Il private equity punta a 1.000 miliardi di dollari

SECONDO BAIN & C. È IL VALORE CHE POTREBBERO RAGGIUNGERE LE OPERAZIONI NEL 2021. NEL SEMESTRE ACCORDI PER 539 MILIARDI
di Nicola Carosielli
Prossimo obiettivo: 1.000 miliardi. Il private equity globale ha continuato a mostrare la propria forza, chiudendo deal per 539 miliardi di dollari nel primo semestre di quest’anno, praticamente quanto la media dell’intero periodo 2016-2020, attestatasi a 543 miliardi di dollari. Ma soprattutto, come sottolinea l’ultimo report semestrale sul settore elaborato da Bain & Company, se il questo trend dovesse continuare, il valore sull’intero 2021 potrebbe toccare quota 1.000 miliardi di dollari, superando così nettamente il precedente record di 804 miliardi di dollari stabilito nel 2006, il picco del settore prima della crisi finanziaria globale. Certo, avverte Hugh MacArthur, responsabile a livello globale dell’attività di Private Equity di Bain & Company, «è sempre azzardato fare valutazioni sui prossimi sei mesi basandosi sulla prima metà dell’anno» ma, «considerando che la montagna di dry powder del settore ha raggiunto un nuovo record di 3.300 miliardi di dollari al 30 giugno (circa 1.000 miliardi di soli fondi di buyout), c’è ancora molto carburante per condurre nuovi attività».

«Un altro elemento interessante da sottolineare in questo scenario è che il boom del mercato è dovuto non tanto al numero delle singole operazioni – che è comunque in crescita – quanto al valore medio dei deal» ha proseguito MacArthur, aggiungendo che «la dimensione media degli accordi è aumentata del 48%, passando da 718 milioni di dollari a 1,1 miliardi di dollari». La forza del mercato è stata evidente su tutti i settori merceologici, anche se il comparto tecnologico ha continuato anche in questo periodo a essere protagonista. Basti pensare che un accordo di buyout su tre, nella prima metà del 2021, ha coinvolto un’azienda tech (soprattutto nel software). Questo numero, sottolineano da Bain & Company, sottostima comunque l’appetito dei private equity per la tecnologia, dato che non comprende sottosettori legati ad essa come il fintech, i servizi tech enabled e l’It sanitario. E visto lo stretto legame tra tecnologia e crescita e tra crescita e multipli più elevati, «la tendenza ad investire in questi settori continuerà probabilmente nei mesi e negli anni a venire». Infine, va segnalata la raccolta, salita a 631 miliardi di dollari, un ritmo che porterebbe il totale di fine anno vicino ai 1.300 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)
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