ICAP: L’analisi dei bisogni assicurativi IDD compliant – caso n.4 – seconda parte

Analisi del nucleo familiare di Luca e Luana

L’obiettivo di questo tipo di analisi consulenziale è quello di facilitare il processo decisionale. L’intervento è focalizzato su alcune aree di rischio, analizzate nello specifico, al fine di quantificare la gravità e definire l’esposizione al rischio, attraverso una classifica dei bisogni assicurativi. Nello specifico Luca e Luana vorrebbero stipulare un’assicurazione per la loro nuova abitazione e iniziare a indagare la loro futura situazione previdenziale. Dalla classifica stilata da ICap sulla base dei dati censiti il rischio incendio si posiziona al quinto posto della classifica, mentre il rischio furto all’ultimo. Vedremo poi nel dettaglio.

Quanto più il censimento riflette il reale stato delle risorse e le caratteristiche del nucleo famigliare, tanto più la classifica che il sistema di ICap elaborerà rifletterà le esigenze è possibilità del nucleo in analisi. I risultati elaborati presentano due ambiti distinti: i bisogni di oggi e i bisogni di domani della famiglia Bianchetti.

Bisogni di oggi (rischi attuali dei soggetti e dei beni)

La sezione dei bisogni di oggi riporta tutti i rischi attuali nei quali i portatori di reddito e i beni familiari potrebbero incorrere. Per ognuno è riportata la probabilità di rischio entro la quale l’evento potrebbe verificarsi; tali voci sono elencate in funzione della probabilità di rischio dal più alto al più basso incrociata con la perdita potenziale in caso di evento (se quindi si notano frequenze più basse in alto in classifica rispetto a quelle più alte è perché il criterio di classificazione è quello del rapporto perdita-frequenza – si veda il grafico convenienza assicurativa per maggiori dettagli).  Nella colonna Gap, viene quindi indicato per ogni voce, l’importo al quale il nucleo familiare dovrà far fronte nel caso l’evento si verifichi, ove presente e possibile la quantificazione.

Il quadro completo delle coperture in essere, di quelle che si è intenzionati ad acquisire, delle riduzioni e delle ritenzioni di rischio rappresentano il punto di partenza della pianificazione assicurativa. Per rappresentare le priorità in questo quadro complessivo solitamente si fa affidamento al raffronto delle distanze relative di ogni bisogno sul piano danno – probabilità, dal punto con danno massimo e frequenza minima (il punto in basso a destra del grafico che risulta essere il più conveniente da trasferire alle assicurazioni). Sulla base della condivisione delle singole analisi e del quadro sintetico che ne risulta si procederà alla effettiva implementazione della pianificazione assicurativa.

Responsabilità civile

L’assicurazione della responsabilità civile è un esempio particolarmente efficace per dimostrare la convenienza dell’assicurazione in assoluto, perché la tipologia del rischio, l’entità del danno potenziale, la misura del premio assicurativo, sono direttamente percepibili da chiunque. Con una polizza di Responsabilità Civile della Famiglia quindi il patrimonio familiare è protetto per i danni fino all’importo scelto in polizza, tutelando anche rischi molto elevati senza esborsi economici significativi.  Impropriamente definita RC della Famiglia, questa tipologia di polizza è consigliabile a tutti i soggetti che hanno di fatto responsabilità civili, secondo codice civile, e che possono incorrere nei danni a impatto patrimoniale, anche soggetti single. Per tali ragioni la troveremo sempre in cima alla lista della nostra classifica e nel grafico nel punto con danno massimo e frequenza minima. Il rapporto tra frequenza di rischio e perdita potenziale è sempre il più alto in assoluto, ecco perché è conveniente assicurarsi.

Ma ora, come di consueto, approfondiamo alcune aree specifiche di indagine, in particolare quelle di particolare rilevanza per il nucleo familiare in oggetto.

Rischio Incendio e Furto

Sulla base dei dati inseriti nella sezione patrimonio relativamente agli immobili di proprietà, ICap individua l’indice di rischio Incendio e Furto e rispettivamente il valore da assicurare.

L’evento incendio è causa di danni a due categorie di beni individuati in modo separato: il fabbricato e il contenuto (mobili, arredi, elettrodomestici, ecc.). In particolare il danno al fabbricato rappresenta il costo necessario per ricostruire a nuova la casa e solitamente è di gran lunga inferiore al valore commerciale dell’immobile. La stima riportata del valore di costruzione considera i prezzi medi per provincia, la superficie commerciale, tipo e pregio dell’immobile, l’ubicazione, ecc. Anche il danno al contenuto è oggetto di perizia in caso di incendio e sarà risarcito in misura proporzionale all’effettiva perdita. In questa caso bisogna stimare attentamente il valore di tutti i beni contenuti nell’abitazione (escluso impianti, infissi e altre parti del fabbricato considerati parte integrante della costruzione stessa). Per un’indicazione di massima si può in prima istanza porre il valore del contenuto pari a ¼ – 1/3 del valore di costruzione. Un ulteriore elemento dell’analisi dei bisogni riguarda l’effettiva esposizione al rischio incendio. Ai fini della percezione del bisogno quello che interessa maggiormente è un indice relativo, piuttosto che la probabilità assoluta, espresso in rapporto al rischio medio della popolazione. In questo modo l’interessato può considerare da un lato l’urgenza di una copertura assicurativa, se l’indice di rischio risulta superiore alla media, oppure nel caso contrario può valutare la convenienza dell’assicurazione, visto che il principio assicurativo prevede dei costi proporzionali all’esposizione al rischio.

Per giungere ad una stima sia semplice, sia autorevole, è preferibile adottare il censimento dei fattori di rischio proposta da ANIA in un apposito questionario. Le domande censiscono le caratteristiche di sicurezza degli edifici ai fini dei rischi incendio e similari, ove particolare importanza hanno le caratteristiche strutturali  (struttura in cemento, mattoni, legno, ecc.), gli impianti, l’accessibilità per i vigili del fuoco, la data di ultima ristrutturazione ed altre informazioni utili a segmentare il risultato di stima.

Il valore da assicurare, tenendo conto di quello di ricostruzione dell’immobile e il valore del contenuto a rischio incendio dell’abitazione, è di 169.538 euro.

Per quanto invece attiene al rischio furto, nella stima del danno massimo potenziale bisogna considerare solo gli oggetti che possono essere effettivamente rubati, solitamente beni di particolare pregio e facilmente trasportabili e non eccedere su beni che pur di valore solitamente non sono oggetto delle attenzioni dei ladri (a esempio tv grandi, statue, e similari), per evitare di sovrastimare il bisogno assicurativo. Per via delle caratteristiche dell’immobile e la collocazione il rischio furto risulta essere nella media, ma l’entità del danno (10.000 euro, ossia il valore del contenuto a rischio furto) è marginale per questo motivo si trova nella nostra classifica all’ultimo posto e nel grafico della convenienza assicurativa nell’area dei rischi “da ritenere”.

Rischio di Invalidità permanente

Dall’analisi è emerso che nella classifica dei bisogni assicurativi del nucleo famigliare composto da Luca e Luana sono meritevoli di indagine approfondita anche le aree che attengono i rischi di invalidità e premorienza. Nello specifico, nella sezione relativa all’invalidità permanente si definisce e si quantifica l’importo economico necessario per mantenere il tenore di vita della famiglia in caso di invalidità permanente dovuta ad infortunio o a malattia. Questo è uno dei primi rischi da valutare in quanto le conseguenze economiche, in caso di invalidità del capofamiglia, sono decisamente gravi: al mancato reddito da lavoro, va ad aggiungersi l’onere delle cure e l’assistenza all’invalido. Si deve anche dire che l’invalidità può compromettere parzialmente (o totalmente) la capacità lavorativa. La stima della perdita in caso di invalidità permanente è limitata ai componenti adulti del nucleo familiare, che sono fonti di reddito. Da tenere in considerazione il concetto di “capitale di tutela” per garantire le rendite integrative da affiancare alle pensioni.

Sulla base dei dati censiti, i redditi e la stima delle prestazioni garantite il rischio di rimanere invalida per Luca merita senz’altro uno studio approfondito valutando eventualmente l’utilizzo di franchigie e massimali, di fatto si trova ai primi posti nella nostra classifica della convenienza assicurativa. Tra l’altro come già detto più volte, essendo Luca libero professionista non potrà contare su una copertura INAIL, generalmente sempre più generosa. Tanto che Luana essendo coperta dall’Assicurazione INAIL, in caso di evento invalidante verificatosi sul lavoro non necessita di integrazione in quanto la prestazione erogata copre integralmente il Gap.

Il reddito netto complessivo indica il valore del reddito attuale, rivalutato alla data di riferimento dell’ipotesi (al netto delle imposte) quale primo elemento determinante il tenore di vita. Il risultante Totale tenore di vita da mantenere (TV) rappresenta il totale di risorse nette disponibili con eventuale aggiunta di oneri aggiuntivi per assistenza. Tale valore è confrontato con la situazione dell’ipotesi di invalidità considerata per determinare il gap. Si ottiene in seguito la Totale disponibilità netta complessiva (DN) che rappresenta la differenza tra la somma dei redditi da lavoro e da pensione e le tasse e contributi. Ed infine viene rilevato il Gap rispetto al lavoro (=TV-DN), la base di calcolo su cui si determinare il seguente capitale di tutela equivalente.

Quest’ultimo viene calcolato con il cosiddetto modello dello Human Life Value, cioè incrociando la tabella delle probabilità di esistenza in vita di anno in anno con l’integrazione calcolata rivalutata al potere d’acquisto e rapportata al livello di integrazione desiderato espresso dall’interessato (che pertanto tiene conto delle esigenze effettive del coniuge, dei figli in età scolare, delle spese effettive per assistenza, ecc.). La somma di tutti questi prodotti consente, eventualmente maggiorata di un tasso tecnico delle riserve, di disporre del valore necessario perché il nucleo sia tutelato adeguatamente negli anni. Chiaramente il capitale equivalente di un bisogno ricorrente varia al variare dell’età presunta alla manifestazione del danno, cosi a parità di condizioni restanti, sarà molto più elevato per un soggetto di 30 anni rispetto a quello necessario ad un soggetto di 50.

 Rischio premorienza

In questa sezione viene valutato e tutelato il tenore di vita dei potenziali eredi in caso di premorienza di uno dei componenti del nucleo familiare. Il bisogno è determinato dall’età e dalle risorse autonome di ogni erede.

L’analisi va ad esaminare accuratamente quanto è necessario disporre per estinguere i debiti in essere (ad esempio mutui e prestiti personali); se e quanto spetta, come pensione effettiva ai superstiti; il cumulo e/o l’integrazione della pensione con i redditi in essere; i termini della tassazione.

Va evidenziato che per determinare il capitale di tutela necessario per il mantenimento della capacità reddituale della famiglia, in caso di premorienza (di coloro che apportano il reddito), è fondamentale conoscere la capacità economica attuale. Il totale del capitale necessario, viene calcolato sulla base della ripartizione del reddito impostato per i singoli eredi. La stima della perdita in caso di premorienza è limitata ai componenti adulti del nucleo familiare, che sono al contempo fonti di reddito.

Il rischio di premorienza di Luca, in base alla classifica è al primo posto. Di fatto nel nostro grafico della convenienza assicurativa, il rischio di premorienza si trova in una posizione con una bassa frequenza, ma associata a una grave perdita essendo il portatore principale di reddito del nucleo familiare. Ciò sta a significare che sarebbe utile assicurarsi contro tale rischio, prendendo in considerazione un’assicurazione TCM, che a questo punto, data anche la necessità di un’assicurazione contro l’invalidità, potrebbe prevedere alcune garanzie aggiuntive, quali invalidità o malattia grave appunto che prevedono la liquidazione all’assicurato stesso di una parte del capitale previsto nel caso queste si manifestino. Anche in caso di premorienza Luca è solo coperto dalla Cassa Professionale e non dall’INAIL. Mentre, al pari dell’invalidità, per Luana in caso di premorienza per cause lavorative non si necessita di integrazione in quanto la prestazione erogata da INAIL è  in grado di coprire integralmente il Gap.

Bisogni di domani (obiettivi di pianificazione a lungo termine)

Luca e Luana si sono rivolti al consulente anche per valutare un eventuale piano di integrazione relativo alla previdenza e ICap fornisce una prima indicazione di quello che potrebbe essere il “futuro pensionistico” dei due giovani.

Infatti in questa sezione vengono elencati tutti gli obiettivi di lunga pianificazione emersi in fase d’intervista. Nel nostro esempio possiamo osservare la tutela previdenziale dei due ragazzi. Nella colonna “Copertura reddito”, per ogni voce verrà indicata la percentuale che essa coprirà del reddito all’età di pensione indicata o calcolata dal sistema. Inoltre, nell’ultima colonna, verrà espresso il gap che dovrà esser colmato per raggiungere il tenore di vita atteso e intervenire attraverso misure di integrazione, quali la previdenza complementare.

Situazione previdenziale

La situazione previdenziale di Luana è decisamente più confortante di quella di Luca. Di fatto alla prima data utile di pensione stimata da ICap Luana riuscirà a coprire oltre l’85% dell’ultimo reddito ante pensione, mentre Luca non arriverà neanche alla metà. Quest’ultima è un’importante informazione che ci segnala la necessità di coprire tale gap attraverso ad esempio coperture previdenziali di secondo pilastro.


 

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