Fondi più trasparenti

Carlo Giuro
L’informativa annuale agli aderenti sullo stato dell’arte della loro posizione individuale e sull’andamento della gestione finanziaria rappresenta per le forme pensionistiche complementari un importante momento di comunicazione e di dialogo con i propri iscritti. Al contempo il risparmiatore previdenziale può essere stimolato ad accrescere il proprio bagaglio conoscitivo e ad assumere un atteggiamento attivo e consapevole nei confronti del proprio percorso di integrazione pensionistica. La scadenza tradizionale è quella del 31 marzo ma quest’anno, in considerazione dell’entrata in vigore della nuova disciplina sulla trasparenza con la necessità da parte dei fondi pensione/pip di adeguarvi, è stata posticipata al 31 luglio stabilendo che dal 2022 si tornerà al termine ordinario. Il differimento dell’invio non è però l’unica novità da considerare. La Comunicazione annuale agli iscritti viene infatti anche ridenominata in «Prospetto delle prestazioni pensionistiche-fase di accumulo» e riorganizzata inglobando ora anche le informazioni inerenti le proiezioni pensionistiche contenute nel documento «La mia pensione complementare – versione personalizzata» che diventa la nuova sezione «Quanto potresti ricevere quando andrai in pensione» in cui si simula un vero e proprio viaggio nel tempo per l’aderente stimando la possibile pensione integrativa se si proseguisse la partecipazione al piano previdenziale con le stesse modalità attuali.

E’ stata rivista poi la veste grafica del Prospetto in modo da consentire in modo più immediato e percepibile per ciascun iscritto lo sviluppo della propria posizione previdenziale, l’evidenza della adozione eventuale di criteri Esg nella politica di investimento nonché consentire valutazioni circa le possibili opzioni a disposizione nella costruzione della propria pensione complementare. Quali sono le informazioni contenute nel prospetto?

E’ riportato il valore della posizione individuale a fine anno di riferimento con il dettaglio delle singole componenti che ne hanno determinato la sua costituzione vale a dire la contribuzione (dell’azienda, del lavoratore, il tfr), eventuali altre entrate (reintegro anticipazioni, trasferimenti), le uscite (anticipazioni, riscatto parziale, pagamenti periodici della Rita), la ripartizione per comparti di investimento, l’ammontare delle spese a carico dell’aderente. Viene poi riportato l’ammontare investito e disinvestito, da intendersi come le somme che per ogni operazione hanno incrementato o diminuito la posizione individuale. Capitolo importante è poi quello riferito alla gestione finanziaria con la rappresentazione in forma tabellare del rendimento netto medio composto del comparto scelto dall’aderente, su base annua, nel corso dell’anno di riferimento, degli ultimi 3, 5 e 10 anni in confronto con il rendimento netto del benchmark, o di altro indicatore di rendimento. A chi manca meno di tre anni dal pensionamento si ricorda che può proseguire la partecipazione, richiedere l’erogazione della prestazione in rendita o capitale nel rispetto della normativa o trasferire la posizione presso altra forma pensionistica complementare per avvalersi di condizioni migliorative di erogazione delle rendita. (riproduzione riservata)
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