Fra cinque anni l’euro digitale

L’euro digitale sarà un mezzo sicuro per i pagamenti grazie alla presenza della banca centrale, unica entità priva di rischi. Perciò la valuta dell’Eurozona non è neppure paragonabile a stablecoin o criptovalute come bitcoin. In ogni caso ci vorranno almeno cinque anni per l’avvio dell’euro digitale. Lo ha detto ieri Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce, alla Milano Finanza Digital Week. Il banchiere centrale ha delineato nell’intervento i passi che saranno necessari per l’avvio della Cbdc (Central bank digital currency): l’iniziativa, ha detto Panetta, «è in una fase preparatoria, stiamo lavorando all’impianto teorico e effettuando sperimentazioni di cui nelle prossime settimane pubblicheremo i risultati. A metà luglio il board della Bce deciderà se lanciare un progetto vero e proprio».

Se a quel punto Francoforte darà il primo via libera all’euro digitale, ha aggiunto, «avvieremo una fase di indagine che dovrebbe durare circa due anni, in cui decideremo le caratteristiche tecniche della nuova moneta, ad esempio se l’euro digitale sarà basato su conti facenti capo agli utenti o su token elettronici. Decideremo se sarà accessibile a utenti europei o anche extra-europei e inoltre come disegnare l’euro digitale per non spiazzare i depositi bancari e non generare instabilità finanziaria. Possiamo evitarlo con la definizione delle caratteristiche tecniche». In tal senso saranno introdotte con ogni probabilità limitazioni al possesso (si parla di un tetto di 2-3 mila euro per ciascuno) o disincentivi attraverso tassi penalizzanti oltre certe soglie.

Dopo questi due anni, ha aggiunto Panetta, in caso di andamento positivo, seguirà una fase di altri tre anni, «dedicata allo sviluppo di servizi integrati e alla sperimentazione pratica dell’euro digitale prima della decisione finale. Vorremmo provarlo e verificarne l’utilizzo tra la gente», ha precisato.

La tempistica indicata è necessaria per valutare tutte le conseguenze di un progetto di portata storica. A livello internazionale, la Bce è più avanti rispetto a Federal Reserve e Bank of England. La leadership globale sulla materia oggi è quella della Cina, che però ha avviato le prime analisi nel 2013, anche sulla scia dello sviluppo dei sistemi di pagamento elettronici nel Paese. Di conseguenza anche il progetto cinese avrà avuto bisogno di molti anni prima dell’introduzione.

Se il consiglio direttivo della Bce deciderà di andare avanti con il progetto, la Cbdc sarà l’unico strumento di pagamento digitale davvero sicuro. «L’euro digitale non ha niente a che fare con le criptoattività o con le stablecoin», ha detto Panetta. «L’euro digitale sarà moneta, mentre criptoattività o stablecoin non lo sono, perché nessuno schema di pagamento privato può garantire le stesse caratteristiche della valuta della banca centrale, ovvero l’assenza di rischi». Le criptoattività come il bitcoin «sono invece dei contratti speculativi ad alto rischio che non possono essere utilizzati come strumento di pagamento o come riserva di valore, date le loro fortissime oscillazioni di valore». Nessuno può pagare il caffè con i bitcoin, ha ricordato Panetta.

Quanto alle stablecoin, «hanno rischi inferiori ma non sono monete. L’unica moneta sicura nell’economia è quella della banca centrale, oggi in forma cartacea, domani in forma digitale, perché dietro di sé ha la forza, la credibilità, la stabilità e la sicurezza dello Stato e della banca centrale». Per questo motivo sin dall’Antica Grecia la moneta è stata offerta dalle autorità sovrane, non da soggetti privati.

«Non solo la Bce ma diverse banche centrali stanno progettando valute digitali», ha ricordato il membro del comitato esecutivo Bce. «Pagamenti elettronici e acquisti online rischiano di spiazzare il contante, il mezzo di pagamento della banca centrale, rendendolo marginale. Nell’era digitale vogliamo dare ai cittadini una moneta forte e digitale, così potranno continuare ad avere accesso a un mezzo di pagamento semplice, accettato ovunque, sicuro e affidabile», ha osservato Panetta. L’euro digitale sarà «una passività della banca centrale utilizzabile come le banconote, utilizzabile per le spese al dettaglio da tutti: cittadini, imprese, istituzioni».

La Bce sta già discutendo il progetto con le istituzioni europee e con gli Stati. «L’euro digitale amplierà le opzioni di pagamento disponibili, con minori costi di transazione per esercenti e consumatori. La nuova moneta consentirà poi agli intermediari europei di non trovarsi in condizioni di svantaggio rispetto a operatori globali di grandi dimensioni sull’erogazione di servizi», ha detto Panetta. Il banchiere centrale ha però ricordato che il contante in ogni caso non sarà ritirato: «Continuerà a essere emesso e offerto finché i cittadini lo vorranno». (riproduzione riservata)

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