Arriva il contratto base Rc auto, che permette una maggiore trasparenza e confronti omogenei sulle caratteristiche della garanzia obbligatoria. E all’inizio dell’anno prossimo dovrebbe partire il nuovo preventivatore dell’Ivass, che consentirà di trovare la polizza più conveniente per il proprio profilo di rischio. Due passi, strettamente collegati fra loro, che dovrebbero agevolare la concorrenza e favorire un calo dei prezzi che, seppure in flessione, restano i più elevati in Europa.

Dopo una gestazione di otto anni (era previsto dal Decreto Crescita del 2012), il Ministero per lo sviluppo economico ha promulgato il decreto, entrato in vigore nei giorni scorsi, che stabilisce il contenuto minimo della garanzia di Rc auto. «Il contratto base è uno standard per rendere omogenee le polizze in modo da poterle comparare fra loro — spiega Stefano De Polis, segretario generale dell’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) —. Si riferisce ad autovetture, motocicli e ciclomotori targati di proprietà di persone fisiche e si compone di due sezioni. Una prima, chiamiamola pure obbligatoria o pubblicistica, data dalle clausole necessarie perché un contratto possa definirsi assicurativo». La seconda, prosegue De Polis, è costituita invece da quelle che servono a calibrare meglio l’esigenza del cliente, per esempio la rateizzazione del premio, la scatola nera che monitora il comportamento alla guida, la guida unica o esperta. Un giudizio positivo sul nuovo contratto base viene sia dall’Associazione delle imprese assicuratrici, sia da quelle dei consumatori. «Una novità importante — sottolinea Umberto Guidoni, direttore business dell’Ania —. Si tratta però di creare un delicato bilanciamento fra la standardizzazione per la maggior comparabilità e la concorrenzialità delle proposte rc auto: il rischio è che la tendenza verso la standardizzazione prevalga, rendendo più rigida l’offerta anziché favorire realmente la concorrenza». «La lunga gestazione ha portato a un ottimo risultato — sottolinea Furio Truzzi, presidente di Assoutenti — siamo molto soddisfatti di questo provvedimento che migliorerà la trasparenza nel settore».

Nei prossimi mesi, intanto, verrà completamente rivisto il Preventivatore Ivass-Mise, che consentirà di confrontare le varie quotazioni per il contratto base rc auto relativo al proprio profilo di rischio. «Dovrebbe partire a gennaio dell’anno prossimo — sostiene De Polis —. e consentirà un confronto omogeneo e completo». Gli attuali comparatori non comprendono tutte le compagnie e si basano su accordi commerciali con alcune imprese. «Il preventivatore è realizzato invece da un’autorità indipendente di vigilanza e comprende la totalità del mercato — sottolinea De Polis — la quotazione potrà essere richiesta inserendo il nominativo, oppure la targa. Il consiglio è di utilizzarlo tutte le volte che dovranno rinnovare una polizza, anche per avere una quotazione da sottoporre alla compagnia».

La forte contrazione del traffico durante i due mesi del lockdown ha portato intanto a un calo degli incidenti. «La riduzione forzata della circolazione ha avuto un impatto in termini di riduzione della frequenza dei sinistri, che nostri studi hanno stimato in circa il 50%» — ha sottolineato il presidente dell’Ivass Daniele Franco nella relazione sull’attività dell’Istituto — consentendo per le compagnie un risparmio medio tra 36 e 41 euro per polizza. Se i dati confermeranno la riduzione dei sinistri e, quindi, dei costi per le imprese, ci attendiamo che le misure di ristoro agli assicurati si estendano». «Durante il lockdown l’Ania ha invitato le compagnie a riconoscere agli assicurati, nella propria autonoma strategia, una parte dei benefici ottenuti grazie al calo degli incidenti — spiega Guidoni — molte si sono mosse, per esempio prolungando la durata della copertura oppure riconoscendo uno sconto al rinnovo, non solo per l’Rc auto ma anche per le altre. Due mesi, però, rappresentano un periodo troppo breve per considerarsi rappresentativo della frequenza dell’intero anno. Se il calo proseguirà, le compagnie ne terranno sicuramente conto».

Roberto Bagnoli

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