Con la crisi cresce l’attività di riciclaggio e usura

di Valeria Santoro MF-DowJones
La crisi generata dalla pandemia di coronavirus ha aperto un «enorme spazio di manovra alla criminalità». Imprese e famiglie sono «particolarmente vulnerabili anche alle proposte di prestiti usurai, che possono diventare il mezzo per un successivo rilevamento dell’attività, agevolato dalle difficoltà di rimborso», mentre la crisi di liquidità in cui versano le imprese le rende «facili prede di acquisizioni della proprietà o del controllo soprattutto da parte della criminalità organizzata, che dispone di ampie riserve di fondi derivanti da attività illegali». È l’allarme lanciato dall’Unità di informazione finanziaria (Uif) presso Banca d’Italia sui rischi connessi alla crisi determinata dalla pandemia da Covid-19. «Le infiltrazioni criminali nel sistema produttivo -ha sottolineato il direttore dell’Uif, Claudio Clemente, nella relazione sull’attività 2019 – rappresentano il rischio più grave, per l’effetto di contagio sulle filiere e i danni permanenti al funzionamento dei mercati e della concorrenza». Fra marzo e maggio sono state esaminate dall’Unità circa 28.300 segnalazioni, quasi l’8% in più rispetto allo stesso periodo del 2019.

In circa 250 segnalazioni, sono stati richiamati «anomali movimenti di contante», spesso motivati da timori indotti dalle misure di contenimento e confinamento sociale, che possono però nascondere anche finalità illecite. Da settembre scorso banche e operatori finanziari inviano all’Uif il flusso delle transazioni in contanti, anche frazionate, di importo pari o superiore a 10 mila euro mensili. Nel primo quadrimestre, la Uif ha ricevuto 35.927 segnalazioni di operazioni sospette, con un incremento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. L’aumento delle segnalazioni analizzate e trasmesse agli organi investigativi è stato del 9%. Nel mese di marzo 2020 il flusso segnaletico in entrata ha mostrato una flessione molto contenuta, nonostante il diffuso ricorso allo smarworking. Nel 2019 tutti gli ambiti di attività della Uif hanno registrato una ulteriore crescita. Le segnalazioni di operazioni sospette ricevute da parte dei soggetti obbligati sono state 105.789, circa 7.700 in più rispetto a un anno prima (+7,9%); l’aumento è ascrivibile interamente a sospetti di riciclaggio. (riproduzione riservata)

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