IVASS: prezzo medio RCA in calo del 6,3% nel I trimestre

Il prezzo effettivamente pagato per la garanzia RCA rilevato per i contratti stipulati nel primo trimestre del 2021 è in media pari a 367 euro.

Secondo quanto riporta l’Ivass nel bollettino trimestrale, il 50 per cento degli assicurati paga meno di 330 euro, il 90 per cento degli assicurati meno di 572 euro e solo il 10 per cento meno di 201 euro.

Prosegue quindi il trend decrescente del prezzo per la garanzia r.c. auto nel primo trimestre del 2021, con una riduzione del prezzo medio del -6,3 per cento su base annua.

Rispetto al primo trimestre del 2014 il prezzo si è ridotto di 129 euro, con una flessione del -26,0 per cento in termini percentuali.

La riduzione del livello di prezzi è concentrata nei primi due mesi dell’anno, in decelerazione nel mese di marzo (-6,7 per cento a gennaio contro -5,0 per cento nel mese di marzo), in corrispondenza di un incremento dei contratti stipulati e rinnovati in tale mese (+16,0 per cento su base annuale).

Il campione del primo trimestre del 2021 è composto da nuovi rischi per il 6,1 per cento, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (+0,5 per cento). Entrambe le tipologie
contrattuali hanno registrato una riduzione di prezzo, superiore per i nuovi rischi (-9,5 per cento) rispetto ai contratti già in essere (-6,2 per cento).

La dispersione dei prezzi

La dispersione dei prezzi, misurata dalla deviazione standard, è pari a 173 euro, mentre il coefficiente di variazione, una misura della dispersione espressa in termini percentuali, è pari al 47,2 per cento.

L’Istituto evidenzia alcuni fenomeni:

  • nel primo trimestre il coefficiente di variazione risulta in forte flessione su base trimestrale (-5,6 per cento) tornando ai livelli registrati nel 2019;
  • lo scarto tra mediana e novantesimo percentile, in riduzione su base trimestrale del -2,3 per cento, risulta tuttavia in aumento del +1,1 per cento su base annua, segnale di una maggiore dispersione di prezzo tra i contratti più esosi;
  • lo scarto tra decimo percentile e mediana, indice della dispersione di prezzo tra i contratti meno costosi, risulta in riduzione su base trimestrale (-1,0 per cento) ma in crescita rispetto allo stesso periodo del 2020 (+5,4 per cento).

RCA

I prezzi nel territorio

I prezzi risultano fortemente differenziati tra le province. La dispersione a livello geografico è misurata dall’andamento del differenziale tra il premio medio imponibile di Napoli e Aosta, storicamente le province più e meno costose.

Nel primo trimestre del 2021 il differenziale è pari a 211 euro (447 contro 235 euro), in riduzione del -5,0 per cento su base annua e del -43,0 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014.

Nell’ultimo anno in nessuna provincia si riscontrano aumenti di prezzo. La riduzione del premio medio su base annua è superiore al -4 per cento per la quasi totalità delle province e risulta ancor più rilevante, con variazioni pari o maggiori del -6 per cento, per circa la metà di esse (51).

Le province localizzate al Centro-Sud caratterizzate dalle riduzioni annue di prezzo più significative sono Catanzaro (-9,1 per cento) Roma (-8,4 per cento), Prato (-8,3 per cento), Crotone e Taranto (-8,1 per cento), Latina, Reggio di Calabria e Vibo-Valentia (-7,8 per cento), Massa-Carrara (-7,4 per cento).

Anche in alcune aree del Nord si osservano riduzioni di prezzo particolarmente significative (Milano -7,8 per cento; Bologna -7,3 per cento; Gorizia -7,1 per cento; Lodi e Ravenna -6,9 per cento).

Le uniche province con riduzione di prezzo inferiori al -4 per cento sono Caserta (-3,9 per cento), Oristano (-3,3 per cento) e Isernia (-3,2 per cento).
Le province campane tradizionalmente più costose (Napoli e Caserta) registrano variazioni in diminuzione del livello di prezzo medio più contenute (rispettivamente pari a -4,6 e -3,9 per cento) rispetto alla media nazionale.

La Black Box

Il 22,1 per cento delle polizze stipulate nel primo trimestre del 2021 prevede una clausola con effetti di riduzione del premio legata alla presenza di scatola nera. Il tasso di penetrazione della scatola nera è stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,1 per cento su base annua).

Il tasso di penetrazione della scatola nera risulta eterogeneo tra le province: il tasso di più elevato si registra a Caserta (67,3 per cento) e quello più basso a Bolzano (4,6 per cento).

Per oltre il 40 per cento delle province si osserva una contrazione nel tasso di penetrazione della scatola nera (province in rosso), compresa tra -4 per cento (Catania) e -0,1 per cento (Ravenna).

Circa un quinto delle province presenta riduzioni del tasso di penetrazione su base annua superiori al -1 per cento: le province per le quali si osservano maggiori riduzioni sono Catania (-4,0 per cento), Taranto (-3,2 per cento) e Trapani (-3,1 per cento).

A livello nazionale, tali riduzioni sono quasi interamente controbilanciate per effetto degli incrementi registrati nelle restanti province (in bianco e in verde). Il tasso di penetrazione della scatola nera è aumentato in maniera più accentuata, con incrementi su base annua pari o superiori al 2 per cento, in tre province nel Nord Italia (Asti 2,4 per cento; Verbano-Cusio-Ossola 2,3 per cento e Lecco 2,2 per cento).

Nel primo trimestre del 2021 la differenza del tasso di penetrazione della scatola nera tra Napoli e Milano è pari a 39,5 punti percentuali, in lieve riduzione (-0,9 per cento), se confrontato con lo stesso periodo del 2020. Il tasso di penetrazione della scatola nera a Napoli è il triplo rispetto a Milano (56,6 contro 17,0 per cento).

IL BONUS PROTETTO

Il 17,7 per cento dei contratti stipulati nel primo trimestre del 2021 prevede la clausola di bonus protetto in virtù della quale, nelle classi di merito previste dall’impresa, viene annullata o mitigata l’evoluzione in malus conseguente al pagamento di sinistri con colpa.

A seguito della forte diminuzione del numero di contratti con bonus protetto registrata tra il 2016 e il 2020 (-5,5 per cento), si rileva un’inversione di tendenza nell’ultimo anno (+0,7 per cento).

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