Danno erariale vecchio stile

NOTA DELLA CORTE DEI CONTI SULLA NORMA CHE ATTENUA LA RESPONSABILITÀ DEI FUNZIONARI PUBBLICI
di Andrea Mascolini
E’un errore prorogare la norma che attenua la responsabilità dei funzionari pubblici in tema di danno erariale. Lo ha segnalato la Corte dei conti nella memoria presentata la scorsa settimana alle commissioni affari costituzionali e ambiente della camera che stanno esaminando il decreto-legge Recovery (adesso si è nella fase di scrutinio degli emendamenti).

La Corte dei conti innanzitutto ha ricordato che il suo intervento è puntato su valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia sull’acquisizione e l’impiego delle risorse finanziarie provenienti dai fondi di cui al Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) e che tutto ciò dovrà avvenire in cooperazione e coordinamento con la Corte dei conti europea. La Corte dei conti dovrà, inoltre riferire, almeno annualmente, al parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr.

Tale forma di controllo servirà a verificare la legittimità e la regolarità della gestione e la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge, anche avvalendosi dei report dei controlli interni alle amministrazioni. In questo ambito, come spesso accade anche nelle relazione sul controllo degli enti pubblici, la magistratura contabile mette in evidenza come sarà fondamentale ai fini dei compiti di referto al parlamento un completo accesso alle informazioni di dettaglio già fornite alla commissione a corredo dei progetti e dei programmi di riforma e a quelle che verranno trasmesse alla stessa a fronte di richieste specifiche in osservanza dei principi di precisione, responsabilità e trasparenza, semplicità e coerenza richiamati dalle linee guida dello scorso 22 gennaio 2021 per la predisposizione dei Pnrr da parte degli Stati nazionali. Tale bagaglio informativo è del resto funzionale al controllo sulla gestione che può svolgersi, ha ricordato la Corte nella sua memoria, «anche in corso di esercizio», tempestivamente, onde consentire alle amministrazioni la rimozione delle criticità rilevate.

Su un punto la Corte dei conti si è soffermata in modo particolarmente critico: la disciplina sulla responsabilità per danno erariale in capo ai funzionari pubblici. Nella memoria si segnala in particolare che «suscita perplessità la proroga fino al 30 giugno 2023 delle disposizioni, in materia di responsabilità erariale, previste dall’articolo 21 del decreto 76/2020 (legge 120/2020, il cosiddetto decreto semplificazioni del 2020).

L’articolo 22 del regolamento (Ue) 2021/241 (40° «considerando») richiama il concetto di «sana gestione finanziaria» facendo riferimento in particolare al fatto che in questa nozione rientrano anche i profili concernenti «la prevenzione e il perseguimento efficaci della frode, ivi compresi la frode fiscale, l’evasione fiscale, la corruzione e il conflitto di interessi». Ed è proprio per queste ragioni che non sarebbe opportuno attenuare la disciplina ordinaria: «si pone il problema dell’effettività e dell’efficacia degli strumenti di tutela degli interessi finanziari dell’Unione, sicché la sostanziale eliminazione della colpa grave quale presupposto per la responsabilità erariale per gli interventi legati al Pnrr non risulta coerente con il diritto della Ue e con i valori espressi dalla Carta costituzionale agli articoli 3, 28, 81, e 97».

Di qui l’esortazione per cui risulterebbe invece coerente con il quadro normativo Ue e con l’obiettivo di semplificazione perseguito dal legislatore «la previsione puntuale della perimetrazione della colpa grave, così da realizzare un corretto equilibrio tra esigenze di semplificazione e tutela delle finanze pubbliche.

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