Rassegna Stampa assicurativa 26 luglio 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali


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Chi non si vaccina e infetta altre persone è tenuto a risarcire il danno alla salute subito dai contagiati. A questo risultato si arriva utilizzando il criterio giuridico del «più probabile che non». Sono le regole desumibili dalla giurisprudenza della Corte di cassazione, in materia di nesso causale della responsabilità civile.
Il decreto Semplificazioni e le recenti sentenze della Corte di cassazione hanno creato una «tempesta perfetta» che potrebbe limitare e scoraggiare l’utilizzo del superbonus 110%. La normativa del superbonus 110% (artt. 119 e 121 dl n. 34 del 19/05/2020, convertito, con modifiche, dalla legge n. 77 del 17/07/2020) ha, infatti, il vizio di fondo di essere una legge speciale che, però, fa riferimento ad altre normative, edilizie e fiscali, che potrebbero comprometterne la richiesta e la convenienza.
Se vi è l’interesse o il vantaggio, anche solo concorrente, della società, scatta la condanna 231: è quanto stabilito dalla sentenza della Cassazione penale n. 23300 del 15 giugno 2021 in un caso di truffa ai danni dello Stato finalizzata ad ottenere un cospicuo finanziamento in conto capitale in assenza dei presupposti. Secondo la Suprema Corte, il reato va considerato commesso proprio nell’interesse della persona giuridica che ottiene i capitali e li utilizza per la propria attività. Solo laddove si provi l’esclusivo interesse degli amministratori, senza che l’ente ne tragga alcun vantaggio, come nel caso in cui i proventi illeciti confluiscano sui conti correnti personali degli stessi, la società potrebbe salvarsi.
Nel caso in cui dei beneficiari di un contratto di assicurazione sulla vita premuore al contraente, ove il beneficio non sia stato revocato o il contraente non abbia disposto diversamente, la prestazione deve essere eseguita a favore degli eredi del premorto in proporzione della quota che sarebbe spettata a quest’ultimo. E’ questo uno dei tre principi di diritto espressi con la sentenza n. 11421 del 30 aprile 2021 dalle sezioni unite della Corte di cassazione chiamate a pronunciarsi per risolvere un conflitto in tema di designazione del beneficiario di un contratto di assicurazione sulla vita nell’ambito di un contenzioso tra una compagnia assicurativa e uno degli eredi legittimi di un contraente defunto.
  • Deodato guida Bnp Paribas Cardif
Alla guida di BNP Paribas Cardif Italia arriva Alessandro Deodato, già presidente e amministratore delegato di BNP Paribas Cardif Brasile. Deodato, avvocato, è entrato in BNL dal 1996, dove ha lavorato per più di 10 anni inizialmente come Head of Legal della filiale di Londra e, poi in Argentina come Responsabile Capital Market and Structured Finance. Tornato in Europa è stato Responsabile Foreign Portfolio Management in BNL e Senior Legal Advisor nell’area M&A presso BNP Paribas a Parigi. É poi passato in BNP Paribas Cardif, con il ruolo di Ceo in Cile, Perù ed infine in Brasile, ultimo incarico dal 2018.

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  • Il fuoco devasta la Sardegna in cenere l’olivastro millenario
Le fiamme sono arrivate al mare, nella Sardegna che brucia. Ventimila ettari è il nuovo, provvisorio bilancio che indica il territorio annerito in 48 ore di fuoco: macchia mediterranea, aree d’arbusti e di sterpi, canali boscosi, poi campi e pascoli, aziende agricole e case private. «Danni incalcolabili», scrive la Regione, che a sera ha convocato una riunione d’emergenza alla Protezione civile di Cagliari con i dieci sindaci più colpiti, sette in provincia di Oristano e tre in provincia di Nuoro. L’innesco potrebbe essere arrivato da un’auto che ha preso fuoco. Il vento, un forte scirocco, ha portato l’incendio pericolosamente vicino all’abitato uccidendo greggi e costringendo i residenti a scappare. «I carabinieri stanno indagando per individuare eventuali atti di dolo», dicono in Regione.

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  • Le vaccinazioni spingono il private equity. Telemedicina e agenda green nel mirino
Il Private Equity italiano ha superato l’impatto della pandemia ed è tornato ai livelli pre-Covid. È quanto emerge dall’analisi sul primo semestre 2021 di Deloitte Private, elaborata con il supporto dell’AIFI, associazione italiana del settore oggetto dello studio. Il report (“Private Equity Confidence Survey”) indica infatti 79 operazioni concluse tra gennaio e giugno, in chiaro aumento rispetto alle 48 dello stesso periodo 2020 e addirittura in crescita, seppur di poco, rispetto alle 78 del 2019. Complessivamente, il controvalore dell’attività di investimento dei primi sei mesi dell’anno è pari a 26 miliardi di euro, con prevalenza per singoli round compresi tra i 16 e i 30 milioni. E cresce anche il clima di fiducia: lo studio mostra che quasi 9 operatori su 10 si attendono una ripresa netta, con l’indicatore relativo – il Deloitte Private Equity Confidence Index – che ha raggiunto il valore più alto dal 2011 (134). A trainare l’ottimismo, nonostante il diffondersi di varianti da monitorare con attenzione, è l’andamento delle campagne vaccinali a livello mondiale.
  • Cyber risk, le imprese si difendono
Il risk management è un’attività cruciale per le imprese, anche se ancora sottovalutata in Italia. Con la pandemia, però, qualcosa è cambiato, considerando che il periodo di crisi e di repentini cambiamenti che stiamo vivendo ha portato a una maggiore consapevolezza circa l’importanza di pensare e implementare strategie e piani mirati che aiutino le imprese a fronteggiare e superare i pericoli che potrebbero trovarsi ad affrontare. Il lavoro a distanza e l’adozione di una maggiore digitalizzazione, conferma Luciano Lucca, presidente di Assiteca, hanno in particolare “aperto nuove sfide sul fronte della sicurezza che richiedono lo sviluppo di strategie e piani dedicati in ottica di cybersecurity e di protezione dei dati sensibili”. Si tratta di temi evidenziati anche dall’VIII Osservatorio sulla diffusione del risk management nelle medie imprese italiane realizzato da Cineas in collaborazione con l’ufficio studi di Mediobanca. L’indagine, che ha coinvolto un campione di 339 aziende, evidenzia come, alla luce delle recenti evoluzioni, le imprese intravedono minacce soprattutto in due aree: ovvero il cyber risk e il presidio del capitale umano. Dall’indagine risulta in salita la quota di aziende che dichiara di disporre di un sistema di gestione del rischio di tipo integrato (passata dal 17,2% del 2016 al 38,6% del 2020).

  • Polizze, torna la crescita. Si investe di più in salute
La pandemia ha colpito duramente l’Italia che, dopo un 2019 a crescita praticamente nulla, ha visto l’economia crollare dell’8,9% nel 2020. E gli effetti si sono fatti sentire in tutti i settori, assicurativo compreso. Ma per il 2021 si prevede una forte ripresa, in particolare per il comparto saluti, che tra l’altro presenta un evidente gap di copertura rispetto agli altri Paesi Europei (l’incidenza dei premi sul Pil del ramo danni, escluso il settore auto, è in Italia dell’1,1% rispetto a una media europea del 2,8%). È quanto emerge dal rapporto annuale dell’Ania. In particolare, l’accelerazione della campagna vaccinale sia negli Stati Uniti sia in Europa e le nuove disposizioni sugli spostamenti legati al turismo sono destinate a favorire la domanda e lo sviluppo delle polizze viaggio a copertura dei rischi connessi al Covid-19. Inoltre, a seguito della crisi sanitaria, è aumentata la propensione degli italiani a spendere per una maggiore protezione di sé stessi. Come dimostrano i dati Ipsos, secondo cui il 50% degli italiani sente il bisogno di proteggere la propria persona (era il 47% nel 2019).
  • Cattolica punta su prevenzione e benessere
Prevenzione, diagnosi, cura e convalescenza sono le quattro dimensioni su cui è articolata l’offerta di Active Benessere, il nuovo prodotto salute di Cattolica sviluppato con Generali Welion che, superando la logica del danno-rimborso, affianca alla tradizionale copertura assicurativa una serie di servizi dedicati al miglioramento dello stile di vita e del benessere fisico, oltre a strumenti per le fasi di diagnosi, cura e convalescenza.

  • Alert di alto rischio riciclaggio al Centro-Nord
Una circolazione «anomala» di contanti che potrebbe aver alimentato il riciclaggio, con uno specifico alert per le regioni del Nord Italia. Le valutazioni dei tecnici dell’Uif, l’ente antiriciclaggio di Bankitalia diretto da Claudio Clemente, sollevano più di un dubbio sulla vasta circolazione di denaro liquido nell’anno della pandemia. Gli analisti segnalano «il rischio di riciclaggio collegato all’utilizzo di contante», che può trovare terreno fertile nelle aree più produttive del Paese. Al punto che nei dossier si parla di un’operatività anomala di soldi «superiore nelle province centro-settentrionali».
  • In busta paga più sanità, aiuti per i figli e buoni sconto
Dalla Legge di Stabilità 2016 che ha introdotto il principio della sostituibilità tra erogazione monetaria ed erogazione in beni e servizi di welfare, i benefit sono una parte sempre più importante della retribuzione e sono spesso una cartina di tornasole dello stato di salute delle relazioni industriali in un’azienda. Dall’auto aziendale al bonus lavanderia, la mappa dei benefit che le imprese erogano ai loro dipendenti è sempre più varia e soprattutto nella sua articolazione sembra rispecchiare le evoluzioni sociali o come, è accaduto nell’ultimo anno, le emergenze. Più sanità, ma anche una maggiore attenzione al futuro e quindi alla pensione integrativa. Ma la voce che fotografa quanto abbiamo vissuto è l’importanza riservata agli aiuti per lo studio dei figli e più in generale agli sconti e ai buoni acquisto.