solo sulla base dell’evidenza del minore rischio a essi associato.