I DATI BCE PER L’EUROZONA CONFERMANO LA TENDENZA ATTESA PER EFFETTO DELLA PANDEMIA. VALORE TOTALE IN AUMENTO DELL’8,7%

di Francesco Ninfole
Nel 2020 il numero totale di pagamenti con strumenti diversi dai contanti nell’Eurozona è aumentato del 3,7% a 101,6 miliardi e il valore totale è aumentato dell’8,7% a 167 mila miliardi di euro. La tendenza attesa per l’anno della pandemia è stata così confermata dai dati appena pubblicati dalla Bce. I pagamenti con carta hanno rappresentato il 47% di tutte le transazioni, mentre i bonifici il 23% e gli addebiti diretti il 22%. La quota più elevata di transazioni con carta, in percentuale del numero totale di pagamenti non-cash, è stata osservata in Portogallo (70%): in questo ambito l’Italia è arrivata al 47,2%, con un calo dell’1,7% nel 2020. La quota più alta per i bonifici è stata fatta in Slovacchia con il 38%, (in Italia è passata in un anno dal 20 al 20,5%), mentre in Germania è stata registrata la percentuale più alta di addebiti diretti (44%, mentre in Italia è salita dal 13 al 13,4%).

Come ha sottolineato una recente indagine della Banca d’Italia, la pandemia ha incrementato l’uso delle carte rispetto al contante al punto vendita fisico e ha incoraggiato le transazioni tramite tecnologie di pagamento che favoriscono il distanziamento fisico, come gli acquisiti con carte in modalità contactless, quelli sui siti e-commerce e quelli tramite bonifico. Inoltre l’analisi a livello territoriale in Italia ha suggerito che l’aumento dei pagamenti elettronici a più elevato tasso di innovazione è stato più accentuato al Centro e nel Mezzogiorno, aree nelle quali, precedentemente alla pandemia, la diffusione di quei mezzi di pagamento era più contenuta. L’incidenza degli acquisti online, invece, è cresciuta di più al Nord, caratterizzato da un ecosistema digitale più evoluto e colpito da una più acuta emergenza sanitaria e quindi da regole più stringenti.

Negli anni precedenti lo scoppio della pandemia, sempre secondo l’analisi della Banca d’Italia, si era registrata una progressiva crescita in Italia dell’utilizzo degli strumenti di pagamento alternativi al contante (bonifici, addebiti diretti e soprattutto carte) per effetto dell’innovazione tecnologica, dell’ingresso di nuovi operatori di mercato e degli interventi normativi sui pagamenti digitali. I tassi di crescita delle operazioni elettroniche con bonifici (Sepa Credit Transfer, Sct), addebiti diretti (Sepa Direct Debit, Sdd), carte di pagamento (credito, debito e prepagate) sono stati superiori a quelli registrati nell’area dell’euro, a fronte di una più forte riduzione dei pagamenti con strumenti tradizionali, come gli assegni bancari e postali. Tuttavia c’è ancora un gap rispetto al resto dell’Eurozona: nel 2019 l’Italia era il Paese con il più basso numero di transazioni pro-capite regolate con mezzi diversi dal contante.

Dalle informazioni più granulari tratte dalle infrastrutture di processing delle carte, Bankitalia ha comunque dedotto un generale aumento della diffusione delle tecnologie di pagamento innovative. La quota di transazioni online sul totale con carta è passata dal 25% registrato poco prima del lockdown a oltre il 40% nel mese di aprile 2020. Nei negozi fisici è cresciuta la quota in valore di operazioni con carta contactless, che a maggio 2020 superava il 55% del valore totale speso con carta (considerando quelle abilitate al contactless) rispetto al 35% di gennaio. È aumentata soprattutto la componente di operazioni dove non è previsto il pin o la firma cartacea. Tale tendenza è proseguita nel corso dell’anno, tenuto conto dei nuovi provvedimenti restrittivi per fronteggiare la seconda ondata pandemica: nell’ultimo trimestre 2020, la quota di transazioni e-commerce e contactless (inclusi i pagamenti mobile) ha superato in media rispettivamente il 30 e il 60% degli acquisti totali con carta, a fronte del 22 e del 33% registrati nello stesso periodo del 2019.

Inoltre è diminuito in Italia il ricorso al contante nei pagamenti: nel primo semestre 2020 i prelievi da Atm sono diminuiti in volume di oltre il 20% su base annua, rispetto al -0,4% dei pagamenti su Pos. Nel secondo semestre c’è stata una nuova contrazione dei prelievi da Atm (-15% su base annua), mentre i pagamenti su Pos fisici sono saliti del 6,6%. (riproduzione riservata)
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