Ivass, risvegliate polizze dormienti per 4,8 miliardi

di Pasquale Gallerani
Forte impegno dell’Ivass per far emergere le polizze dormienti. Dal 2017 l’Autorità di vigilanza delle assicurazioni ha avviato un’indagine da cui sono emerse 4 milioni di polizze vita per le quali le imprese non erano in grado di dire se l’assicurato era vivo o deceduto, con situazioni estreme, come le 2.000 polizze di ultracentenari. Sono state risvegliate complessivamente 271.000 polizze per un valore di 4,8 miliardi di euro, mentre il totale stimato da devolvere al Fondo indennizzo risparmiatori (Fir) ammonta a 72,8 milioni. E’ quanto spiegato dal segretario generale dell’Ivass, Stefano De Polis, durante un’audizione davanti alla Commissione banche sui profili di interesse del Fondo indennizzo risparmiatori (Fir). «Le polizze dormienti – ha ricordato – sono quelle particolari polizze liquidabili ma non riscosse dai beneficiari. Giacciono presso le imprese di assicurazione e al decorrere del termine di prescrizione, ad oggi decennale, vengono devolute al Fir. A fine 2020, ha proseguito, Ivass ha effettuato un nuovo incrocio dei dati esteso per la prima volta alle polizze infortuni, in linea con quanto previsto dalla legge nel frattempo approvata dal Parlamento». Grazie anche alla collaborazione con l’agenzia delle Entrate, l’indagine si è fatta più capillare: le compagnie hanno trasmesso i codici fiscali di tutte le polizze in portafoglio. Sono stati incrociati 22,8 milioni di codici fiscali da cui sono emersi altri 332.655 decessi non noti alle imprese; le compagnie sono ora impegnate nelle verifiche, la conseguente ricerca dei beneficiari e i pagamenti. «I risultati dell’attività svolta dalle imprese sono attesi per dopo l’estate 2021», ha continuato. Il primo incrocio di dati, effettuato a 2018, ha riguardato 6,9 milioni di codici fiscali. Dall’esame sono emersi 153.000 decessi non noti alle compagnie, cui è seguita la richiesta di «risvegliare» 208.863 polizze (ovvero pagarle ai relativi beneficiari), per un totale di 3,8 miliardi di euro; 5.989 polizze prescritte , per un valore stimato di 54,4 milioni di euro da devolvere al Fondo. Il secondo incrocio è stato effettuato a settembre 2019 allargando il perimetro di indagine alle polizze scadute nel quinquennio 2001-2006 e a quelle scadute nel 2017. Sono state così risvegliate altre 39.000 polizze per un valore di 533 milioni di euro; sono emerse anche ulteriori 1.544 polizze prescritte, per un valore stimato di 17,5 milioni di euro da devolvere al Fondo; i relativi elenchi, come concordato, sono stati comunicati al Mef. Il contrasto al fenomeno delle polizze dormienti a tutela dei diritti dei beneficiari si è fondato sino ad oggi su «rilevazioni massive e incrocio di milioni di codici fiscali da parte di Ivass con l’Anagrafe tributaria, sulla conseguente messa a disposizione delle imprese delle relative risultanze, e la successiva, talvolta non semplice, individuazione e ricerca dei beneficiari». Questa attività ha contribuito a tutelare gli aventi diritto alla prestazione assicurativa e, nel contempo, a individuare le polizze prescritte da devolvere al Fondo. «L’obiettivo -ha concluso De Polis- è quello di consentire quanto prima alle compagnie di gestire il fenomeno delle polizze dormienti e di quelle prescritte in modo tempestivo e sistematico, come richiesto dalla legge». (riproduzione riservata)

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