Dopo il tramonto incidenti più pericolosi su strade extraurbane, a rischio pedoni e ciclisti

L’incidentalità stradale presenta dei picchi dal lunedì al venerdì in corrispondenza degli
spostamenti casa-lavoro, e nel fine settimana tra le 11 e le 20. Gli incidenti più gravi avvengono tra le 3 e le 5 del mattino e fuori dal centro abitato (11,3 persone ogni 100 incidenti perdono la vita tra le 5 e le 6 del mattino, 9,4 alle tre di notte).

E’ quanto emerge dalle statistiche relative al 2019 pubblicate dall’ISTAT.

incidenti
Per tenere conto, inoltre, delle reali condizioni di luce e di buio e del loro legame con gli incidenti stradali, sono stati considerati, anche quest’anno, gli orari di alba e tramonto nelle province italiane, rilevati con cadenze periodiche di 15 giorni durante l’anno. Il calcolo ha condotto alla definizione del numero di ore di luce e di buio e ha consentito di classificare gli incidenti per questa nuova variabile.

Dal confronto tra le distribuzioni degli incidenti stradali per mese, nel periodo di buio, compreso tra tramonto e alba, e quello notturno convenzionale, tra le 22 e le 6 del mattino, si osservano consistenti differenze nelle percentuali mensili, soprattutto per i mesi invernali e autunnali, quando il sole tramonta già nelle ore del pomeriggio (Figura 7).

Quantificare gli incidenti stradali che avvengono in condizioni di buio consente di individuare eventuali legami del fenomeno con la scarsa visibilità o illuminazione rilevata sulla rete stradale. Alcune differenze sostanziali si osservano sulle strade extraurbane in presenza di incidenti stradali che coinvolgono pedoni o biciclette. L’indice di mortalità risulta, infatti, più elevato nelle ore fra tramonto e alba rispetto al periodo convenzionalmente definito notturno (tra le 22 e le 6), per gli incidenti con pedoni, in particolare sulle strade extraurbane, nei mesi di maggio, settembre e ottobre (valori pari a 18,2, 19,1 e 14,3 morti per 100 incidenti). Per gli incidenti che coinvolgono biciclette, è soprattutto il mese di agosto a far registrare livelli di letalità molto elevati per i ciclisti nelle ore di buio fuori abitato (13 vittime per 100 incidenti), più elevata la percentuale anche nei mesi estivi sulle strade urbane.